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Giovedì, 27 Aprile 2017 14:45
Blitz della Squadra mobile

Duro colpo inferto alla ‘ndrangheta: arrestato a Buccinasco il cognato dei Papalia

Giuseppe Grillo era latitante. Aveva una valigia già pronta e probabilmente si apprestava a far perdere le proprie tracce.  Quando si è reso conto di essere in trappola ha gettato il proprio cellulare, poi recuperato, dalla finestra 

Una decina di agenti della squadra mobile di Milano hanno fatto irruzione nell'appartamento Una decina di agenti della squadra mobile di Milano hanno fatto irruzione nell'appartamento

L’annuncio è arrivato dalla Questura di Milano: gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato a Buccinasco Giuseppe Grillo, 37 anni, condannato a 7 anni e 4 mesi per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga, tutti da scontare. Grillo è il marito di Serafina Papalia, figlia di Antonio Papalia e sorella di Domenico, i due capibastone dell’omonima cosca di ‘ndrangheta che da anni operano nel Sud ovest Milanese. Per individuare il latitante, gli inquirenti hanno pedinato a lungo la moglie.

Blitz in via Mascagni

La donna incontrava il marito che si nascondeva nella casa del cognato Domenico, in via Mascagni, dove poi ieri sera è scattato il blitz per catturarlo. Sul suo comodino, i poliziotti hanno trovato la biografia "L'invisibile" che Giacomo Di Girolamo ha scritto su Matteo Messina Denaro, il superlatitante boss della mafia siciliana. Giuseppe Grillo aveva una valigia già pronta e probabilmente si apprestava a far perdere le proprie tracce.  Quando si è reso conto di essere in trappola ha gettato il proprio cellulare, poi recuperato, dalla finestra. 

Le vedette della criminalità organizzata

Gli investigatori si sono serviti di un poliziotto che per molti giorni ha finto di portare a spasso il proprio cane nel parco vicino, in un territorio controllato anche da vedette della criminalità organizzata. Gli agenti sono intervenuti ieri sera sospettando che il latitante potesse scappare da un momento all'altro. Una decina di agenti della squadra mobile di Milano, guidati da Lorenzo Bucossi e coordinati dal procuratore generale Laura Gay, hanno fatto irruzione nell'appartamento. Grillo, appena le manette si sono strette attorno ai suoi polsi, ha raccontato che stava per consegnarsi e di voler scontare la pena, ma gli investigatori ritengono si tratti solo di banalità utilizzate solo per giustificare la sua latitanza.

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