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Venerdì, 27 Luglio 2018 21:26
La decisione

Ultim'ora: Nuovo orario locali pubblici, il Tar respinge il ricorso dei proprietari

Il tribunale amministrativo regionale ha bocciato la richiesta della sospensiva del provvedimento voluto dal sindaco di Cesano, Simone Negri

Nell'immagine, la cover del video diffuso dal sindaco Negri all'indomani della firma del provvedimento sui nuovi orari di chiusura Nell'immagine, la cover del video diffuso dal sindaco Negri all'indomani della firma del provvedimento sui nuovi orari di chiusura

 Per il momento ha vinto il sindaco di Cesano Boscone, Simone Negri. Per la rivincita bisognerà aspettare il prossimo 12 settembre quando i giudici amministrativi della Lombardia entreranno nel merito della questione. Intanto, però, dal 1 agosto, i locali pubblici cesanesi dovranno chiudere obbligatoriamente entro la mezzanotte. Potranno prolungare l’apertura alle 2 solo il venerdì e il sabato. Rimane proibita, dalle 22 in poi, anche la vendita di bevande alcooliche da asporto.

A settembre la sentenza definitiva

Lo ha deciso il Tar , il tribunale amministrativo regionale, che questa mattina ha esaminato il ricorso presentato dai legali dei proprietari di uno dei locali destinatari dell’ordinanza firmata dal sindaco appena due settimane fa. Lo stesso Tar ha indicato la data del 12 settembre prossimo come  per la trattazione del caso e per l’emissione di una sentenza definitiva, salvo ricorsi al Consiglio di Stato.

La protesta

Il provvedimento del sindaco aveva provocato la reazione di molti gestori e lavoratori cheavevano accusato il sindaco di  aver deciso senza consultarli e senza tener conto del rischio della perdita del posto di lavoro da parte di alcuni di loro. A protestare, soprattutto i dipendenti del bar di via Grandi, il Café de Marie, aperto 24 ore su 24. Il provvedimento costringerebbe secondo alcuni il licenziamento di almeno cinque persone. Che l’altro giorno, durante l’ultima seduta prima della sosta estiva, assieme ai loro colleghi, tutti vestiti con una maglietta verde/azzurra, hanno “presidiato” l’aula del Consiglio comunale.

Tutelare gli interessi pubblici

Nella sentenza emessa oggi, i giudici hanno scritto: “la riduzione dell’orario di apertura  dell’esercizio appare adeguatamente proporzionata ai motivi che hanno giustificato la disciplina introdotta con il provvedimento impugnato”. E i motivi sono garantire il diritto al riposo notturno a tutti coloro (alcuni dei quali non godono di buona salute) che abitano nelle immediate vicinanze di alcuni locali interessati dal provvedimento. Il danno economico provocato dal provvedimento, secondo i magistrati amministrativi  è in subordine alla tutela degli interessi pubblici coinvolti e, comunque, “non di gravità tale da non poter attendere” le decisioni del collegio” che si riunirà il prossimo 12 settembre.

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