lunedì, Luglio 22, 2024
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Cesano, oggi la sentenza: Shiva condannato a 6 anni e mezzo per tentato omicidio

La procura aveva chiesto per il musicista 24enne 7 anni per la sparatoria avvenuta un anno fa a Settimo milanese

arresto shiva
Nella foto, un fotogramma del video diffuso dalla polizia che mostra Shiva con la pistola in pugno mentre spara contro i suoi aggressori

Era attesa per oggi e puntualmente è arrivata la sentenza per la sparatoria avvenuta un anno fa , davanti al suo studio di registrazione a Settimo Milanese, di cui si era reso protagonista il rapper cesanese Shina, all’anagrafe Andrea Arrigoni. Il giovane, da qualche mese padre di un bambino, è stato condannato a 6 anni e mezzo. È quanto hanno deciso i giudici dell’ottava sezione penale del Tribunale di Milano al termine del processo con rito abbreviato. Gli spari ferirono due membri della crew del rapper Rondo Da Sosa, che gli avevano teso un agguato.

Legittima difesa

I suoi difensori, Daniele Barelli e Marco Campora hanno già annunciato che presenteranno ricorso. Avevano chiesto l’assoluzione, sostenendo, questa la loro tesi, che l’artista “non avrebbe fatto altro che difendersi” dalle aggressioni dei rivali, “Abbiamo sempre sostenuto che non sussiste affatto il delitto di tentato omicidio – ha sottolineato Campora -, abbiamo dimostrato con una consulenza balistica che tutti i colpi sono stati sparati verso il basso. Impugneremo, consapevoli che giudici di grado superiore potranno avere una visione diversa e derubricare il reato”.

Due picchiatori

A Shiva è stata riconosciuta l’attenuante del risarcimento del danno alle presunte vittime, mentre sono state escluse quella della provocazione e le generiche. Si è concluso così il primo atto di una vicenda per cui Shiva era imputato di duplice tentato omicidio per aver ferito due fighter, Alessandro Maria Rossi di 25 anni e Walter Pugliesi di 30, rispettivamente di Vimercate e Lodi, che gli avevano teso un agguato nell’ambito della ‘faida fra trapper’ nel cortile dell’etichetta discografica ‘Milano Ovest’ di via Cusago a Settimo Milanese, in provincia di Milano. Adesso si aspetta l’appello e, forse, la Cassazione.

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