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Mercoledì, 04 Luglio 2018 19:59
'ndrangheta e dintorni

Papalia al giudice di sorveglianza: “non ho minacciato i cronisti” In evidenza

Il pm Adriana Blasco aveva chiesto nei mesi scorsi inviarlo in una "casa di lavoro", assimilabile al carcere perchè, in sostanza, per lui non basta il regime della libertà vigilata. Il magistrato deciderà nei prossimi giorni

Rocco Papalia, definito il 'padrino' di Buccinasco, considerato uno dei piu' importanti capi della 'ndrangheta al nord Rocco Papalia, definito il 'padrino' di Buccinasco, considerato uno dei piu' importanti capi della 'ndrangheta al nord

"Ho avuto una reazione sproporzionata, ma avevo accumulato una tensione prolungata per l'attenzione della stampa nei miei confronti, che va avanti da quando sono uscito dal carcere". Cosi' Rocco Papalia, definito il 'padrino' di Buccinasco, considerato uno dei più importanti capi della 'ndrangheta al nord,scarcerato nel maggio del 2017, dopo 26 anni di detenzione, ha spiegato questa mattina, al giudice del Tribunale di Sorveglianza quelle frasi rivolte ai cronisti, il 21 marzo scorso, quando urlo' "la 'ndrangheta siete voi".

Stop alla libertà vigilata

Il pm Adriana Blasco aveva chiesto (e lo ha ribadito oggi) al giudice  di applicare la misura di sicurezza detentiva della "casa di lavoro", assimilabile al carcere, a Papalia perchè, in sostanza, per lui non basta il regime della libertaà vigilata (vive nella sua casa in via Nearco a Buccinasco e deve seguire una serie di prescrizioni) che gli è stato inflitta quando è uscito dal carcere.

Delinquente abituale?

Il pm, in pratica, ha chiesto ancora una volta che venga dichiarata la "delinquenza abituale" del presunto boss, che comporterebbe appunto l'applicazione della 'casa lavoro', e allo stesso tempo ha chiesto di revocare la libertà vigilata con applicazione sempre della 'casa lavoro' per una serie di violazioni che avrebbe commesso nell'ambito della misura di sicurezza.

Guida senza patente

Difeso dai legali Ambra Giovene e Annarita Franchi, Papalia ha spiegato nell'udienza a porte chiuse che lo scorso 25 aprile non si presentò  alle forze dell'ordine per firmare, come al solito, "perche' pensavo fosse domenica quel giorno e la domenica non devo firmare". Quando, invece, venne trovato alla guida con la patente revocata, "ho fatto solo due chilometri - ha raccontato - per andare in farmacia perchè stavo male ed ero solo in casa". Sulle frasi rivolte ai cronisti, poi, i difensori hanno fatto notare che nel fascicolo non sono contestate minacce e il pm allo stesso tempo ha chiesto di integrare gli atti anche con un file audio, oltre ai video. Per la difesa se queste fossero riconosciute come violazioni, comunque, non andrebbe applicata la misura della 'casa lavoro'. Il giudice decidera' nei prossimi giorni.

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