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Venerdì, 02 Marzo 2018 13:26
L'intervista

Parla l’ex sindaco Cereda: “La mia verità sulle inchieste che mi hanno rovinato” In evidenza

Il prossimo 8 marzo si terrà in Corte di Appello il processo di secondo grado per il caso Tillmans, processo in cui, come per Buccinasco Più, l’ex sindaco ha rinunciato alla prescrizione perché convinto di essere innocente

L’ex sindaco Loris Cereda ha vissuto sette mesi in carcere: sul suo capo pende una condanna a 3 anni e sei mesi di reclusione L’ex sindaco Loris Cereda ha vissuto sette mesi in carcere: sul suo capo pende una condanna a 3 anni e sei mesi di reclusione

A sentirlo parlare ci si chiede se è un ingenuo, uno sprovveduto, uno stolto, un imbranato, un incauto, oppure una specie di dottor Jekill e mr Hyde. Negli ultimi anni è stato indicato come esempio di come non si amministra un comune, come protettore di comitati d’affari, come un corrotto, come la causa di tutti i mali che hanno afflitto Buccinasco. L’ex sindaco Loris Cereda ha vissuto sette mesi in carcere (ancora oggi deve rispettare restrizioni imposte dal tribunale di sorveglianza), ha perso tutti o quasi tutti gli amici, è stato abbandonato dalla politica e sta tentando di ricostruirsi una vita come consulente d’azienda. Sposato, ha due figlie. La più grande, che oggi ha 22 anni, porta ancora addosso i segni delle vicende che lo hanno coinvolto.

Il sindaco con la Ferrari

Lo chiamavano il sindaco con la Ferrari e fu proprio questo suo vezzo ad attirare le attenzioni degli inquirenti sul suo operato. Sono tre i “filoni” lungo i quali si dipana la sua storia giudiziaria e umana: affaire Sodibelco,  vicenda Tillmans e discarica di Buccinasco più. Storie che secondo le accuse erano a base di mazzette, di discariche di rifiuti più o meno pericolosi, di terreni prima venduti a un prezzo, poi a prezzi maggiorati (in questo caso, i soldi in più li ha incassati il comune). Su tutto anche l’ombra sgradevole della ‘nrangheta.

Presunzione d'innocenza

Negli ultimi tempi, non tutto gli gira storto. Lo scorso 22 febbraio la Corte d’Appello di Milano lo ha sollevato da qualsiasi procedimento, anche civile, in merito al caso Buccinasco Più. L’8 marzo si terrà il processo di secondo grado per il caso Tillmans, processo in cui, come per Buccinasco Più, l’ex sindaco ha rinunciato alla prescrizione perché convinto di essere innocente. Sul suo groppone gli rimane una sentenza definitiva. Nel 2013, infatti, era stato condannato a 4 anni e 3 mesi di reclusione e a un risarcimento nei confronti del comune di 45mila euro.  Era accusato di corruzione e falso in atto pubblico. Secondo l’accusa, nel maggio 2010 avrebbe intascato una mazzetta di 7mila euro (lui dice di soli 3.500 euro e solo per una consulenza pagata tramite bonifico, quindi facilmente rintracciabile) per garantire l’approvazione di una convenzione tra il Comune e la società Sodibelco per la concessione d’uso di un’area verde “da destinare a parcheggio”. Non solo.

Primo cittadino "creativo"

Sempre secondo gli inquirenti, avrebbe accettato 25mila euro e la messa a disposizione di due Ferrari e una Bentley (dice di non aver mai visto la Bentley) da parte del suo commercialista Ettore Colella, per il rinnovo alla Aimeri Ambiente srl del contratto per i servizi di igiene urbana” con “contestuale subappalto” che interessava Colella, per l’appunto.  Nel 2015, in appello, la condanna gli è stata ridotta a tre anni e sei mesi di reclusione.  
Anche se la vicenda Sodibelco ha una verità giudiziaria accertata dai tre gradi di giudizio, Cereda ha voluto raccontare a pocketnews.it la sua verità su tutto quel che è successo. La premessa la fornisce lui stesso: “Credo che si possa interpretare la figura di sindaco in due modi. O come un burocrate o mettendosi a disposizione della gente”. Ecco lui ha interpretato il ruolo in maniera forse un po’ troppo creativa, mettendosi a disposizione della gente sbagliata e forse non dando il giusto peso a scelte in conflitto con il suo status di sindaco.

La “mediazione” Sodilbelco

La storia prende il via quando un suo parente, consulente aziendale, lo informa che Auchan è alla ricerca di una struttura per la realizzazione di un “drive & go”, un punto per lo smistamento della spesa fatta tramite il web. Tra i due viene stabilito che se la ricerca dovesse andare in porto, la provvigione per la mediazione sarebbe stata del 5% dell’affitto del primo anno o della vendita.  Entrambi affrontano la vicenda come fosse la logica e normale attività di un incarico professionale, senza tener conto delle implicazioni politiche ed etiche che comporta l’intervento di un sindaco in affari che riguardano la città che amministra.

Il parcheggio dove lo metto?

Cereda si affida all’ex sindaco Lanati che dirige un’azienda proprietaria o gestore di numerosi immobili. La scelta cade sull’ex filiale Mercedes di via della Resistenza 64, attualmente occupata dall’Associazione Granaria di Milano. Lì attorno c’è una striscia terreno di proprietà comunale sulla quale doveva essere realizzato un parcheggio. L’ufficio tecnico stima l’affidamento del terreno alla Sodibelco per la cifra di 10mila euro. Cereda decide di farne chiedere a Lanati 12.000, che finiscono nelle casse comunali. Concluso l’affare, il parente emette fattura e (dopo aver pagato le tasse, giura Cereda) divide quel che rimane con l’allora sindaco, inviandogli un bonifico di 3.500 euro. “Mi sono vergognato di essere finito in carcere per una cifra simile” afferma oggi Cereda. Il problema è che gli episodi corruttivi a suo carico rilevati dagli investigatori sono due.

Pulizia strade e affini

Alla Sodibelco si aggiunge l’appalto per la pulizia delle strade assegnato alla Aimeri.  Nel 2010, il commercialista di Cereda è Ettore Colella, che, secondo l’ex sindaco aveva in uso una serie di auto di lusso lasciategli da un suo cliente che in quel modo pagava le parcelle del professionista. Nel parco macchine c’era una Ferrari Fiorano. E che cosa fa il nostro “eroe”? Senza tener conto di quel che avrebbe significato agli occhi dei suoi concittadini e, naturalmente, degli inquirenti, si fa prestare l’auto  e comincia a scorazzare per le vie della città. “Andavo in giro in Ferrari perché non avevo nulla da nascondere” racconta oggi amaro “Quella di Colella era una cortesia, una specie di gioco”. Peccato che il gioco si fa serio quando Colella gli chiede di aiutare una cooperativa sociale di tipo B (che si occupa dell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate) ad entrare nel giro degli appalti pubblici. Il che puntualmente avviene con l’assegnazione alla Aimeri del servizio per la pulizia delle strade che prevede subappalti interessanti per il commercialista.

25mila euro fantasma

Qui la vicenda diventa controversa. Colella, durante un interrogatorio dichiara di aver versato nelle tasche di Cereda 25mila euro, Cereda nega decisamente. Di certo c’è che di quei soldi non c’è traccia. Chi dei due dica la verità ormai non conta più perché la sentenza con la condanna a tre anni e sei mesi è definitiva e ha scritto la parola fine sulla vicenda. Quel che appare sconcertante è che nel 2010 Buccinasco viene premiato, da Regione e Anci, come il comune meglio amministrato della Lombardia. “Un premio meritato” sottolinea Cereda “Anche con l’appalto Aimeri avevamo chiuso il nuovo contratto alle stesse cifre di quello precedente, ma con servizi dedicati a una popolazione di gran lunga superiore”. Deo gratias.

Vicenda Tillmans

Per quanto riguarda la vendita del terreno su cui opera la Tillmans, vendita oggi contestata dall’azienda che distribuisce prodotti e specialità chimiche per impieghi industriali, Cereda afferma che “già prima della mia elezione era stato deciso di cedere il terreno «nello stato in cui si trova»”. La prima asta organizzata sotto la giunta Carbonera aveva assegnato l’area a un’altra azienda per circa 2,3 milioni di euro. Dopo la conquista del Comune, Cereda annulla l’asta perché “ritenevo quel prezzo non congruo e perché era stato attribuito a un’azienda che non avrebbe potuto far altro che rivenderlo speculandoci sopra”.

Rifiuti pericolosi e certificazioni

Parte la seconda asta e Tillmans acquista l’area per più di 3milioni. Il dramma è che anche questa operazione finisce nel mirino degli inquirenti. Dalla ricostruzione degli investigatori, su quell’area il comune non solo avrebbe realizzato e gestito una discarica di rifiuti pericolosi ma avrebbe ridimensionato il reale stato d’inquinamento della zona, su cui negli anni precedenti sorgeva un’isola ecologica, non procedendo alla bonifica e traendone un ingiusto profitto nella vendita alla Tillmans. Cereda rigetta l’accusa: “Avevamo fatto dei carotaggi e consegnato alla Tillmans le certificazioni”. L’azienda, invece di eseguire subito la bonifica, avrebbe cominciato a stoccare rifiuti pericolosi che poi hanno attirato l’attenzione della polizia provinciale.

Truffa e truffati

“Sono stato accusato di truffa in concorso con il truffato” osserva Cereda “una ipotesi di reato davvero paradossale: mai visto un truffato che agisce in concorso con chi lo sta truffando”. Il problema è che dopo aver acquistato l’area, la Tillmanns, fa causa al Comune accusandolo di irregolarità relative alla “comunicazione del reale stato dell’area oggetto di compravendita”. In poche parole, la società accusa  il Comune di non averla informata sia del contenzioso in corso che gravava sul terreno (a causa di un ricorso sul Pgt) sulla destinazione urbanistica, sia delle sue reali condizioni di salute. L’azienda  richiede un risarcimento di circa un milione di euro.

Il risarcimento

In quest’ambito, nei giorni scorsi, un ufficiale giudiziario ha bussato alle porte del Comune e ha notificato la sentenza con la quale la quarta sezione civile della Corte di Appello di Milano ha condannato l’amministrazione comunale a risarcire la Tillmanns, con un provvedimento immediatamente esecutivo che prevede una provvisionale di circa 200mila euro. L’attuale sindaco Pruiti ha annunciato ricorso, sparando a destra e a manca contro i danni provocati da amministratori incapaci; il vecchio, Cereda, appare più tranquillo e dice: “Nella peggiore delle ipotesi il comune dovrebbe restituire i soldi incassati, nella migliore ne ha guadagnati molti di più di quanti non ne avesse previsti Carbonera”.

Vicenda Buccinasco Più

Anche in questo caso Cereda racconta a pocketnews.it la sua verità. “Io ho scoperto la discarica” racconta “io l’ho portata all’attenzione degli inquirenti. Nel 2008, dagli atti del processo Cerberus contro la ‘ndrangheta era emersa l’attività di alcune aziende legate alla criminalità organizzata in merito alla movimentazione terra. Ho chiesto alla Pm Alessandra Dolci di indagare in questa direzione, ma la sua priorità era la lotta alle mafie: la discarica, in quell’ambito, era solo un dettaglio”.

Carbonera e Pruiti in prima fila

“La movimentazione terra” ricorda Cereda “era avvenuta durante l’amministrazione Carbonera e Pruiti era l’assessore all’Ecologia e all’ambiente. Quando ho denunciato la scoperta, l’intero centrosinistra si è messo in moto scaricando tutte le sue responsabilità. Io ho fatto eseguire dei carotaggi dai quali è emerso che nel terreno c’erano materiali inerti e ho posto il problema sul tavolo di Regione Lombardia e Arpa. Dopo due anni di palleggio di responsabilità, ho firmato un’ordinanza di ripulitura dei terreni”.

Lo zampino dell'Ersaf

Anche in questo caso, il diavolo ci mette lo zampino. Il diavolo ha le sembianze dell’Ersaf che bandisce una gara per il rimboschimento finanziato dall’Unione europea secondo i dettami del protocollo di Kioto. A Buccinasco, sempre secondo Cereda, arrivano più piante di quel che servono. Che cosa farne di quelle che avanzano? L’ex sindaco fa suo il suggerimento di un tecnico comunale e le fa piantumare sulla discarica di via Guido Rossa. Apriti cielo. La magistratura indaga i proprietari dell’area, alcuni tecnici e l'ex sindaco. Cereda, il presidente della Finman, Mario Pecchia, il figlio Adriano Pecchia e Renato Pintus, ex funzionario del Pci/Pds, sono accusati di una serie di reati ambientali.

Nuovo giro, nuova discarica

Secondo gli investigatori i quattro avrebbero “realizzato e gestito illecitamente e senza autorizzazione una discarica di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, attraverso ripetute operazioni di riempimento con innalzamento del piano campagna da 3 a 5 metri, tombamento, compattazione e comunque movimentazione di ingenti quantitativi di rifiuti costituiti da residui di demolizioni civili e industriali e, mescolate con terre da scavo di ignota provenienza contenenti anche amianto, idrocarburi e piombo superiori ai limiti consentiti per l'area residenziale e a verde”. Solo che il cantiere era stato aperto e chiuso prima che Cereda diventasse sindaco.

La Corte di Appello

Il 22 febbraio appena scorso, la Corte di Appello di Milano ha sollevato Cereda da qualsiasi responsabilità e da qualsiasi risarcimento nei confronti del Comune che, anche in questo caso si era costituito parte civile. Il prossimo 8 marzo la stessa Corte di Appello si pronuncerà sulle sue responsabilità in merito alla vicenda Tillmans. “Sono finito in un tritacarne” osserva sconsolato “e ho corso il rischio di perdermi. Per fortuna mia moglie e le mie figlie pur soffrendo in un modo che è difficile da raccontare, mi sono state vicine quando tutti, partito, amici, colleghi, mi hanno abbandonato. Oggi sto ricominciando a vivere”. Chi è dunque Loris Cereda? Un ingenuo, uno sprovveduto, uno stolto, un imbranato, un incauto, oppure una specie di dottor Jekill e mr Hyde?

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2 commenti

  • Link al commento Loris Cereda Sabato, 03 Marzo 2018 19:04 inviato da Loris Cereda

    Sul fatto che io sia stato additato a paradigma di cattiva amministrazione ci tengo però a darle alcune informazioni.
    1) io ho vinto contro Carbonera, sindaco uscente, con 17 punti percentuali di vantaggio al primo turno e, sempre al primo turno, ho preso 8.500 voti, più di quanti ne hanno presi Licata e Pruiti messi assieme.
    2) Prima di essere stato eliminato con elicotteri e manette la mia popolarità in città era del 73%, ero secondo solo a Tosi di Verona in Italia e non era certo merito del partito visto che la Moratti era al 40%
    3) La Ferrari non era certo nascosta visto che stavo organizzando il concorso “vinci un giro in Ferrari con il Sindaco” per raccogliere fondi per il Centro Anziani.
    4) anche sulla Vicenda Sodibelco non ho mai tenuto nascosto (lo confermano ahimè gli atti processuali) il mio ruolo parallelo di agente (per altro come chiaramente dimostrato avrei preso la commissione anche se il supermercato fosse stato fatto a Corbetta).
    Detto ciò la domanda ulteriore da farsi oltre a chi sono io è: a chi davo fastidio?

  • Link al commento Bart Sabato, 03 Marzo 2018 11:31 inviato da Bart

    Forza Loris tieni duro,lo dice un cittadino di Buccinasco.non un suo amico. ..un padre di famiglia al quale nessuno ha dato una mano da parte delle istituzioni,precedenti. .TRANNE LUI!

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