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Mercoledì, 24 Gennaio 2018 09:48
Il mistero

Cesano, resti di lapidi ritrovate in una roggia In evidenza

Si tratta di tronconi di cemento e di marmo di vecchie tombe macerate dopo la riesumazione delle salme

I tronconi di cemento e di marmo di vecchie lapidi abbandonati nella roggia che costeggia il cimitero di Cesano boscone I tronconi di cemento e di marmo di vecchie lapidi abbandonati nella roggia che costeggia il cimitero di Cesano boscone

Sono decine, fatte a pezzi e gettate nella roggia che costeggia il cimitero di via Rimembranze a Cesano. Si tratta di tronconi di cemento e di marmo di vecchie lapidi macerate dopo la riesumazione di numerose salme.

L'allarme

L’allarme era stato lanciato alcuni giorni fa da alcuni residenti. Dopo una serie di verifiche è risultato che risalirebbero ad almeno una ventina di anni fa e sarebbero emersi dalla boscaglia in seguito ai lavori del progetto Expo 2015. Non si sa chi li abbia scaricati nel fossato, in secca da molti anni, che corre lungo il perimetro del cimitero in un’area, prevalentemente di proprietà del Comune di Milano, che attualmente viene utilizzata come collegamento ciclopedonale con il Parco dei Fontanili.

Le responsabilità

Chi li ha abbandonati? Su questo fronte regna il mistero. Evidentemente, chi era stato incaricato delle esumazioni e dello smaltimento delle lapidi ha approfittato della breccia a fianco del muro di cinta del cimitero vecchio per scaricarli nella roggia. Ma una volta che questi pezzi saranno stati datati, non dovrebbe essere difficile risalire ai responsabili. Secondo l’amministrazione comunale, non sussiste alcun rischio igienico sanitario. Il fossato sarà presto ripulito, mentre  i lavori di risistemazione dell’area non sono ancora terminati. Dovrà essere sistemato l’argine del fossato e   apportate ulteriori migliorie per la zona verde.

I lavori della Regione

“Appena avvisato – ha spiegato il sindaco Simone Negri – ho chiesto agli agenti di verificare la situazione e di accertare le responsabilità. É emerso che si tratta di resti di lapide legate a esumazioni risalenti ad almeno 20 anni fa. Sono riapparsi in seguito ai recenti lavori eseguiti da Ersaf (Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste) nell’ambito del progetto Expo 2015. In quella zona, infatti, c’era una fitta boscaglia che nascondeva tutto”.

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