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Martedì, 23 Aprile 2019 15:08
Amministrative & dintorni

Stefano Cella: “Partiti lontani dalle logiche locali, meglio la lista civica”

L’imprenditore ritenta la scalata alla carica di sindaco di Cesano Boscone con un programma in trenta punti: “Il confronto politico è basso, puntiamo sulle politiche giovanili e la coesione sociale”

Nella foto, Stefano Cella, candidato alla carica di sindaco di Cesano Boscone nella lista civica  Cesanocambia Nella foto, Stefano Cella, candidato alla carica di sindaco di Cesano Boscone nella lista civica Cesanocambia

di Antonio Casa

Consigliere comunale uscente, imprenditore nel settore della comunicazione e consulenza marketing, Stefano Cella ritenta la corsa a primo cittadino di Cesano Boscone con la lista “Cesanocambia”. Quarantasette anni, sposato con due figlie, vive in città dal 1999. Vanta l'hobby di costruire presepi, “con qualsiasi materiale” tiene a precisare. pocketnews.it lo ha incontrato mentre diffonde il programma ai suoi elettori, sotto il gazebo in piazza. “Chi preferisce, può andare a leggere i punti su cesanocambia.com.”

Cosa la spinge a ricandidarsi a sindaco dopo cinque anni?
“Mi ripresento alla luce delle esperienze fatte in Consiglio comunale, dove ho osservato una maggioranza e un'opposizione caratterizzate da un alto livello di conflitto dettato dal fatto di essere espressioni riconducibili ai partiti nazionali e, quindi, in parte dominati da logiche che vanno oltre la nostra realtà territoriale. Io ritengo, invece, che ci sia bisogno di una forte lista civica indipendente concentrata unicamente su quelli che sono i bisogni e le tematiche locali e, visto che siamo l'unica lista civica presente alle elezioni comunali, mi ripresento e chiedo il voto agli elettori di Cesano Boscone.”

“Cesanocambia” è una lista civica che raccoglie candidati e consensi di un'area politica, o pesca un po' ovunque?
“E' una lista composta da persone che hanno diverse provenienze politiche, ma che hanno deciso di lasciarle alle spalle per concentrarsi sui trenta progetti che sono stati individuati per la città, articolati su cinque temi. Trenta progetti improntati sulla concretezza, perché a parole sono buoni tutti, ma se un progetto è concreto, è più facile capire se sarà realizzato o no.”

Quali sono i tre progetti più importanti del vostro programma?
“Sono le tre aree fondamentali sulle quali intervenire: politiche giovanili, perché come genitori e politici abbiamo assolutamente il dovere di offrire ai nostri ragazzi, in particolare quella fascia 14-20 anni, spazi e idee che per cinque anni sono stati assolutamente inesistenti; la coesione sociale, poiché se non si mette insieme la comunità qualsiasi altro intervento ne esce indebolito e zoppo; la qualità del confronto politico, che in questi anni è stato piuttosto basso e deludente per quelle che sono le mie aspettative.”

Negli ultimi cinque anni, in linee generali Cesano Boscone è migliorata o peggiorata?
“Alcune cose del passato sono state conservate, giustamente. Altre sono state introdotte, rimangono alcune aree strategiche scoperte. Sono i tre punti ai quali ho fatto prima riferimento. Sono cose che alla fine, facendo un bilancio, danno un giudizio insufficiente all'amministrazione uscente.”

Parliamo dell'amministrazione Negri, allora. Come giudica la gestione della vicenda sugli asili nido, il cui servizio è stato privatizzato alla fine del 2016?
“Credo che sia stata gestita male nel merito, non solo perché è stato esternalizzato il servizio ma anche le educatrici, come se fossero armadietti. Invece elle rappresentavano un know how strategico per il Comune, sulle quali si era investito per decenni. Stiamo parlando della gestione dei nostri bambini da 0 a 3 anni. E' stata una vicenda gestita male in termini politici, perché l'opposizione in Consiglio comunale ha avuto soltanto 15 giorni di tempo per presentare un'alternativa, quando la questione era allo studio dell'amministrazione comunale da mesi e mesi. E' stata una vicenda gestita male in termini umani, perché anche quando tu fossi costretto a prendere una decisione del genere, devi farlo con grandi atti di contrizione. Invece il sindaco, nell'imporre questa decisione, è stato anche arrogante con queste 15 educatrici che hanno visto stravolto il loro orizzonte lavorativo.”

Cosa la discosta da Simone Negri?
“Innanzitutto, nel merito delle cose fatte la scarsa attenzione sui temi che ho già evidenziato, soprattutto giovani e coesione sociale. Sul piano politico, mi discosta una grossa difficoltà a valorizzare il punto di vista degli avversari, nel senso che non siamo quasi mai stati coinvolti in alcun modo sulle decisioni, nell'arco di questi cinque anni. Ritengo che se uno viene eletto sindaco, lo è di tutti i cittadini e diventa interlocutore dei loro rappresentanti politici. Mi discosta, credo, anche una capacità empatica che debba permettere a un sindaco di relazionarsi anche con coloro che non siano stati i suoi elettori e nella capacità di mettere mano nelle cose in profondità, stabilendo un rapporto forte con i suoi cittadini. Dopo di che, invece di cercare facili soluzioni che mettono al riparo la sua reputazione, io sono uno che si mette in gioco e che cerca le soluzioni innovative che possano portare a un vero cambiamento.”

Il Pgt prevede l'insediamento di due nuovi centri commerciali. Lei è favorevole o contrario?
“Allora, io non è che sono favorevole o contrario all'insediamento di un centro commerciale. Queste sono dinamiche che volano sopra le nostre teste! Ritengo che sia assolutamente necessaria una politica commerciale che dia un senso e un orizzonte al commercio locale. Questo vuol dire fare un lavoro che non sia soltanto quello di stanziare qualche soldo e distribuirlo per tirare avanti. Si devono ripensare i servizi che si possono offrire in alternativa a quelli dei centri commerciali, sulla tipologia dei prodotti alla clientela e una funzione di aiuto e di stimolo, trasformando il Comune in un consulente del piccolo commercio locale.”

Nell'eventualità che Stefano Cella non dovesse passare il primo turno, “Cesanocambia” chi appoggerà al ballottaggio?
“Noi ci presentiamo sulla scena soprattutto con una funzione di stimolo sulla crescita della qualità del confronto nel dibattito politico. Per questo, anziché mettere giù tante parole abbiamo preparato trenta progetti. Nell'eventualità di un secondo turno, non saremo noi a definire l'appoggio a un candidato piuttosto che all'altro, ma saranno questi, se ne avranno la possibilità, di mettere il loro appoggio nero su bianco alla realizzazione concreta di questi trenta progetti e, in questo modo, di conquistarsi il voto di chi al primo turno avrà votato noi.”

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