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Mercoledì, 11 Dicembre 2019 16:11
La tragedia

Buccinasco ha detto addio a Simone, morto a 21 anni per un incidente stradale

Celebrato nella chiesa dedicata ai Santi Gervaso e Protaso, a Buccinasco, il funerale del giovane scomparso domenica pomeriggio

Nella foto, l'ingresso della chiesa dedicata ai Santi Gervaso e Protaso, a Buccinasco, poco prima della cerimonia funebre Nella foto, l'ingresso della chiesa dedicata ai Santi Gervaso e Protaso, a Buccinasco, poco prima della cerimonia funebre

Un’intera città si è stretta attorno ai genitori di Simone Galli, il 21enne morto domenica pomeriggio a causa delle ferite riportate in un incidente stradale avvenuto in via Donizetti ad Assago.  Il suo funerale è stato celebrato oggi pomeriggio alle 15 nella chiesa dedicata ai Santi Gervaso e Protaso in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, nel quartiere di Romano Banco.

La caduta

L’incidente che lo ha ucciso è accaduto domenica 8 dicembre attorno alle 16.30. Simone era in sella alla sua moto quando, per cause in via di accertamento, forse per una buca, forse perché ha perso il controllo del veicolo (secondo i testimoni non ci sarebbero altri automezzi coinvolti), è rovinato a terra sull'asfalto.

La corsa disperata

Le sue condizioni erano subito apparse disperate. I volontari che lo hanno soccorso hanno verificato come fosse in arresto cardiocircolatorio. Così lo hanno rianimato e intubato. Poi la corsa  all’Humanitas dove a nulla sono valsi i tentativi disperati dei sanitari di salvarlo.

L'emozione

La sua scomparsa ha suscitato profonda emozione in città a tra tutti coloro che lo conoscevano e conoscevano suo padre Riccardo, un esponente della società civile di Buccinasco, sempre attivo nelle battaglie per la tutela dell’ambiente e per la qualità della vita e delle relazioni tra persone.

Nessuna consolazione

Durante l’omelia, il parroco della chiesa di San Gervaso ha detto ai genitori distrutti: “Non c’è alcuna consolazione nelle parole, al dolore provocato da una scomparsa, da chi manca. Il dolore non trova soluzione” poi ha citato Ungaretti “Si sta come in autunno sugli alberi le foglie” ad indicare la caducità della vita, del vivere umano.

Una ferita che non si chiude

Perdere un figlio è un dolore dal quale non ci si riprende mai, una ferita che non si chiude. Alcuni trovano conforto nella fede, altri nei altri figli, se ci sono. Ma il buco nero che resta dentro scava ininterrottamente. È un'esperienza talmente devastante che toglie il senso della vita a chi l'ha sperimentata.

La fragilità dell'esistenza

L’esistenza umana è fragile come le foglie appese a un albero. Non c’è soluzione quindi al dolore di una madre e un padre che hanno perso un figlio in giovane età. Bisogna andare oltre la consolazione e trovare un barlume di eternità. Già, l’eternità, la fede. Forse solo lì si può trovare la risposta a una morte assurda.

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1 commento

  • Link al commento Giuseppe Mercoledì, 11 Dicembre 2019 21:44 inviato da Giuseppe

    Mi spiace tantissimo x lui e genitori col dolore che si porteranno x tutto il resto della loro vita. Riposa in pace fratello nostro

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