Seguici su Fb - Rss

Domenica, 18 Dicembre 2016 11:05
La rettifica

Maiorano: “Mai detto quelle cose…” In evidenza

Lettera di rettifica del sindaco di Buccinasco Maiorano all'intervista del nostro direttore: "C'è un corvo nel comune di Buccinasco"

Il sindaco di Buccinasco Giambattista Maiorano Il sindaco di Buccinasco Giambattista Maiorano

Gentile Direttore,
la nascita di un nuovo giornale è certamente una notizia positiva perché la pluralità dell'informazione è il sale della democrazia e consente a lettori e cittadini di avere una maggiore consapevolezza di quanto accade nel territorio in cui vivono. Salutiamo quindi con favore la nascita di pocketnews.it.
Tuttavia spiace molto dover rilevare che il suo giornale, nella pagina dedicata a Buccinasco, abbia pubblicato un'intervista al sindaco che contiene informazioni non corrispondenti a verità. Ancor più grave se considera alcune frasi che, secondo il suo giornale, avrebbe pronunciato lo stesso sindaco e che invece mi tocca smentire con fermezza.
Per dovere di verità e nel rispetto della verità sostanziale dei fatti, della lealtà e della buona fede, le chiedo pertanto di voler correggere l'articolo o comunque rettificare le informazioni scorrette.

Nel merito, due in particolare le risposte che non corrispondono a verità.
Smentisco categoricamente (e con me chi era presente all'intervista) di averle detto "E' noto a tutti che il mio partito avrebbe preferito un altro candidato sindaco". La scelta di Maiorano come candidato sindaco cinque anni fa è stata assolutamente limpida: prima il mio partito ha scelto me come candidato alle primarie del centro sinistra, poi i cittadini hanno preferito me all'altro candidato alle primarie, che poi è entrato a far parte della mia Giunta con la carica del vice sindaco. Come le ho spiegato, l'origine delle denunce va ricercata nel Palazzo comunale, ma non certamente tra assessori o consiglieri.
Il secondo grave errore riguarda il bar Ritual. Errore ancor più grave se si considera la delicatezza dell'argomento come lei ben sa (tanto da aver insistito molto durante l'intervista sulla presenza a Buccinasco della criminalità organizzata).

Questo il virgolettato dai lei riportato.
“La realtà è un’altra. La proprietaria del bar, Serafina Papalia, aveva presentato la Scia, la dichiarazione che consente alle imprese di iniziare un’attività senza dover più attendere i tempi e l’esecuzione di verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti. Perciò ha inaugurato il suo bar senza che alcuno potesse impedirglielo. Siamo stati noi ad aver chiesto a Bankitalia e alla commissione Antimafia di accelerare le verifiche. La prima risposta dell’Antimafia è stata: «Stiamo indagando, può rimanere aperto». Dopo sei mesi è arrivata un’informativa riservata che ne imponeva la chiusura. La motivazione: «In quel locale succedevano eventi che hanno un collegamento diretto con la criminalità organizzata».  In quanto a Gianni Barbaceto de «Il Fatto Quotidiano», non so chi sia. Non ha mai sentito la nostra versione dei fatti. Si è solo avvalso di informatori inaffidabili che attualmente sono sotto indagine. Dovrebbe chiamarmi e chiedere scusa a me e a tutta Buccinasco per quel che ha scritto.”

Vera la prima parte. Falso dal momento in cui parla dell'informativa riservata.
In realtà dopo 6 mesi con una riservata amministrativa il Prefetto di Milano ci comunicava l'interdizione del locale di proprietà di Serafina Papalia per concrete connessioni con la criminalità organizzata. A questa comunicazione, nelle settimane successive, è seguita documentazione più approfondita, ovviamente riservata.
Mai può aver letto in un documento (che per altro io non le ho mostrato) la motivazione riportata nel virgolettato: «In quel locale succedevano eventi che hanno un collegamento diretto con la criminalità organizzata», frase non contenuta in alcuna informativa, né detta da me.
Come ho scritto nell'editoriale del periodico comunale "Buccinasco Informazioni" di dicembre, il contenuto della comunicazione prefettizia rivela un quadro fortemente preoccupante tanto che, dalle risultanze istruttorie e processuali acquisite, si evince una concreta situazione di connessione con la criminalità organizzata tale da condizionare la società. La chiusura quindi non è propriamente frutto di una pervicace volontà a distruggere né di un improvviso colpo di sole.

Già dalla data di comunicazione di inizio attività (SCIA), come per tutte le analoghe pratiche, sono state disposte le opportune verifiche. La rilevanza del cognome, non poteva non richiedere una maggiore cautela e attenzione, tanto che il sindaco stesso ha ritenuto necessario investire direttamente il prefetto perché potessero esserci risposte puntuali nei tempi più brevi possibili. È passato qualche mese, sei per essere esatti. Pochi o tanti non lo so. Visto tuttavia il tenore della risposta, devo ammettere che la preoccupazione originaria era più che giustificata. C’è quindi e non poteva che esserci anche la responsabilità del sindaco in continuità e coerenza all’impegno assunto al momento dell’insediamento sul fronte non facile della legalità. Se questa è una colpa, ne sono felice. Più che una medaglia da appuntarsi sul petto, che comunque non rifiuto, sento l’orgoglio di aver fatto solo ed esclusivamente il mio dovere.


I cognomi non c’entrano nulla. Resto dell’opinione che non basta portare un cognome pesante per essere additato come sporco assassino o un incallito collezionista di reati. Non basta neppure essere nativi di Platì o calabresi per diventarlo. Diciamolo una volta per tutte senza timore: la nostra città è piena di calabresi sani che non intendono per nulla farsi rappresentare da chi ha avuto o ha a che fare con organizzazioni ‘ndranghetiste.
Si tratta di gente onesta, sana, laboriosa, perfettamente inserita nel tessuto sociale e nei circuiti virtuosi della nostra città e diversi portano cognomi tristemente noti alle cronache. In uno stato di diritto l’omonimia non può essere considerata una sorta di condanna preventiva come non ci si deve meravigliare e tanto meno può bloccare verifiche e accertamenti quando se ne avverte la necessità. Chi non c’entra non ha paura, non grida al complotto, non si aspetta interventi d’autorità, collabora, denuncia, dà battaglia e si oppone per la salvaguardia del buon nome della Calabria e dei calabresi. Vuole legalità e normalità. Questa è la Calabria vera, qui c’è ed è viva.

In quanto a Gianni Barbacetto de "Il Fatto Quotidiano": ovviamente so chi sia e il mio partito l'ha pure invitato a Buccinasco quando ha pubblicato articoli sulla mia Amministrazione. Non ha mai, tuttavia, chiesto o pubblicato la nostra versione versione dei fatti. Si è avvalso quindi di altri informatori, a mio avviso inaffidabili (attualmente sotto indagine? Ma chi? Mai detto).
Certo che vorrà correggere l'articolo, mi auguro che in futuro non accadano simili episodi.

Giambattista Maiorano
sindaco di Buccinasco

Rispondo poche righe alla lunga disamina fatta dal sindaco Maiorano. Dai miei appunti, toni e cose dette risultano in linea con quanto pubblicato. E io mi fido dei miei appunti. Non mi hanno mai tradito, in quarant’anni di attività giornalistica. Non capisco che differenza ci sia tra quanto scritto nel mio articolo: “La motivazione: «In quel locale succedevano eventi che hanno un collegamento diretto con la criminalità organizzata»” e quello che lei stesso ha scritto nel periodico comunale: “il contenuto della comunicazione prefettizia rivela un quadro fortemente preoccupante tanto che, dalle risultanze istruttorie e processuali acquisite, si evince una concreta situazione di connessione con la criminalità organizzata tale da condizionare la società.”  La differenza è il virgolettato che attribuisce a lei la dichiarazione? Forse, ma cosa cambia della sostanza tra le due versioni? Nessuno, poi, ha mai scritto che il corvo che si aggira sul comune di Buccinasco sia da ricercare tra le fila di assessori e consiglieri. Perché un corvo c'è, vista la quantità di denunce (anonime) che sono state fatte nei suoi confronti. Prendo comunque atto delle sue precisazioni pubblicandole, non perché obbligato dalla legge, ma in assoluta serenità e consapevolezza di aver “tentato” di fare al meglio il mio lavoro.
Cosimo De Leo
 

 

direttori

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Potrebbero interessarti

Articoli correlati (da tag)

Politica
Elezioni & dintorni
Ecco chi governerà Trezzano per i prossimi cinque anni

Ecco chi governerà Trezzano per i prossimi cinque anni

Deleghe importanti sono state assegnate alle nuove entrate Giulia Iorio e Beatrice Ventacoli. Alla prima è andato l’assessorato all’Istruzione, alla seconda quello alla Cultura

Politica
Elezioni & dintorni
Cesano presenta la nuova giunta comunale: ecco le novità e le new entry

Cesano presenta la nuova giunta comunale: ecco le novità e le new entry

Oltre a quelle assegnate agli assessori, il sindaco Simone Negri dovrebbe distribuire alcune deleghe anche a tre consiglieri

Politica
Il ballottaggio
De Corato: “Storico risultato a Rozzano”, Mirabelli: “Il Pd è maggioranza in Città metropolitana”

De Corato: “Storico risultato a Rozzano”, Mirabelli: “Il Pd è maggioranza in Città metropolitana”

I ballottaggi visti dal centrodestra e dal centrosinistra: entrambi esultano per le vittorie mentre sottolineano il rammarico per le sconfitte