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Giovedì, 07 Giugno 2018 13:30
Il progetto

Sindaci di sei comuni firmano lo stop al gioco d’azzardo nei locali pubblici In evidenza

L’ordinanza vieta di utilizzare gli apparecchi da gioco con vincita in denaro in tre fasce orarie per un totale di 6,5 ore al giorno

Il documento sarà notificato oggi agli esercizi commerciali che al loro interno hanno slot machine e marchingegni affini Il documento sarà notificato oggi agli esercizi commerciali che al loro interno hanno slot machine e marchingegni affini

La firma è quella dei sindaci di Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico, Cusago e Trezzano sul Naviglio. L’ordinanza è stata emessa nell’ambito  di un progetto che vuole contrastare il gioco d’azzardo patologico.
Il documento sarà notificato oggi agli esercizi commerciali che al loro interno hanno slot machine e marchingegni affini. I sindaci ne proibiscono l’utilizzo dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14.30 e dalle 19 alle 21, ogni giorno. Naturalmente dall’ordinanza sono esclusi i giochi del lotto, 10 e lotto, superenalotto, totocalcio, gratta e vinci e il bingo. Chi non rispetta le nuove disposizioni  sarà punito con una multa che va da un minimo di 100 euro a un massimo di 500 euro.

512 slot machine

All’interno dei confini dei sei Comuni ci sono  95 locali (soprattutto bar) con che in totale hanno   512 slot:   tutti sono stati controllati e geolocalizzati. Questo lavoro ha permesso di tracciare una “mappa del rischio”. L’ordinanza è una tappa del   progetto del Piano di zona “#gioco@perdere”.

Progetto importante

"Nell'ultimo anno – ha spiegato il sindaco di Trezzano sul Naviglio Fabio Bottero in una nota stampa  – abbiamo condiviso un progetto importante coinvolgendo servizi sociali, Polizia locale, enti del terzo settore, scuole. Un lavoro educativo fondamentale per affrontare in modo serio, concreto e sinergico il grave problema del gioco d'azzardo patologico che ha conseguenze gravissime sia dal punto di vista sociale che economico. È chiaro per tutti che nel territorio dobbiamo agire insieme, con gli stessi provvedimenti e linee guida: questa prima ordinanza, davvero rivoluzionaria, lo dimostra. Non si potrà giocare in fasce orario oggi considerate 'a rischio', dopo aver accompagnato i figli a scuola o all'ora di pranzo e di cena, sottraendo del tempo alla famiglia e alle relazioni".

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