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Giovedì, 14 Febbraio 2019 11:03
Radiografia criminale

‘Ndrangheta e mafia: i clan del Sud Ovest fotografati dalla Direzione Investigativa antimafia In evidenza

Buccinasco, Corsico, Cesano, Trezzano: nessun comune sfugge alla presenza della criminalità organizzata. Le lotte e le alleanze per espandersi oltre il territorio

Nell'immagine lo stemma della Dia, la direzione investigativa antimafia Nell'immagine lo stemma della Dia, la direzione investigativa antimafia

Nella relazione stilata dalla Direzione Investigativa Antimafia per il primo semestre 2018, il quadro dei gruppi criminali che dominano la scena in tutto il Sud ovest milanese e in Lombardia in generale. Traffico di droga, estorsioni e spaccio restano le attività principali, mentre si conferma la tendenza a stringere alleanze per allargare il controllo del territorio.

Radiografia della criminalità organizzata calabrese

Il radicamento della ‘ndrangheta in Lombardia - si legge nella relazione - ha consentito alla matrice mafiosa calabrese di dotarsi di una struttura di coordinamento sul territorio denominata, appunto, “la Lombardia”, intesa come una vera e propria “camera di controllo”, in collegamento con la “casa madre” reggina. Le più recenti evidenze investigative confermano il particolare spessore criminale del locale di Corsico, controllato dalla cosca Barbaro-Papalia di Platì (Rc), che mantiene forti legami con l’area di provenienza ed è al centro di diverse attività investigative concluse nel semestre.

Le operazioni del 2018

Nel mese di gennaio, nell’ambito dell’operazione “Vindicta”, la Guardia di finanza ha eseguito, tra la Lombardia e la Calabria, una misura cautelare nei confronti di 8 soggetti, partecipi di un sodalizio autoctono operante nell’area metropolitana milanese di Corsico, Assago, Buccinasco e Trezzano sul Naviglio, attivo nel traffico internazionale di cocaina e di armi. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati 7 fucili e 2 pistole, munizioni di vario tipo, alcuni motoveicoli rubati e una pressa industriale utilizzata per confezionare lo stupefacente. Tra le figure di vertice del sodalizio, prevalentemente di origini calabresi, spiccano soggetti contigui al clan Barbaro, uno dei quali - già emerso nella nota indagine “Infinito” per i suoi contatti con esponenti del locale di Milano - è risultato coinvolto anche nell’operazione “The Hole”.

Attività commerciali fittizie - Sono del successivo mese di febbraio le operazioni “Martingala” e “Vello d’Oro”   hanno fatto luce su un sodalizio criminale partecipato da esponenti delle cosche Barbaro-I Nigri e Nirta-Scalzone, nonché da un soggetto originario di Melito Porto Salvo (Rc) ma residente a Vimercate (Mb), principale artefice del sistema delle false fatturazioni e “regista” delle movimentazioni finanziarie dissimulate con fittizie attività commerciali.

Operazione The Hole - Ancora, sempre con riferimento ai Barbaro, nel mese di maggio, nell’ambito della citata operazione “The Hole”, i Carabinieri hanno eseguito, tra la Lombardia ed il Piemonte, misure cautelari nei confronti di 23 soggetti, tra i quali membri della cosca, responsabili di traffico di stupefacenti, ricettazione, intestazione fittizia di beni, porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo e munizioni. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati oltre kg. 300 di droga, armi e un centro estetico a Cerro Maggiore (MI), punto di incontro per alcuni degli indagati.

I collegamenti - L’inchiesta ha fatto, altresì, emergere i rapporti tra i Barbaro ed un soggetto originario di Platì (Rc), ma residente a Volpiano (To), con precedenti per associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti, ritenuto elemento di spicco proprio del locale di Volpiano1. Ruolo confermato con sentenza del 23 dicembre 2015 dalla Corte di Cassazione (processo “Minotauro” e operazione).   “Alto Piemonte” per traffico di stupefacenti

Operazione Happy dog - In ordine, invece, alla frangia dei Papalia, si segnalano anche gli esiti dell’operazione “Happy Dog”, conclusa dalla Polizia di Stato nel mese di giugno - tra Taurianova, Locri, Gioia Tauro (RC), Lamezia Terme (CZ), Melissa (KR) e Gudo Visconti (MI) - con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione, turbata libertà degli incanti, illecita concorrenza con minaccia e violenza, intestazione fittizia di beni e truffa, reati aggravati dal metodo mafioso.

Operazione Mar Ionio - Sempre nel mese di maggio, nel prosieguo dell’operazione “Mar Ionio”, i Carabinieri hanno eseguito un sequestro, emesso dal Tribunale di Milano, nei confronti di esponenti della famiglia Loiero, insediati in Lombardia e Calabria. Il provvedimento ha riguardato 2 imprese edili, 1 ristorante, 1 palazzina, 2 ville, 3 box, 22 terreni, mezzi per il movimento terra, autoveicoli e 6 rapporti finanziari, per un valore di circa 5 milioni di euro.   A Settimo Milanese (MI), dove fu scoperto un laboratorio per il confezionamento e lo stoccaggio della cocaina, vennero sequestrati 180 chilogrammi di cocaina e 112 chilogrammi di sostanza da taglio, oltre ad 1 milione di euro in contanti. La cocaina, proveniente dal Brasile, veniva occultata all’interno di sacchi di colla per lavorazioni edilizie.

Smaltimento rifiuti - Nello stesso mese di maggio del 2018, la Guardia di finanza ha dato esecuzione ad una misura cautelare nei confronti di 8 indagati, fra i quali, ai vertici dell’organizzazione, un soggetto di Reggio Calabria domiciliato a Milano, in rapporti di parentela con esponenti della cosca Alvaro di Sinopoli (Rc). Il sodalizio, operativo tra l’Italia e la Romania, disponeva di società “cartiere”, utilizzate per la creazione di illegittimi crediti d’imposta e per il reimpiego di denaro nel settore della ristorazione e dello smaltimento dei rifiuti.

Scambi elettorali - Il 25 maggio, la Corte d’Appello di Milano ha condannato  per scambio elettorale politico-mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata dal metodo mafioso a 7 e 6 mesi di reclusione un ex amministratore regionale arrestato, nel 2012, nell’ambito dell’operazione “Grillo Parlante” eseguita dall’Arma dei carabinieri. In occasione di una competizione elettorale, infatti, il politico aveva comprato per 200 mila euro un pacchetto di 4 mila voti da un esponente della cosca Morabito-Palamara-Bruzzanitidi Africo e da un affiliato dei Mancoso-Di Grillodi Palmi, mettendosi quindi nella disponibilità di criminali che “vestono elegante e parlano forbito… esponenti di una mafia – scriveva il GIP nel provvedimento restrittivo – capace di infiltrarsi in settori vitali dell’economia e della Pubblica Amministrazione lombarda”.

Il ricatto - Questi venne inoltre accusato di aver raccolto, attraverso soggetti intermediari, preferenze anche da esponenti della cosca Barbaro-Papalia a Corsico e Buccinasco. Quando il suo rapporto con gli esponenti delle cosche si è deteriorato, il politico sarebbe stato minacciato da uno dei Barbaro che – compiacendosi di “tenerlo in pugno” – gli avrebbero paventato, come arma di ricatto, l’esibizione di foto e registrazioni relative ai suoi incontri con uomini della ‘ndrangheta.

Mafia sommersa - Per quanto concerne la presenza nella zona di formazioni mafiose di matrice siciliana va detto che l’opera di “sommersione”, da tempo attuata da Cosa Nostra, sembra aver raggiunto -  nel  settentrione e in particolare nel Sud ovest milanese (Trezzano e dintorni) - l’obiettivo di perfezionare la propria capacità di mimetizzarsi per infiltrare in maniera meno appariscente, ma più subdola e per questo ancor più pericolosa, il tessuto dell’economia legale.

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