Seguici su Fb - Rss

Lunedì, 09 Luglio 2018 23:27
Ordinanza del prefetto

'Ndrangheta: chiuso il bar della moglie di Rocco Papalia

Nel locale, che si trova in via Lodovico il Moro, sul Naviglio Pavese, lavora anche la figlia Serafina Papalia, sposata con Salvatore Barbaro, altro presunto esponente del clan Barbaro-Papalia

Nel bar, che si trova in via Lodovico il Moro, zona sud ovest milanese, vicino al Naviglio Pavese, lavora anche la figlia Serafina Papalia Nel bar, che si trova in via Lodovico il Moro, zona sud ovest milanese, vicino al Naviglio Pavese, lavora anche la figlia Serafina Papalia

La Prefettura di Milano con un provvedimento sottoscritto in base alla legislazione antimafia ha disposto la chiusura del bar di proprietà di Adriana Feletti, moglie del boss Rocco Papalia, il cosiddetto 'padrino' di Buccinasco. Nel bar, che si trova in via Lodovico il Moro 159, zona sud ovest milanese, vicino al Naviglio Pavese, lavora anche la figlia Serafina Papalia, sposata con Salvatore Barbaro, altro presunto esponente del clan Barbaro-Papalia.

L'omicidio

Da anni il binomio Barbaro – Papalia è considerato uno dei più importanti sodalizi malavitosi della 'ndrangheta al nord i cui interessi spaziano dal traffico internazionale di sostanze stupefacenti all’estorsione, alla corruzione. Lo stesso Rocco Papalia ha trascorso in carcere gli ultimi 26 anni della sua vita perché condannato per un omicidio commesso negli anni ’80. Era stato  scarcerato nel maggio 2017 e da allora, invece di ritirarsi e tentare di farsi dimenticare, è al centro di continue vicende giudiziarie e amministrative.

Ricorso al Tar

Nei giorni scorsi, Papalia chiamato a evitare il trasferimento in una casa lavoro davanti alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese aveva sostenuto di "vivere con quello che guadagna la moglie, proprietaria di un negozietto a Milano", ossia il bar “'Pancaffe''. Che cosa farà ora il vecchio boss?  Dove prenderà le risorse per vivere? Innanzitutto può ricorrere al Tar, il tribunale amministrativo regionale e impugnare il provvedimento della Prefettura.

Sotto i riflettori

Qualche tempo fa si era recato in Comune e aveva chiesto la restituzione del cortile della casa di via Nearco dove abita, assegnato dopo la confisca a una cooperativa che si occupa di minori richiedenti asilo. Altro che farsi dimenticare. La richiesta ha di fatto acceso i riflettori su di lui, riflettori che non si sono mai più spenti.

La casa lavoro

La Procura milanese, come scritto, di recente ha chiesto che sia rinchiuso in una 'casa di lavoro' come misura di sicurezza detentiva perché per lui non basta il regime di libertà vigilata. Il boss, durante l’udienza tenutasi davanti al giudice del tribunale di sorveglianza di Milano ha accusato: "La  casa di lavoro  è un carcere, io dico che la Procura mi vuole morto, anzi la Procura di Milano mi vuole morto", Il pm Adriana Blasco, per risposta  ha chiesto la trasmissione di quella parte del verbale al procuratore capo Francesco Greco per “eventuali valutazioni”.

Seguici sulla nostra pagina Facebook

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Potrebbero interessarti

Articoli correlati (da tag)

Cronaca
Lo stupro
Violenza sessuale a Corsico: parla la vittima

Violenza sessuale a Corsico: parla la vittima

Lo stupro è avvenuto in un appartamento in via XXV Aprile: "Mi puntato un coltello alla gola e mia ha spogliata con la forza, lasciandomi nuda nonostante cercassi di calmarlo"

Cronaca
Nuovo inseguimento
Cesano: poliziotto spara 5 colpi in aria per disperdere gli aggressori di un collega

Cesano: poliziotto spara 5 colpi in aria per disperdere gli aggressori di un collega

Gli agenti erano all'inseguimento di un Opel Astra che da un controllo della targa era risultata essere di proprietà di un noto prestanome

Cronaca
Stuprata una 32enne
Violenza sessuale a Corsico: arrestato taxista abusivo

Violenza sessuale a Corsico: arrestato taxista abusivo

Di origini marocchine, la sera del 20 settembre scorso aveva caricato la ragazza, una sua connazionale di 32 anni, in una discoteca in zona Corvetto