mercoledì - 20 Ottobre 2021
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Buche stradali, da oggi è più difficile ottenere il risarcimento dei danni

Sull’argomento e sui relativi risarcimenti dei danni provocati, anche la Corte di Cassazione ci ha messo del suo. Con una sentenza emessa nelle scorse settimane, ha escluso la responsabilità del Comune nel caso che…

E sì, è proprio vero. D’ora in poi chi si fa male cadendo per esempio da un motorino a causa di una buca aperta sul manto stradale, a causa di una crepa, della via sconnessa, o di tombini divelti che, grazie all’incuria di amministratori disattenti, non sono stati riparati, oltre il danno potrebbe subire anche la beffa. Potrebbe, infatti, non vedersi riconosciuto alcun risarcimento. È il succo di una sentenza della Cassazione che ha, di fatto, ristretto le ipotesi in cui è possibile risarcire un automobilista o un motociclista oppure un passante, per i danni fisici cagionati dalle imperfezioni della strada. Nello specifico il provvedimento ha stabilito che il comune non è responsabile, ogni qualvolta la strada dissestata è un luogo conosciuto al danneggiato.

Scaricato tutto sul danneggiato

Come dire: se c’è una buca sotto casa tua sei obbligato a non caderci dentro, pena l’esclusione dal risarcimento.  Infatti, in tema di onere della prova, la Consulta, invece di inchiodare alle loro responsabilità amministratori locali inetti, ha scaricato tutto sul danneggiato: deve dimostrare che non conosceva la strada e che quindi non si trattava di un percorso abituale. Quindi non basta più che chi cade in una buca dimostri l’esistenza di un pericolo occulto sulla strada, non evitabile con l’ordinaria diligenza, ma se questa buca è lungo un percorso frequentato abitualmente, si deve dimostrare che si era all’oscuro della sua esistenza. Una vera assurdità.

La caduta del centauro

La sentenza è la conclusione di una vicenda che ha riguardato la brutta caduta di un centauro a causa di una buca non vista. Il tribunale ordinario aveva accolto la domanda risarcitoria, la Corte d’appello l’ha respinta partendo dal presupposto che l’incidente dovesse essere attribuito al comportamento colposo del motociclista infortunato. Visto che il ragazzo abitava nelle vicinanze del luogo dove era accaduto il sinistro, i giudici hanno ritenuto che conoscesse bene le condizioni della strada con tutte le sue insidie e le asperità della strada e avrebbe potuto quindi evitare l’incidente se solo fosse stato più diligente e più accorto. Non convinto, il motociclista si è rivolto alla Cassazione chiedendo giustizia. Inutilmente. I giudici romani, hanno fatta propria la decisione dei colleghi della Corte D’appello non ravvisando responsabilità a carico del Comune per non aver chiuso la buca e anche per non averla segnalata. Alla faccia della giustizia.

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