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Giovedì, 18 Aprile 2019 16:07
Elezioni & dintorni

“Simone Negri? Superficiale. Con noi nessuna spesa pazza, governeremo con i cittadini”

Le ricette di Maria Pulice, candidata a sindaco di Cesano Boscone del M5stelle: “No ai nuovi centri commerciali che uccidono i piccoli negozianti. Formeremo i dipendenti comunali per cogliere le tante opportunità dei bandi europei”

Maria Pulice da 24 anni vive a Cesano Boscone Maria Pulice da 24 anni vive a Cesano Boscone

di Antonio Casa

Quarantaquattro anni, ventiquattro dei quali trascorsi nella città dove si candida a sindaco, Maria Pulice è mamma e libera professionista. “Mi piace fare tante cose, l'importante è metterci sempre molta passione” dice di lei. E' attivista del Movimento Cinque Stelle dal 2009. pocketnews.it l'ha incontrata nella sede del movimento, attorniata dal gruppo di amici con cui condivide l'impegno e la passione politica, primo fra tutti Carmelo (Giancarlo) Insinsola, consigliere comunale uscente.

Cosa l'ha spinta a candidarsi a sindaco di Cesano Boscone?
“Com'è nello stile del M5S, la mia candidatura è stata proposta e messa a votazione da tutti gli attivisti. Quindi l'ho accettata con entusiasmo.”

Qual è la situazione che avverte a Cesano Boscone? E' una città piena di problemi?
“Cesano ha tantissimi margini di miglioramento. Il nostro programma parte proprio da quanto di buono c'è nel territorio e che occorre migliorare, completando le molte cose, quelle sì, lasciate per strada.”

Qual è la vostra posizione sugli asili nido, il cui servizio è stato privatizzato dall'amministrazione Negri. Le casse del Comune ne hanno giovato, le dipendenti un po' meno…
“Di recente c'è stato il rinnovo del contratto, in conseguenza del quale il Comune è vincolato per altri tre anni con la cooperativa che svolge il servizio. Pertanto anche la prossima amministrazione si troverà con le mani legate, almeno fino al 2022.”

E dopo? Nel caso in cui lei venisse eletta, assumerebbe l'impegno per il ritorno del servizio asilo nido in seno al Comune?
“Sì. Però occorre considerare anche le dinamiche che eventualmente sorgeranno da qui al 2022 sulla pianta organica del Comune, nella quale attualmente ci sono dei margini di libertà. Nella scorsa legislatura, attraverso il consigliere Insinsola abbiamo cercato di stimolare l'amministrazione a tornare sui propri passi, proponendo anche di fare delle assunzioni a tempo determinato per andare a integrare l'organigramma degli asili nido che era sottodimensionato, prima di esternalizzare il servizio. E' stata una decisione forte, perché siamo di fronte a 15 donne che prima hanno vinto un concorso pubblico e dopo sono state passate a una cooperativa, con tutte le conseguenze che avranno sulla loro copertura pensionistica. E' una vicenda in cui ci siamo trovati di fronte a una chiusura che non ci aspettavamo da un'amministrazione di sinistra.”

La piscina comunale non è stata ultimata, dopo una spesa di oltre 1,5 mln. Ora lì si prospetta un centro sportivo con piscina annessa da 8,5 mln, oneri compresi. Qual è la vostra posizione?
“Lì il sindaco si è fermato, lasciando ogni decisione alla futura giunta. Noi non siamo disposti a costruirla a queste condizioni, perché con 8 milioni e mezzo individuiamo altre priorità. In zona ci sono altre strutture sportive del genere, per cui costruire un impianto così costoso proprio lì è uno spreco. Tra l'altro, c'è un contenzioso aperto con la società appaltatrice perché ci sarebbe una discrepanza fra saldo e effettivo avanzamento dei lavori. In questo senso, abbiamo depositato un esposto alla Corte dei Conti per verificare i costi che la piscina si è trascinata dietro, come perizie  sull'immobile, interventi, servizi, costi legali. Nello statuto del Comune sono previsti strumenti partecipativi come il referendum o forum informativi per le decisioni sulle opere pubbliche, cosa che non è stata fatta. Anzi, era stata presentata come opera senza rischi.”

Area Sud, la società partecipata per la raccolta dei rifiuti, afferma che Cesano e Corsico sono in parte responsabili del dissesto dell'azienda. Può essere?
“Il Comune è uscito da Area Sud seguendo una direttiva europea che impedisce agli enti locali di avere società “in house” per i servizi di una certa rilevanza, e di affidare gli stessi attraverso bandi pubblici. Noi su questo eravamo favorevoli, almeno fino a quando l'amministrazione ha deciso di affidare agli uffici la struttura del bando, anziché fare un discorso virtuoso e partecipativo della cittadinanza sulla gestione dei rifiuti. Nel momento del passaggio del servizio alla società subentrante, a chiusura del contratto Area Sud ha tirato fuori dei conteggi pari a 450mila euro. Il Comune li ha contestati, pagando comunque un acconto di 220mila euro. C'è un altro aspetto in questa vicenda e riguarda l'incasso della Tia per conto della Provincia, circa un milione di tasse che il Comune non avrebbe versato ad Area Sud, ma è tutto da dimostrare.”

Dal 1° luglio il biglietto Atm sale a 2 euro. Di questa tariffa Cesano Boscone se ne avvantaggerà o no?
“I cesanesi pagano adesso 1,90€. Detto così non è un vantaggio, perché noi vediamo soltanto un aumento. Quello che noi continuiamo a chiedere è una tariffa integrata. Vogliamo maggiore libertà per muoverci fra i comuni vicini e non necessariamente da e verso Milano. Per esempio, per andare da Cesano a Rozzano oggi è un viaggio lunghissimo e con costi enormi, perché occorre acquistare due biglietti, mentre ci sono dei punti di Milano che sono più lontani di Cesano Boscone dove attualmente si pagano 1,50€ per andare in centro. Anche il biglietto giornaliero non contempla l'uscita dagli attuali confini.”

Rispetto a cinque anni fa, Cesano Boscone è più sicura o no?
“Sì, qui mi sento più sicura. Non certamente grazie a iniziative del Comune, ma grazie ai liberi cittadini e al lavoro sul territorio attraverso la sorveglianza di quartiere e all'interazione con le Forze dell'ordine. La videosorveglianza, invece, non funziona a dovere perché le immagini spesso non sono nitide. La partecipazione ai bandi del settore non è andata a buon fine. Il modello, in questo senso, è Buccinasco.”

Cosa la distanzia da Simone Negri?
“Probabilmente il modo di vedere la vita. Io guardo molto alle fragilità altrui, vedo invece che Simone è un po' restio ad aiutare con impegno - al di là di quello istituzionale – le persone che hanno veramente bisogno. Forse sbaglio, ma lui è un po' superficiale. In caso di elezione, io farò partecipare tutta la cittadinanza alle decisioni più importanti, come quelle che toccano il portafoglio della gente.”

A Cesano sono previsti nuovi insediamenti commerciali su circa 15 mila metri quadrati. Ce n'è bisogno?
“No, perché non se ne sente la necessità. La variante al nuovo Pgt prevede due nuovi centri commerciali. Uno di fronte alla stazione ferroviaria, l'altro in via Isonzo, nei pressi la chiesa evangelica. Quest'ultimo implicherebbe problemi di traffico, perché per compensazione sono previste due piste ciclabili con restringimento dell'attuale carreggiata che unisce Cesano a Milano, Corsico, Buccinasco. Una parte del traffico si sposterebbe all'interno della città. Aumenterebbero i problemi, quindi.”

Però per un Comune il centro commerciale è anche fonte di guadagno…
“Dipende. Un Comune deve pensare anche ai propri commercianti. Se continuiamo a mettere grande distribuzione, i piccoli commercianti muoiono. In parte li hanno già “uccisi”. A Tessera non c'è più quasi nulla. Sono rimasti un bar, un panificio, la farmacia. Lo stesso nel quartiere Giardino. Se il territorio viene venduto in questo modo, non si torna più indietro. Anche sotto il profilo energetico, i centri commerciali non sono assolutamente vantaggiosi.”

Nel vostro programma è prevista la riorganizzazione della macchina comunale. Di cosa si tratta?
“Implementeremo gli strumenti di comunicazione, aumenteremo la collaborazione con i comuni limitrofi, formeremo il personale a maggiore digitalizzazione. Una parte dei dipendenti sarà formata per partecipare con successo ai bandi europei. Lì ci sono opportunità che in questi anni non sono state colte. Cesano Boscone crescerà anche così!”

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