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Martedì, 30 Ottobre 2018 09:52
Una buona notizia

“La mia casa non è più una prigione”, risolto il caso di Sandro Lascala In evidenza

Costretto a vivere su una sedia a rotelle, era imprigionato dentro pochi metri quadrati nella sua abitazione perché l’edificio non aveva un montascale

Nell'immagine Sandro Laporta felice mentre testa il montascale che gli permetterà di uscire dalla sua abitazione Nell'immagine Sandro Laporta felice mentre testa il montascale che gli permetterà di uscire dalla sua abitazione

L’allarme lo aveva lanciato otto mesi fa su Facebook Angela Gealan: “un cittadino di Corsico disabile, Sandro Lascala, da anni è prigioniero della propria casa perché Aler non provvede a installare un montascale”.  Ieri, finalmente, il caso che ha mobilitato le coscienze di molti abitanti del Sud ovest milanese, ha trovato una felice conclusione: Sandro potrà uscire di casa perché grazie a una raccolta di fondi, e al contributo dell’amministrazione comunale di Corsico, il montascale è stato montato.

Sulla sedia a rotelle

Una buona notizia che non potrà che far bene alle coscienze dei residenti. Sandro Lascala abita in una casa di Aler nel quartiere Lavagna. Sino a ieri era imprigionato dentro pochi metri quadri nella sua abitazione. Vive con la mamma anziana e con un reddito basso, talmente basso che risulta insolvente nei confronti di Aler di ben: udite udite, 700 euro, Sandro non può camminare, usa la sua sedia a rotelle elettrica per spostarsi da una stanza all'altra. Non poteva uscire di casa perché il suo condominio, nonostante le richieste inviate ad Aler, era sprovvisto del montascale per disabili.

Palleggio di responsabilità

Per anni si è assistito a palleggio di responsabilità e scaricabarile tra i diversi enti, Aler in testa, che avrebbero dovuto occuparsi della vicenda. Nulla. Sembrava la classica battaglia contro i mulini a vento cui sempre più spesso si assiste. Sono anni che l’Istituto case popolari non provvede a rimuovere le barriere architettoniche dai suoi edifici. La motivazione è sempre la stessa: non ci sono soldi. 

La catena di solidarietà

Sino  qualche settimana fa, Sandro usciva di casa solo grazie ai suoi amici, che, a volte, lo  sollevavano con la sua carrozzina per portarlo fuori. Per lui si era messa in moto una catena di solidarietà che ha pochi precedenti in ambito locale. Era stato costituito anche un comitato (Milano sicura). In alcuni negozi erano state installate delle cassette per raccogliere un po' di fondi che aggiunti a mille euro messi a disposizione dall’amministrazione comunale di Corsico, hanno permesso l’acquisto e l’installazione del montascale. Da oggi Sandro può scendere “quei maledetti sette gradini” come li ha definiti l’assessore Raimondo, presente all'installazione “che lo hanno tenuto prigionieri in casa per tanto tempo". Finalmente.

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