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Martedì, 27 Marzo 2018 18:07
La vertenza

Trony, dipendenti senza stipendio anche a Cesano e Rozzano In evidenza

La situazione sta diventando drammatica. L'incontro dei sindacati con il curatore fallimentare al ministero dello Sviluppo economico, non ha dato esito positivo

In questi giorni stanno arrivando  le lettere di sospensione senza retribuzione, retroattive alla data del fallimento della società della famiglia Piccinno In questi giorni stanno arrivando le lettere di sospensione senza retribuzione, retroattive alla data del fallimento della società della famiglia Piccinno

I dipendenti della Trony aperta nell’Auchan di Cesano Boscone, quelli di Rozzano e degli altri 35-40 punti vendita Trony di Dps sparsi in varie regioni d'Italia sono rimasti senza stipendio ma non sono stati licenziati. In questi giorni stanno arrivando le lettere di sospensione senza retribuzione, retroattive alla data del fallimento della società della famiglia Piccinno.

Incontro non positivo

La situazione sta diventando drammatica. L'incontro dei sindacati con il curatore fallimentare Alfredo Haumpt, al ministero dello Sviluppo economico, non ha dato esito positivo, se si esclude l'impegno del Mise a cercare possibili acquirenti dei punti vendita di elettrodomestici e apparecchiature elettroniche. Una verifica sarà compiuta nel prossimo appuntamento già fissato per il 5 aprile. I lavoratori restano però nella totale incertezza: Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno ottenuto domani un incontro con il giudice del Tribunale di Milano per chiedere l'autorizzazione all'esercizio provvisorio.

Lavoratori senza tutele

“Senza stipendio ma non licenziati significa - hanno spiegato appunto i sindacati - che non possono usufruire della sospensione dei pagamenti di mutui e debiti. Senza esercizio provvisorio non possono neppure accedere agli ammortizzatori sociali nè potranno passare in forza all'eventuale nuova azienda acquirente. La speranza è infatti che qualcuno rilevi i punti vendita, come avvenuto in crisi similari, anche di altri marchi".

A.A.A. Compratore cercasi

"Il nostro auspicio - ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto - è che il Tribunale competente domani dia l'autorizzazione all'esercizio provvisorio dei punti vendita e che si palesino tempestivamente manifestazioni di interesse volte al mantenimento dei livelli occupazionali e a scongiurare la chiusura definitiva dei punti vendita. Sarebbe l'unico modo per risollevare le sorti di almeno parte dei negozi attraverso un serio piano di rilancio e per consentire ai 500 lavoratori l'accesso agli ammortizzatori sociali in continuità non previsti in caso di cessazione di attivita'".

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