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Giovedì, 05 Luglio 2018 20:38
Il processo

‘Ndrangheta, nuovi guai per il boss Papalia: la procura chiede di riaprire vecchie indagini

Il pubblico ministero ha invitato il procuratore capo ad avviare un supplemento di istruttoria su alcune discrepanze emerse nelle dichiarazioni di ieri rispetto a verbali già resi da Papalia su due sequestri di persona per cui è stato condannato

Papalia, considerato uno dei più importanti capi della 'ndrangheta al nord era stato scarcerato nel maggio 2017, dopo 26 anni di detenzione Papalia, considerato uno dei più importanti capi della 'ndrangheta al nord era stato scarcerato nel maggio 2017, dopo 26 anni di detenzione

Da una parte il boss che accusa: “La Procura Milano mi vuole morto” dall’altro il pubblico ministero Adriana Blasco chiede di trasmettere gli atti dell’udienza di ieri convocata per discutere se revocare o meno la libertà vigilata al boss, al procuratore capo Francesco Greco perché valuti se nelle dichiarazioni di Papalia ci siano gli estremi di qualche reato.

Discrepanze

Non solo. La pm ha chiesto anche di verificare su alcune discrepanze emerse nelle dichiarazioni di ieri rispetto a verbali già resi da Papalia su due sequestri di persona per cui è stato condannato oltre alla, trasmissione degli atti in Procura in relazione a due violazioni della libertà vigilata contestate a Papalia. Si tratta della mancata firma del registro delle presenze dai carabinieri e della guida senza patente contestatagli qualche mese fa.

Attacco e contrattacco

La guerra quindi tra il magistrato milanese e il cosiddetto padrino della ‘ndrangheta di Buccinasco è all'ultimo verbale. Il secondo attacca: “La casa di lavoro è un carcere, io dico che la Procura mi vuole morto, anzi la Procura di Milano mi vuole morto". Il primo non si lascia intimidire e contrattacca  chiedendo l’intervento del procuratore capo.

Casa lavoro sì, casa lavoro no!

Papalia, considerato uno dei più importanti capi della 'ndrangheta al nord era stato scarcerato nel maggio 2017, dopo 26 anni di detenzione. Ieri si era tenuta, davanti al giudice del tribunale di sorveglianza, Ilaria Maupoli, l'udienza per discutere la richiesta del pm Adriana Blasco di applicare la misura di sicurezza detentiva della "casa di lavoro", assimilabile al carcere, a Papalia perchè, in sostanza, per lui, a detta del pm, non basta il regime della libertà vigilata.

Minacce ai giornalisti

 Il pm, oltre a chiedere la trasmissione in Procura della parte finale delle dichiarazioni rese dal boss (in particolare per l'espressione usata "la Procura di Milano mi vuole morto"), ha anche integrato con un file audio il 'capitolo' delle frasi rivolte da Papalia lo scorso marzo ad alcuni cronisti, quando disse "la 'ndrangheta siete voi".

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