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Martedì, 10 Gennaio 2017 18:34
Intervista all'esponente di Fratelli d'Italia

Fabio Raimondo: il fuoco cova sotto le ceneri del Pd In evidenza

Il capogruppo di FdI, nel 2014, è stato candidato del centrodestra alla carica di primo cittadino di Cesano Boscone

Nell'immagine, Fabio Raimondo durante l'intervista Nell'immagine, Fabio Raimondo durante l'intervista

Ha 38 anni, è sposato e ha tre figli: uno di sei anni, uno di cinque, l’ultimo di soli sei mesi. Tra una mozione e l’altra, tra una delibera e l’altra, a volte gli cambia i pannolini. Assieme alla moglie, i tre figli sono l’isola sulla quale si rifugia per ritemprarsi dalle battaglie politiche, nelle quali si impegna sino allo spasimo.
Lui è Fabio Raimondo, candidato alla carica di sindaco di Cesano Boscone alle ultime elezioni, elezioni perse per una manciata di voti andati a favore di Simone Negri e della sua macchina da guerra predisposta per l’occasione. La sua è una vita spesa per soddisfare la sua passione politica. Ha cominciato a 16 anni quando con Berlinguer ministro dell’istruzione organizza la prima occupazione dell’Omnicomprensivo Vico fatta da studenti di destra. Poi ha continuato negli anni sino a essere eletto membro della direzione nazionale di Fratelli d’Italia e coordinatore provinciale dello stesso partito. Dal 2007 è assessore al comune di Melegnano dove è risultato il più votato. Come detto, nel 2014 è stato candidato del centrodestra alla carica di primo cittadino di Cesano Boscone. Da qui comincia l’intervista.

Se Negri è un cervello in fuga mancato, lei che tipo di cervello è?
“Un cervello sempre collegato con il proprio cuore, un cervello che tenta di far coincidere la passione con l’idealità”.

Alle ultime elezioni il sindaco l’ha battuta per una manciata di voti. È stato più bravo di lei?
“È stato più organizzato, è partito prima. Il centrodestra arriva spesso in ritardo a definire il proprio candidato alle elezioni. Il Pd, invece, ha una macchina rodata, e non solo quella, che ha fatto la differenza”.

Il centrodestra, ormai è chiaro anche ai neofita, vince solo se è unito. Esistono a Cesano le condizioni per aggregare quest’area e presentarla compatta alle prossime amministrative?
“Certo. Non solo per aggregare il centrodestra, ma tutte le forze che non si sentono rappresentate in Consiglio comunale e sono tante. Il centrodestra vince solo se si presenta unito o se è capace di allargarsi, come è avvenuto a Corsico, comune in cui la sinistra ha fatto il bello e il cattivo tempo per anni”.

Sarà lei ancora il candidato?
Non lo so! È troppo presto. Però sono convinto che chiunque sia, se ci si organizza per tempo, ci sono molte possibilità di vincere”.

Perché Negri si diverte così tanto a provocarla?
Perché sa di essere in difetto… 

Non si può continuare l’intervista senza fare il punto sulla situazione Asili nido e materne. Le polemiche si sono acquetate o il fuoco cova sotto la cenere?
“Il problema è che per la prima volta un’amministrazione pubblica ha “licenziato” delle educatrici e le ha lasciate in balia di una coop, che è un ente privato. Quelle lavoratrici erano state assunte in comune con un concorso pubblico… i diritti, i doveri, rispondono a regole diverse se si opera nel pubblico o se si lavora nel privato. L’amministrazione di Cesano se ne è fregata delle proprie dipendenti e le ha abbandonate a un destino diverso da quello che loro avevano programmato, le ha svendute”.

Negri procede come un treno in quest’affaire
“È un treno che ha deragliato. Il sindaco ha perso e sta perdendo il consenso della propria maggioranza e molti settori del Pd non gli risparmiano aspre critiche. Sono convintissimo che il fuoco covi sotto la cenere e presto o tardi potrebbe divampare un bell’incendio”.

Piscina comunale, può fare un riepilogo delle puntate precedenti?
È l’emblema di un certo modo di governare del Pd. L’amministrazione D’Avanzo si era fatta garante dell’azienda che avrebbe dovuto costruirla. Aveva garantito per circa 3.600.000 euro un’impresa, la Cesano Sport Management, che aveva come capitale sociale solo 10.000 euro. Quando l’impresa costruttrice è fallita, il Monte Paschi di Siena è venuto a bussare cassa al comune di Cesano. Il 12 maggio 2014 in piena campagna elettorale, con Negri capogruppo del Pd in Consiglio comunale e candidato sindaco dello stesso partito, è arrivata una lettera dell’istituto di credito che minacciava il ricorso al tribunale per il rimborso del debito.  Quella lettera è stata volutamente tenuta nascosta perché avrebbe messo in imbarazzo il Pd e, probabilmente, gli avrebbe fatto perdere le elezioni”.

Come è andato a finire il contenzioso con Mps?
Il comune si è opposto al decreto ingiuntivo, ma il Tribunale di Mantova, titolare del procedimento, ha confermato la provvisoria esecuzione. A questo punto è scattata la corsa per trovare un accordo con il Monte dei Paschi (e si potrebbe indagare all’infinito sugli strani rapporti tra Pd e istituto di credito). Alla fine si è trovato un compromesso: Cesano Boscone ha versato nelle casse della banca unmilioneseicentomila euro e ha chiuso la procedura coattiva ritrovandosi proprietaria di un rudere abbandonato. Un bell’affare, non c’è che dire”.

Quali sono le altre emergenze che, secondo lei, l’attuale giunta non affronta o affronta in modo sbagliato?
“Emergenza abitativa e servizi alla persona. Non basta limitarsi ad approfittare delle iniziative della Regione e poi assumersi il merito di aver distribuito risorse secondo i requisiti stabiliti dalla stessa Regione. Ci vuole ben altro. Manca un piano organico d’intervento che aiuti i papà o le mamme separate, che allestisca alloggi temporanei per chi è in attesa di una casa popolare. Ci sono mille modi per intervenire, invece ci si accontenta del tran tran quotidiano”.

Che Cesano sogna? Non voglio un manifesto politico, ma un’idea affinché questo comune esca dalla nebulosa in cui sembra essere stato inghiottito.
“Una Cesano che ritrovi la propria identità. E per poterlo fare ha bisogno di una cabina di regia che punti sulla valorizzazione di un centro storico, sull’aiuto ai commercianti locali, sin ora ammazzati dalla grande distribuzione con la complicità del Pd, sulla messa in rete di tutte le sinergie che possano contribuire a renderla a misura d’uomo.

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