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Venerdì, 01 Marzo 2019 16:10
Il caso del giorno

Aprono i cantieri per la posa della fognatura, per due anni bloccate via Milano e via Volta

Le preoccupazioni di artigiani e commercianti delle due strade che temono di subire la drastica riduzione delle loro attività

Il progetto è stato illustrato ieri sera agli artigiani e commercianti che hanno le proprie aziende lungo le due vie Il progetto è stato illustrato ieri sera agli artigiani e commercianti che hanno le proprie aziende lungo le due vie

“Io speriamo che me la cavo”. Sono molti gli artigiani e i commercianti di via Milano e via Volta, al confine tra Corsico e Cesano, che si sono appellati a questo vecchio titolo di un libro portato sugli schermi da Paolo Villaggio. Cavarsela nella vita, cavarsela facendo il proprio lavoro. Un’opportunità che viene messa in dubbio da un cantiere ideato per il rifacimento della rete fognaria tra i due comuni.

Due anni di lavoro

Tra qualche settimana, infatti, prenderanno il via i lavori per l’installazione di nuove tubature lungo le due vie. Il cantiere dovrebbe rimanere aperto per due anni, salvo imprevisti. Già dal 2001 si era evidenziata la necessità di intervenire. Quando piove la rete va in difficoltà provocando allagamenti.  I lavori sono quindi necessari. Il nuovo impianto separerà le acque meteoriche dai reflui fognari.  I reflui andranno al depuratore intercomunale di Assago. Le acque bianche saranno convogliate in una vasca volano per essere smaltite  - quando finisce di piovere - nei corpi idrici superficiali. Saranno investiti 4 milioni di euro.

Viabilità stravolta

Il cantiere per le sue dimensioni e per le dimensioni dei manufatti da installare influirà pesantemente sulla viabilità. In particolare per tutto il primo anno perché interesserà  via Volta/via Milano, dall’incrocio con via Colombo alla rotonda di via Isonzo. Il progetto è stato illustrato ieri sera agli artigiani e commercianti che hanno le proprie aziende lungo le due vie. Nella sala conferenze di via Caboto, sede della polizia locale di Corsico, erano presenti i sindaci di Corsico e Cesano, oltre ai responsabili del gruppo Cap, l’azienda a capitale pubblico cui è affidata la gestione del servizio idrico integrato sul territorio della Città Metropolitana di Milano.

Le soluzioni

I tecnici hanno illustrato la mappa degli interventi. Il cantiere occuperà al massimo 40 metri di lunghezza per volta (poi procede da via Volta verso via Milano), con area di scavo di 7/8 metri. Dovrebbe essere garantito l’ accesso pedonale agli edifici interessati dai lavori compresa l’area, l’accesso alle attività poste a monte e a valle del cantiere. Sarà anche costituito in coordinamento con le attività commerciali per le operazioni di carico e scarico delle merci.

Strada interdetta

Il problema è che gli scavi saranno davvero importanti e non sarà possibile movimentare questi manufatti prefabbricati senza chiudere la strada, per garantire la sicurezza sia degli operai al lavoro che degli automobilisti in transito. La viabilità verrà modificata per tutto il primo anno di cantiere, con deviazione del traffico sulle vie Isonzo, Sanzio, Borsini e Colombo.

Chiusa metà della rotatoria Isonzo - Milano

Solo durante i lavori di innesto della cameretta di scambio, all’incrocio fra via Volta e via Colombo, ci sarà un’ulteriore deviazione per via Cadamosto e via Da Vinci. Sarà tuttavia sempre possibile accedere alla via Milano a monte e a valle dell’area di cantiere per i residenti e le persone dirette alle attività produttive e commerciali della via. Nell’ultima parte della fase 4 verrà chiusa metà della rotatoria all’incrocio fra via Milano e via Isonzo. L’incrocio diventa un’intersezione a T regolata da semaforo.

Le preoccupazioni

Tutto bene? Più o meno. Infatti, se per alcuni, soprattutto i titolari degli uffici non aperti al pubblico i disagi dovrebbero essere limitati, profonda preoccupazione è stata espressa da chi ha attività che basano il proprio benessere sulla clientela di passaggio: bar, ristoranti, parrucchieri, officine meccaniche, artigiani, di cui la zona è ricchissima. Per molti di loro, disagi lunghi due anni potrebbero significare forte ridimensionamento della propria attività.

Nemmeno un caffè

Chi teme di veder ridotto il flusso di clientela è Alberto Fede, titolare di un bar al numero 22 di via Volta. “Un blocco di quasi due anni ridurrà notevolmente la clientela di passaggio. Con il cantiere aperto, i clienti non potranno parcheggiare e non si fermeranno per consumare nemmeno un caffè”. Sulla stessa lunghezza d’onda Antea Mulier, titolare di un parrucchiere  che ha le sue vetrine a fianco del bar di Alberto Fede. “La stragrande maggioranza delle nostre clienti – sottolinea – arriva qui in automobile. Sono di Milano, di Corsico, di Cesano. Se chiudono la strada o istituiscono un senso di transito alternato, comunque creeranno disagi che probabilmente non permetteranno loro di fermarsi e le costringeranno a rivolgersi altrove”.

Io speriamo che me la cavo

Meno pessimista è Michele Margotta, titolare di grosso centro per il ricambio degli pneumatici. “C’è preoccupazione – dice – ma dopo l’incontro di ieri sera mi sono reso conto che c’è la possibilità che le attività non subiscano danni così rilevanti. Certo, se tutto funziona così come è stato illustrato. In caso contrario “io speriamo che me la cavo, anzi: noi speriamo che ce la caviamo”.

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