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Giovedì, 31 Agosto 2017 17:24
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“Il centrodestra ha la nomina, il centrosinistra fa le lottizzazioni”. In evidenza

Intervista con Aldo Scialino, coordinatore di Forza Italia di Buccinasco, sulle ragioni che hanno portato alla sconfitta del 25 giugno scorso, e su molto altro ancora

Nella foto Aldo Scialino, cinquantasei anni, origini siciliane, da una vita coordinatore di Forza Italia, sposato con due figli Nella foto Aldo Scialino, cinquantasei anni, origini siciliane, da una vita coordinatore di Forza Italia, sposato con due figli


Cinquantasei anni, origini siciliane, da una vita coordinatore di Forza Italia, sposato con due figli, Manuel di 17 anni e  Giada ventunenne volontaria della Croce rossa, Aldo Scialino ha accarezzato il sogno che il centrodestra tornasse a governare Buccinasco. Aveva il candidato e una coalizione formata da tutti i partiti dell’area moderata. Poi il 25 giugno un brusco risveglio: per soli 300 voti ha visto sfumare il suo sogno. Adesso siede tra i banchi dell’opposizione deciso a “fare la mia parte”.

Come ci si sente ad aver perso le elezioni per soli 300 voti? È un’occasione sfumata o potevate fare di più?
“È stata un’occasione sfumata? Sì. Potevamo fare di più? Sì. Ci si sente male? Sì.”

Con più di 60 candidati distribuiti tra le liste della coalizione dovevate essere una macchia da guerra invincibile, invece è andata come è andata. Che cosa non ha funzionato?
“Forse non siamo riusciti a coinvolgere i cittadini come avremmo dovuto. Eravamo sì in sessanta, ma quasi tutti, escluso il sottoscritto, Iocca e lo stesso Licata,  erano alla prima esperienza in una competizione politica”.

Licata, il candidato sindaco, ha confessato che in alcuni momenti si è sentito solo, abbandonato, soprattutto da alcuni alleati, Lega in primo piano. Lei conferma? Vi aspettavate un maggiore contributo da leghisti e centristi?
“La Lega è stata uno degli artefici della candidatura di Licata, il suo apporto iniziale è stato fondamentale, poi, strada facendo, subito dopo l’apparentamento con la lista Buccirinasco della Romanello, si è defilata”.

Chi è allora il vero artefice della vostra sconfitta?
“Alcuni settori di Comunione e liberazione che non hanno votato, come promesso, per noi, ma per i nostri avversari”.

Sarebbe andata diversamente se la candidata sindaco fosse stata Serena Cortinovi?
“La Cortinovi era una gran candidata: molto preparata, capace di comunicare, con grandi conoscenze dei problemi del territorio, ma aveva perso le elezioni precedenti e aveva un’immagine non vincente. Abbiamo puntato su Licata, che è una persona per bene, trasparente. Eravamo convinti, e siamo convinti, che Buccinasco ne avesse un gran bisogno”.

Trump insegna: le elezioni, ormai si vincono anche con il contributo dei social. Perché il centrodestra non riesce a ritagliarsi uno spazio tra i vari gruppi di discussione di Buccinasco che popolano il web?
“La nostra è stata una campagna elettorale fai da te. Le risorse erano poche, le nostre manifestazioni si sono contate sulle dita di una mano, le cene elettorali ancora meno. Le persone che si erano offerte di seguirci sui social non erano degli esperti del settore e il risultato è stato che eravamo assenti… ci servirà da lezione per la prossima volta.”

Il Pd e l’intero centrosinistra hanno attaccato il centrodestra accusandolo di essere “portatore di interessi inconfessabili”. In poche parole di nascondere chissà quale progetto per gestire il pubblico privilegiando il privato.  Questi attacchi vi hanno in qualche modo penalizzati?
“Se si parla di vecchie facce della politica, nella nostra lista c’eravamo solo io, Iocca e pochi altri. La stragrande maggioranza dei candidati era alla sua prima esperienza politica. Il centrosinistra, invece, tranne poche eccezioni era la fotocopia della vecchia amministrazione e molti degli eletti sono gli stessi che hanno partecipato all’edificazione di Buccinasco + e di molti altri quartieri di Buccinasco. La verità è che il centrodestra ha la nomina, il centrosinistra fa le lottizzazioni”.

Lei, nel 2012 è stato prima accusato in concorso in falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, in merito al bando d’asta per l’alienazione dell’area comunale di via Boito, poi è stato prosciolto perché il “ fatto non sussiste”. Che cosa le è rimasto di quella esperienza?
“Amarezza. La profonda amarezza di trovare per molti giorni il mio nome sui media sapendo in coscienza di non avere alcuna responsabilità. Mi ha deluso anche il comportamento di alcuni dipendenti comunali i quali il giorno prima si professavano miei amici e il giorno dopo se ne uscivano con affermazioni non veritiere. Mi ha fatto soffrire la malafede di persone per le quali mi ero speso quando erano in difficoltà”.

Gli appelli alla collaborazione lanciati dal sindaco Pruiti, sinora non hanno sortito alcun effetto. Si tratta di inviti poco credibili, di proposte inadeguate ai bisogni della città o di mancanza di strategia da parte vostra?
“È presto per poterlo dire. Sin ora si è parlato poco di progettualità. Certamente, sui problemi che affliggono Buccinasco non potremo che essere a favore della loro soluzione”.

La sua esperienza in ambito sportivo è ritenuta, da molti, preziosa. Cosa serve a Buccinasco affinché possa definirsi una città a misura di sport?
“Intanto mettere a posto le strutture esistenti. Con attrezzature e impianti adeguati ne guadagnerebbe anche l’immagine della città. Poi serve una maggiore sensibilità nei confronti delle associazioni no profit che svolgono una funzione sociale. Aiutarle concretamente, contribuirebbe a costruire una Buccinasco a misura di sport”.

Lo stadio Scirea avrebbe bisogno di essere ristrutturato, così pure molti altri impianti comunali. Anche se le scelte dipendono dalla maggioranza, Buccinasco ha le risorse per realizzare un piano che non ne dimentichi qualcuno?
“Sì. In cassa i soldi ci sono. Già l’avanzo di bilancio permetterebbe di avviare i lavori. Non servono molte risorse per un efficientamento delle strutture di cui è ricco il nostro territorio”.

La criminalità organizzata a Buccinasco ha radici profonde. Prima delle vacanze è stato arrestato il capo della locale di Corsico della ‘ndrangheta. Papalia è tornato in libertà e potrebbe voler riconquistare il potere perso dopo 25 anni di carcere. C’è il rischio che si scateni una nuova guerra per il controllo del territorio. Che cosa può fare la politica?
“Ognuno deve fare il proprio lavoro. Quella di Papalia è una realtà che Buccinasco subisce ma se dovesse riprendere a commettere reati, tocca all’autorità giudiziaria perseguirlo. La politica può fare ben poco. Gli amministratori locali devono pensare ai problemi della città, per la criminalità, organizzata o meno, ci devono pensare gli inquirenti.”
 
Eppure c’è chi grida “al lupo al lupo” a ogni piè sospinto…
“Corre il rischio che quando il lupo arriva davvero, non trovi nessuno che gli dia retta”.

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