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Domenica, 22 Luglio 2018 17:21
La relazione

‘Ndrangheta e mafia: ecco la radiografia della nuova e vecchia criminalità

Secondo la direzione antimafia, le cosche stanno abbandonando i vecchi metodi violenti e cercano in vario modo di accreditarsi per condizionare scelte politiche e amministrative con imprese, enti locali, banche e istituzioni, per riciclare e reimpiegare i capitali illeciti

Nella foto agenti della Dia, la direzione nazionale antimafia, in azione Nella foto agenti della Dia, la direzione nazionale antimafia, in azione

Nei giorni scorsi, il Ministro dell’Interno ha trasmesso alle Camere la  relazione sull’attività svolta dalla Direzione Investigativa Antimafia nel secondo semestre 2017. Il documento  analizza l’evoluzione dei gruppi criminali in Italia,individuando le misure necessarie per una più efficace lotta alle organizzazioni mafiose.

Corruzione in crescita

Particolare attenzione è stata rivolta, nel documento, al problema della corruzione, in costante crescita, nonostante le decine di arresti. Dalle indagini è emerso anche che il mondo economico finanziario è diventato il mercato all’interno del quale le organizzazioni criminali, grazie alla complicità e alla connivenza di esperti del settore, si stanno espandendo: si tratta della cosiddetta mafia dai “colletti bianchi”. Una sezione della relazione è dedicata alla Lombardia .Ecco il quadro che la relazione tratteggia, suddiviso per tipologia e provenienza della criminalità.

‘Ndrangheta

L’analisi conferma la ramificazione in tutta la regione della criminalità organizzata calabrese. Qui,le cosche cercano in vario modo di accreditarsi e condizionare scelte politiche e amministrative, regolare rapporti con imprese, enti, banche ed istituzioni, consolidando la capacià di riciclare e reimpiegare i capitali illeciti, utilizzando tecniche di occultamento sempre più sofisticate. L’obiettivo? Far diventare l’organizzazione criminale calabrese una vera e propria holding integrata del crimine. L’intera Lombardia ne è infetta.

Il clan Barbaro - Papalia

Parlando di ‘Ndrangheta non si può non parlare della ‘ndrina Barbaro-Papalia che controlla la “locale” di Corsico. Solo il 22 novembre dell’anno scorso, a Buccinasco, la Polizia di Stato ha eseguito il decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Milano nei confronti del marito, un pregiudicato originario di Locri, della figlia di uno dei tre fratelli Papalia, tutti esponenti di spicco della consorteria, tutti ergastolani. Il provvedimento ha riguardato una villetta, nonchè quadri e conti correnti intestati alla moglie per un valore complessivo di circa 400 mila euro.

E’ del 14 luglio 2017, invece, la sentenza pronunciata sempre nei confronti del gruppo dei Barbaro-Papalia, attivo a Cesano Boscone, Corsico e Trezzano, ritenuto “dominus” della spartizione illegale dei lavori di movimento terra in Lombardia. Il clan si è avvalso “del metodo mafioso per intimidire operatori del settore con danneggiamenti, incendi sui cantieri, esplosioni d’arma da fuoco contro beni di altri imprenditori, incendi di vetture in uso a concorrenti o pubblici amministratori, minacce a mano armata ed imposizione di sovrapprezzi nei lavori di scavo”. Un bel quadro, non c’è che dire.

Mafia

La mafia siciliana, invece, ha messo in atto la strategia di “inabissamento”, diventata, per Cosa Nostra, in Lombardia, una più che consolidata modalità di azione. Significa che la mafia siciliana, per concludere affari non spara più, anzi rifugge comportamenti violenti, o  anche solo particolarmente appariscenti.Tende a “non farsi vedere”.

La mafia diventa impresa

Il crimine organizzato di matrice mafiosa punta sempre più a “farsi impresa”. In che modo? Con il riciclaggio, ampliando la rete di relazioni, più o meno stabili, avviata anche con rappresentanti delle varie professioni, operatori economici ed esponenti del mondo della finanza, disponibili a prestare la propria opera ad agevolare, in cambio di un personale tornaconto, l’utilizzo dei capitali mafiosi nel sistema economico. Per la mafia, oggi, è più redditizio “convincere”, piuttosto che "costringere”, “far partecipare” piuttosto che “estromettere”. Chi, infatti sente ancora parlare di mafia siciliana, protagonista delle cronache degli anni ’90?

Criminalità straniera

Accanto al narcotraffico e alla contraffazione su scala mondiale, gestiti da ramificate holding malavitose transnazionali, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina,è oggi uno dei principali e più remunerativi business criminali.

Traffico di immigrati

In questo contesto, il 10 ottobre 2017, la Corte d’Assise di Milano ha condannato all’ergastolo un somalo, responsabile di aver trasferito diversi connazionali verso la Libia, attraverso l’Etiopia e il Sudan - e di averli segregati all’interno di campi di raccolta illegali. La loro “prigionia” durava sino a quando le famiglie dei migranti, utilizzando il sistema della hawala (Sistema parabancario di matrice araba che prevede un informale trasferimento di valori per compensazione, basato sulle prestazioni e sull’onore di una vasta rete di mediatori localizzati principalmente nel Maghreb ed in Medio-Oriente), non avessero saldato il debito di 7.000 dollari.

In molti casi venivano praticate violenze e torture per sollecitare i pagamenti, che, a voltei, provocavano la morte delle vittime. L’imputato somalo è stato, altresì, ritenuto responsabile del successivo imbarco sui natanti diretti in Italia. La Guardia di finanza di Milano, ha individuato una rete di mediatori hawala attiva in Italia, costituita principalmente da cittadini marocchini, egiziani e siriani capace di “movimentare” almeno 10 milioni di euro.

I clan albanesi 

Restano l’organizzazione straniera sicuramente più presente e ramificata in ambito nazionale e locale, caratterizzata da un continuo “reclutamento” di giovani leve e da un’elevata capacità di rinnovamento delle proprie fila.  La criminalità di origine schipetara risulta particolarmente dedita non solo al narcotraffico, ma anche allo sfruttamento della prostituzione e alla commissione di reati contro il patrimonio.

Criminalità rumena

Le consorterie rumene risultano, spesso, in contatto con i gruppi criminali nazionali e sono dedite, prevalentemente, al traffico di stupefacenti, allo sfruttamento della prostituzione in danno di giovani connazionali, ai reati predatori, in particolare furti in appartamento, spesso anche in concorso con albanesi.

Criminalità cinese

E’ interessata prevalentemente al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (finalizzata alla “tratta”, al lavoro nero e alla prostituzione), ai reati contro la persona (talvolta commessi nell’ambito di intimidazioni o scontri tra appartenenti a gruppi contrapposti), alle rapine ed estorsioni a danno di connazionali, alla contraffazione di marchi, al contrabbando di sigarette, alla falsificazione di documenti. A questi settori vanno aggiunte le attività connesse al gioco d’azzardo e ai traffici di stupefacenti.

Criminalità sudamericana

Nel concetto di criminalità sudamericana vanno ricondotte le componenti delinquenziali di origine boliviana, colombiana, venezuelana, dominicana, peruviana ed ecuadoregna, dedite, per lo più, al traffico internazionale di stupefacenti, allo sfruttamento della prostituzione e a reati predatori. Questi sodalizi sono un qualificato punto di riferimento per l’importazione di cocaina, anche per la criminalità nazionale.

Lo scorso novembre, a Milano, la Polizia di Stato ha arrestato due giovani ecuadoriani, responsabili di una serie di violente rapine commesse nel capoluogo lombardo tra l’estate del 2016 e l’ottobre del 2017. L’operazione si inserisce nel solco di attività di indagine condotte sulla gang dei Latin King che, nel recente passato, hanno portato all’arresto di numerosi affiliati per traffico di stupefacenti, rapine, estorsioni e tentati omicidi. I due ecuadoriani arrestati stavano, infatti, tentando di costituire una “pandilla” legata, per rapporti di conoscenza, proprio ai Latin King.

Criminalità nigeriana

Si caratterizza per l’alta specializzazione nei traffici di stupefacenti, nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e nella tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Le ragazze raggiungevano le coste della Libia, per arrivare sul territorio italiano, dove venivano avviate alla prostituzione. Le donne venivano sottomesse psicologicamente con riti voodoo così da poter garantire il rispetto nei confronti della “maman” presente in Italia.

Criminalità nord afrcana

I gruppi criminali originari del Nord Africa risultano dediti innanzitutto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, perpetrati anche in collaborazione con italiani o con soggetti di altre nazionalità, tanto da detenerne il monopolio in alcune aree territoriali. Tali organizzazioni importano, attraverso la Spagna, la droga proveniente dall’ovest del nord Africa, gestendo in piena autonomia tutte le fasi del narcotraffico, da quella dell’approvvigionamento e della distribuzione, fino allo spaccio al dettaglio.

Per approfondimenti:

http://direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it/page/relazioni_semestrali.html

1 commento

  • Link al commento Luca Mercoledì, 25 Luglio 2018 17:04 inviato da Luca

    Rapporto chiaro noi italiani onesti aspettiamo dalla politica una risposta seria, delle Leggi dure che contrastano eliminando il cancro di queste organizzazioni criminali presenti in Italia. Con leggi serie e a fine pena espulsioni immediate dal territorio italiano per crimanali di queste organizzazioni Più potere di azzione e mezzi moderni alle Forze dell Ordine per meglio contrastare queste organizzazioni criminali Viva L Italia

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