
A trentaquattro anni dalla strage di Capaci, il Sud Ovest milanese rinnova il proprio impegno nella memoria e nella lotta culturale contro le mafie. Sarà lo spettacolo teatrale “Bum ha i piedi bruciati” di e con Dario Leone a chiudere domenica 24 maggio la Primavera della Legalità 2026, la rassegna promossa dai sedici Comuni della Commissione intercomunale antimafia e tutela ambientale. L’appuntamento è fissato alle ore 21 al Teatro Casa della Musica di via Matteotte a Cesano Boscone. Lo spettacolo, a ingresso gratuito con prenotazione consigliata, è organizzato dai Comuni di Cesano Boscone E Buccinasco per ricordare il giudice Giovanni Falcone, assassinato da Cosa Nostra il 23 maggio 1992 insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro nella strage di Capaci.
Per circa due mesi la Primavera della Legalità ha coinvolto il territorio con incontri, spettacoli, testimonianze, marce e iniziative dedicate soprattutto ai giovani, nel tentativo di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno mafioso anche in territori del Nord dove la criminalità organizzata continua a essere presente e radicata. Liberamente ispirato al romanzo “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, il monologo di Dario Leone intreccia la vicenda umana e professionale di Falcone con la storia di un commerciante palermitano che cerca di spiegare al figlio il significato della violenza mafiosa. Uno spettacolo intenso che negli anni ha attraversato scuole, teatri e università italiane ottenendo anche il patrocinio della Fondazione Falcone.
“Giovanni Falcone e Francesca Morvillo rimarranno per sempre nella nostra memoria – ha sottolineato l’assessore alla legalità di Cesano Boscone Maria Pulice – per il loro impegno straordinario contro la criminalità organizzata e la corruzione. Il loro sacrificio deve continuare a scuotere le coscienze e a mantenere alta l’attenzione su un problema tutt’altro che risolto”. Nel Sud Ovest milanese, territorio segnato negli anni da inchieste e processi legati alla presenza mafiosa, la cultura della legalità continua così a rappresentare non soltanto un esercizio di memoria, ma anche uno strumento educativo rivolto alle nuove generazioni.














