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Sabato, 15 Giugno 2019 00:18
La protesta

Lavori in via Volta - Milano? La rivolta dei commercianti e degli artigiani

Il blocco totale della strada tra Corsico e Cesano ha giù colpito le loro attività. Per alcuni in maniera più decisa, per altri meno, ma se la situazione dovesse peggiorare, molti minacciano il ricorso alle vie legali per tutelare i propri interessi

Nella foto, il cantiere per l'installazione della fognatura che ha chiuso il tratto di strada via Volta- via MIlano Nella foto, il cantiere per l'installazione della fognatura che ha chiuso il tratto di strada via Volta- via MIlano

Se non è una ribellione, poco ci manca. La protesta è come il brontolio di un temporale: prima un rumore di fondo, poi l’esplosione di fulmini e tuoni. Parte da un manipolo di artigiani e di commercianti di via Milano e via Volta, al confine tra Corsico e Cesano: l’apertura del cantiere della fognatura e il blocco totale della strada hanno già colpito le loro attività. Per alcuni in maniera più decisa, per altri meno, ma se la situazione dovesse peggiorare, molti minacciano il ricorso alle vie legali per tutelare i propri interessi.

Un lungo elenco

A cominciare da Marco Pinzauti, titolare della Just Mini, un negozio ultra specializzato che vende accessori di Mini minor (d’epoca o meno), per continuare con Domenico Fede, titolare del “Clayton bar”, e poi Andrea Pompei, franchisee di Mbe, Michele Margotta, titolare di un grosso centro pneumatici. L’elenco si allunga giorno dopo giorno, man mano che il cantiere per la posa della fognatura va avanti.

Promessa non mantenuta

“La strada che sino a inizio mese era una specie di tangenziale adesso è diventata un troncone morto - sottolinea Marco Pinzauti - Avevano promesso di tenere aperta in via Volta e via Milano almeno  una corsia per permettere il transito delle auto. Invece l’hanno totalmente bloccata e di qui non passa più nessuno. Siamo terrorizzati dal pensiero che i lavori durino un anno. In questo modo molte attività subiranno notevoli danni”.

Raccolta di firme

E per correre ai ripari c’è chi propone di organizzare una raccolta di firme da inviare ai comuni di Corsico e Cesano Boscone o ai vertici del gruppo Cap, l’azienda a capitale pubblico cui è affidata la gestione del servizio idrico integrato sul territorio della Città Metropolitana di Milano, responsabile dei lavori. Tutti cercano un interlocutore credibile che possa ascoltarli.

L'appello

Le richieste sono semplici. In primo luogo rispettare quanto annunciato durante l’assemblea pubblica di presentazione del progetto: almeno una corsia della strada rimarrà aperta. Poi verificare la possibilità di annullare il pagamento della tassa sulla pubblicità (se non passa nessuno, le insegne dei negozi non le vede appunto nessuno), o della tassa sulla spazzatura (se non entra nessuno nei negozi, non se ne produce). Misure, insomma, che allevino il loro disagio.

Mancati incassi

Non sarà facile. Racconta Domenico Fede del “Clayton bar”: “In pochi giorni abbiamo servito il 40% di colazioni in meno. Se anche i nostri potenziali clienti avessero consumato solo un caffè e una brioche, avremmo perso oltre centocinquanta euro al giorno che moltiplicati per 365 giorni dell’anno di durata dei lavori significa circa 50mila euro di incassi in meno, senza contare quelli persi con i pranzi di lavoro e con la vendita delle sigarette”.

Lavoro a rischio

La preoccupazione non affligge solo i titolari degli esercizi pubblici, ma anche i loro dipendenti. Se il calo del lavoro dovesse diventare cronico, molti di loro rischiano di perdere la propria occupazione. Oltre ai dipendenti del Clayton bar, potrebbe capitare a quelli di un centro estetico lì vicino, di un ristorante, di un’officina meccanica, di un ristorante.

La causa

Il dramma è che il cantiere dovrebbe rimanere aperto per due anni (un anno in via Volta - Milano, un anno per finire i lavori della vasca di decantazione e collegamento alla rete fognaria), salvo imprevisti. Quando piove la rete va in difficoltà provocando allagamenti. La realizzazione del progetto è quindi necessaria.

4 milioni di euro

Il nuovo impianto separerà le acque meteoriche dai reflui fognari. I reflui andranno al depuratore intercomunale di Assago. Le acque bianche saranno convogliate in una vasca volano per essere smaltite - quando finisce di piovere - nei corpi idrici superficiali. Si tratta di un investimento di 4 milioni di euro. Che però non può essere consumato sulla pelle di chi in quel tratto di strada ci lavora.

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