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Sabato, 18 Marzo 2017 18:56
Il convegno

Cesano, ecco le sfide della città metropolitana In evidenza

Che cosa è il nuovo organismo e quali sono i suoi obiettivi: un mostro a più teste o un’entità in grado di risolvere i problemi della cintura metropolitana milanese?

Giuseppe Sala, sindaco di Milano e sindaco della Città  metropolitana, al convegno di Cesano Giuseppe Sala, sindaco di Milano e sindaco della Città metropolitana, al convegno di Cesano

di Francesco Bagini

“La città metropolitana è là dove arriva la metropolitana”. Questa battuta potrebbe riassumere l’incontro tenutosi questa mattina a Cesano Boscone, intitolato "Città Metropolitana e Sud-Ovest Milanese. Le nostre sfide”. La paternità della massima è del sociologo Guido Martinotti, ricordato da Franco D’Alfonso, consigliere metropolitano, durante l’intervento che ha chiuso la manifestazione. Un dibattito, quello tenutosi in Sala della Trasparenza, organizzato e regolato dagli organizzatori del Coordinamento delle Liste Civiche e del PD del Sud-Ovest Milanese, con tanto di campanellino per segnalare ai relatori lo scadere del tempo concesso. Perché di cose da dire ce n’erano molte e il sud-ovest metropolitano racchiude 30 Comuni, rappresentati in sala da sindaci e consiglieri.

Una regia comune

C’è, in primo luogo, un bisogno evidente di fare rete. Lo hanno evocato tutti, durante i vari interventi. Come ha detto il coordinatore del Partito Democratico rozzanese, Pietro Cataldi, “la città metropolitana è la ramificazione delle istituzioni sul territorio”. Anche il padrone di casa, Simone Negri, primo cittadino di Cesano Boscone, in apertura ha sottolineato la necessità di una regia comune in mancanza di personale e di risorse adeguate a livello locale.

Pochi sanno cosa è

In realtà capire veramente cosa sia la Città Metropolitana, come possa funzionare ed essere d’aiuto al cittadino sembra la sfida più difficile da vincere. I residenti, come è emerso dalle interviste proiettate in sala, faticano a identificarla e la confondono come un surrogato della vecchia provincia. 

Entità subalterna?

L’ospite principale è stato Giuseppe Sala, sindaco di Milano e sindaco della Città  metropolitana. Sala ha sottolineato l’attualità di questa nuova entità attraverso un’esperienza vissuta in prima persona. A un convegno, alcuni imprenditori del settore immobiliare gli avevano rivelato come oggi non siano più le nazioni a essere gli interlocutori privilegiati per fare business, ma le grandi città allargate. E l’unica realtà guardata con interesse in Italia è la proprio la città metropolitana milanese. A prescindere da chi siede al governo centrale, è però importante che quest’ultima non venga considerata in maniera subalterna e non sia sfavorita con politiche centraliste. 

Le sfide comuni

Poi, sul pulpito, si sono alternati i sindaci di Binasco, Buccinasco, Arese, Noviglio, Trezzano. Dalle loro parole sono emersi comuni denominatori: i successi nella preservazione e nella valorizzazione del territorio a livello culturale e paesaggistico; il territorio del Parco agricolo che ospita anche molte aziende che offrono lavoro, lontano dall’area urbana. Tutti hanno rilevato che legalità e sicurezza, aspetti delicati in un’area periferica, devono essere tra i temi centrali della collaborazione sovracomunale e del lessico del centrosinistra. Poi sono emersi anche i problemi e le sfide comuni: il pendolarismo e la mobilità eco-sostenibile in primis.

L'integrazione

Un collegamento reale, e non virtuale, con Milano attraverso il prolungamento della M1 o l’implementazione delle corse dei mezzi pubblici con tariffe integrate sarà decisivo per il futuro. Non c’è alternativa. Dove arriva la metropolitana realmente muta la sociologia del territorio e se si vuole integrare il sud ovest con la città metropolitana, la metropolitana è indispensabile. Sembra un gioco di parole, ma non lo è. Dietro alla battuta del sociologo Martinotti c’è nascosta la prossima sfida.

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