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Lunedì, 16 Settembre 2019 11:10
L'incontro

Autismo, un problema che non deve spaventare le famiglie

Convegno a Cesano Boscone, nell’ambito degli eventi in programma per la festa patronale. Ospite, fra gli altri, il professore Lucio Moderato, luminare e psicoterapeuta della Fondazione della Sacra Famiglia

“Occorre creare strutture efficaci dove seguire questi soggetti una volta diventati adulti, altrimenti è come se scompaiono”. E' la sintesi assoluta dell'incontro “Occorre creare strutture efficaci dove seguire questi soggetti una volta diventati adulti, altrimenti è come se scompaiono”. E' la sintesi assoluta dell'incontro

Le conoscenze tecnico-pratiche non mancano, a scuola sono presenti più insegnanti di sostegno che negli Stati Uniti, i fondi ci sono. Sull’autismo l’Italia può senz’altro essere inserita fra i Paesi in cui si fa di più, sia per venire incontro alle persone che ne soffrono, sia per alleviare il peso delle famiglie. Tuttavia le difficoltà esistono, una su tutte: cosa fare quando l’autistico diventa adulto? Sono alcune considerazioni emerse sabato scorso, nel convegno su un tema sempre delicato, organizzato dall’associazione “Monelli ribelli” nel Centro servizi culturali di Cesano Boscone, inserito nel programma degli eventi per la festa patronale e, dunque, patrocinato dal locale Comune.

Quelle ore inutili di psicomotricità

Dopo l’introduzione di Roberta Piccina, dell’associazione “Monelli ribelli”, e i saluti del sindaco Simone Negri e dell’assessore comunale ai Servizi sociali Mara Rubichi, l’intervento più atteso, quello di Lucio Moderato, direttore dei servizi per l’autismo presso la Fondazione della Sacra Famiglia di Cesano. Sull’argomento, il professore Moderato è un’autentica personalità di livello mondiale. Nel suo intervento ha toccato le corde emozionali dei tanti presenti – tra insegnanti e familiari di persone affette da autismo – parlando soprattutto della necessità di cambiare l’approccio al disturbo che solo in Italia colpisce 1 bambino su 77 nati, stravolgendone l’esistenza. Secondo Moderato, alcuni attuali interventi non servono come tante ore di psicomotricità standardizzate.

Evitare la “scomparsa” in età adulta

Moderato ha ricordato che l’autistico è una persona che riceve eccessive dosi di stimoli, definite “overdose sensoriale”. Per questo motivo, nell’Istituto della Sacra Famiglia sono state riprodotte delle stanze in cui i genitori possono stare con i propri figli dopo l’eliminazione di maniglie, la presenza di diversi elementi di domotica. Il professore ha quindi esposto il problema delle persone autistiche una volta raggiunti i 18 anni di età. “Molti scompaiono, pur non essendo l’autismo riconosciuto come malattia, in calderoni tipo i Centri per disabili  - ha affermato Moderato –, circostanza che equivale alla morte psicologica dei soggetti. Abbiamo bisogno della società civile - ha aggiunto -, come il mondo del lavoro che va aperto a queste persone che in alcuni ambiti sono molto affidabili, tant’è che laddove vengono inseriti diventano risorse”.

L’apprendimento stimolante

Attraverso slide e video, Ilaria Cosimetti, psicologa e psicoterapeuta del Centro Cosmos, ha fatto vedere le modalità di apprendimento del bambino autistico. Pertanto, conoscere e rispettare la neurodiversità è importante per ottenere risultati sul piano didattico e di comportamento più in generale. L’attenzione di questi soggetti è rivolta ai dettagli, mentre gli stimoli sociali sono messi in secondo piano. Alcuni accorgimenti, tipo la rappresentazione iconica in sequenza delle cose da fare, dà risultati visibili, a casa come a scuola.

I rapporti con le famiglie

Cecilia Carenzi, psicologa e psicoterapeuta della Fondazione della Sacra Famiglia, ha incentrato il suo intervento sui rapporti tra famiglie e le strutture della riabilitazione. “La famiglia non deve delegare il problema dell’autismo alle strutture - ha detto Carenzi -, ma deve partecipare attivamente nel lungo processo d’intervento mediato dalle equipe psicoterapiche”. Soprattutto in questi casi, la motivazione è fondamentale nell’apprendimento e le famiglie conoscono meglio di ogni altro bisogni e comportamenti dei congiunti affetti da autismo. La professionista ha mostrato ciò che avviene nelle coppie che scoprono di avere un figlio con spettro autistico e gli accorgimenti da utilizzare per il superamento dello choc.

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