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Martedì, 11 Dicembre 2018 14:14
Il caso del giorno

Su rom e sinti, Buccinasco combatte una nuova battaglia In evidenza

Caterina Romanello: “Ci sono decine di cittadini di Buccinasco senza lavoro che sono costretti a elemosinare un qualsiasi sostegno e qui si spendono 715mila euro per tenere occupati un paio di rom all’anno, per nove anni”

Nell'immagine, il campo sinti sorto al confine tra Buccinasco e Trezzano sul Naviglio Nell'immagine, il campo sinti sorto al confine tra Buccinasco e Trezzano sul Naviglio

Si riaccende lo scontro tra maggioranza e opposizione a Buccinasco sulla gestione della comunità nomade dei Sinti. Dopo la “querelle” sullo spostamento del campo abusivo che li ospita e che sorge su un’area del Parco sud, è stata approvata una delibera del valore di circa 715mila euro affinché la cooperativa Spazio Aperto realizzi il progetto “volto all’inclusione sociale e lavorativa di categorie svantaggiate, con particolare riferimento alla popolazione sinta del Comune di Buccinasco”.

La convenzione

Come dire “ti diamo 715mila euro, tu fai lavorare i rom che da anni si sono stanziati sul nostro territorio” accusano dalle opposizioni. Progetto lodevole se non costasse così tanto, chiunque metta i soldi, e se i lavori cui si dovrebbe occupare la cooperativa non fossero già di competenza del comune. Si tratta infatti di impieghi che secondo la convenzione sottoscritta lo scorso 7 dicembre riguardano “manutenzione stradale, manutenzioni e ristrutturazioni edili, manutenzioni e certificazioni idraulica ed elettrica, manutenzione dei parchi”.

Operazione razzista

“Questa è evidentemente una operazione elettorale – ha dichiarato a pocketnews.it Caterina Romanello della lista civica Buccirinasco -  il sindaco Pruiti sta pagando tutte le cambiali che ha sottoscritto prima delle elezioni dello scorso anno. Per noi, è anche un’operazione razzista al contrario. Ci sono decine di cittadini di Buccinasco senza lavoro che sono costretti a elemosinare un qualsiasi sostegno allo sportello dei Servizi sociali e qui si spendono 715mila euro per tenere occupati un paio di sinti all’anno, per nove anni”.

Un vero blitz

Sempre secondo le opposizioni, quello della giunta buccinaschina è stato un vero e proprio blitz. Un’operazione di cui non si sarebbe mai parlato in alcuna commissione, “un’operazione che oltre ai due sinti all’anno permetterebbe alla cooperativa cui sono stati garantiti i 714mila euro, di assumere personale specializzato che avrà come suo compito quello di tenere occupati i sinti”. Sembra un paradosso.

Co-gestione

La convenzione si rifà a una delibera approvata il 4 ottobre del 2017 dalla giunta comunale, delibera che “forniva gli indirizzi per l’indizione di un bando di co-progettazione e co-gestione per l’individuazione di un soggetto del terzo settore cui affidare la “realizzazione del progetto volto all’inclusione sociale e lavorativa di categorie svantaggiate, con particolare riferimento alla popolazione sinta del Comune di Buccinasco”. Con quella stessa delibera erano state tracciate le fasi per la realizzazione dello stesso progetto.

L'ex Ciclofficina

Non solo. Esiste anche una “determina” del responsabile del Settore Servizi alla Persona adottata il 16 novembre del 2017 con la quale era stato approvato il bando che prevede un partenariato con l’amministrazione, che per questo progetto ha messo a disposizione gratuitamente un immobile di proprietà comunale, che sorge in via della Resistenza, angolo via Cannizzaro. Si tratta dell’ex Ciclofficina (realizzata una decina di anni fa con i fondi messi a disposizione da un decreto voluto da Maroni per dare lavoro alle comunità etniche), già destinata ai sinti, che nessuno sinora ha mai utilizzato.

"Ciliegiona" natalizia

Una “svista” delle opposizioni? “Nessuno – ha confermato la Romanello – ci ha mai parlato di questo regalino che è una specie di “ciliegiona” natalizia su una torta che la maggioranza sta pregustando”. Dal comune fanno sapere che non è vero che spenderà 714mila euro. La cifra indicherebbe il valore dell’immobile che mette a disposizione la Ciclofficina (con circa 700 metri quadrati di area circostante, tutto da ristrutturare), le borse lavoro, gli assistenti sociali. L’assunzione di nuovi operatori a tempo indeterminato dovrebbe essere invece a carico della cooperativa Spazio Aperto. In questo caso, però, non si capisce cosa ci guadagni.

Chi paga e cosa…

La verità sui numeri? Su chi paga e che cosa? Secondo il prospetto contenuto nel progetto, a carico della coop ci sarebbero circa 390mila euro, a carico del comune 322mila che comprende il valore dell'immobile che ospita la Ciclofficina (valutato 126mila euro), le borse lavoro (86mila euro) le manutenzioni varie. Euro più, euro meno, dovrebbe emergere durante l’ultimo consiglio comunale del 2018, previsto qualche giorno prima di Natale, durante il quale dovrà essere approvato il bilancio preventivo del 2019.

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