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Giovedì, 15 Marzo 2018 11:26
Il caso del giorno

“La mia casa è una prigione”, l’allarme per aiutare un disabile In evidenza

Sandro Lascala abita in una casa Aler nel quartiere Lavagna, imprigionato dentro pochi metri quadrati nella sua abitazione

Nella foto (da Facebook) Sandro Lascala con i suoi vicini di casa ripresi due anni fa Nella foto (da Facebook) Sandro Lascala con i suoi vicini di casa ripresi due anni fa

L’s.o.s. lo ha lanciato su Facebook Angela Gealan:  “un disabile, cittadino di Corsico, da anni è prigioniero della propria casa perché Aler non provvede a installare un montascale”. È nato così il caso che sta mobilitando le coscienze di tutti.

Basso reddito

“Sandro Lascala” (questo è il nome del protagonista di questa vicenda), ha scritto Angela Gealan “abita in una casa di Aler nel quartiere Lavagna, imprigionato dentro pochi metri quadri nella sua abitazione. Vive con la mamma anziana e con un reddito basso, talmente basso che risulta insolvente nei confronti di Aler di ben: udite udite, 700 euro, Sandro non può camminare, usa la sua sedia a rotelle elettrica per spostarsi da una stanza all'altra. Non può uscire di casa perché il suo condominio, nonostante le richieste inviate ad Aler, è sprovvisto del montascale per disabili”.

Aler assente

Sono anni che l’Istituto case popolari non provvede a rimuovere le barriere architettoniche dai suoi edifici. La motivazione è sempre la stessa: non ci sono soldi.  Emblematico è il rapporto che i tecnici dell’Istituto hanno con l’amministrazione di Cesano: si fanno vivi solo di fronte a importanti emergenze, altrimenti ignorano qualsiasi sollecitazione, anche da parte del sindaco Negri.

La solidarietà

Quella di Sandro, per loro, probabilmente, non è un’emergenza. Oppure è una delle tante. Per i suoi vicini di casa, sì. “Sandro, infatti” ha scritto ancora Gealan, “è uscito di casa grazie alla solidarietà dei suoi amici cesanesi, neanche tanto giovani, che hanno lo hanno sollevato con la sua carrozzina per portarlo fuori almeno una volta”. Non solo. Per Sandro si è messa in moto una catena di solidarietà che ha pochi precedenti in ambito locale. In alcuni negozi sono state installate delle cassette per raccogliere un po' di fondi che permettano l’acquisto e l’installazione del montascale. Il problema è che non sempre si può vivere di solidarietà.

La legge

Esiste una legge che obbliga i proprietari di immobili ad abbattere le barriere architettoniche e a installare sistemi che ne permettano il superamento a chiunque abbia disabilità motorie (legge n 13/1989) che ha dettato le disposizioni per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, e la legge 104 del 1992 che disciplina le regole per gli edifici pubblici.

L'appello

E per far rispettare le norme che già ci sono e che Aler ignora sistematicamente che Angela Gealan ha lanciato un appello a Carmela Rozza, attualmente consigliere d’opposizione  e a Fabio Altitolante, consigliere di maggioranza, eletti in Regione Lombardia “di darci una mano affinché tutti i Sandro possano riempire il loro spazio/tempo di vita e che sia restituita loro la dignità”.

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