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Mercoledì, 28 Febbraio 2018 16:47
Il convegno

Stalking, una realtà che fa rabbrividire Buccinasco

Sono terribili i dati illustrati in un convegno tenuto da Salvatore Licata, docente all’università Bicocca, psicologo, criminologo, che da anni si occupa di problematiche sociali

I dati sono allucinanti. Sono quasi tre milioni e mezzo le donne italiane vittima di stalking, più di due milioni quelle perseguitate da un ex partner I dati sono allucinanti. Sono quasi tre milioni e mezzo le donne italiane vittima di stalking, più di due milioni quelle perseguitate da un ex partner

Che cosa è lo stalking? È sopraffazione, possesso, mancanza di rispetto tra due adulti, uno stato mentale che spesso mette a rischio la vita stessa di uno dei suoi protagonisti. Infatti, il 27 per cento delle vittime di stalking è destinato a morire. E la percentuale non precisa i contorni del fenomeno, perché troppo spesso, se non viene denunciato, lo stalking non viene scoperto. Se ne è parlato ieri sera a Buccinasco, nella sede dell’associazione Granaria in via della Resistenza, dove si è tenuto un convegno sul tema, organizzato dall’associazione Buccirinasco,  tenuto da Salvatore Licata, docente all’università Bicocca, psicologo, criminologo, che da anni si occupa di problematiche sociali.

I numeri della paura

I dati sono allucinanti. Sono quasi tre milioni e mezzo le donne italiane vittima di stalking, più di due milioni quelle perseguitate da un ex partner. Quest’ultima cifra vale anche per le donne che dichiarano di essere state molestate da uomini diversi dall'ex compagno. Dall'introduzione della legge nel 2009 e nonostante le denunce siano aumentate, il 78 per cento delle vittime di stalking decide di non agire contro il proprio stalker.  Solo il 15 per cento alla fine del proprio calvario, decide di rivolgersi alle forze dell’ordine. In realtà, secondo l’Istat, in Italia, sarebbero circa 8,8 milioni le donne che nella loro vita, in qualche modo, hanno subito uno o più episodi di stalkeraggio e una vera novità sono 3,1 i milioni di uomini che hanno subito la stessa sorte. Per i ricatti a sfondo sessuale, anche sugli uomini, l’80,9 per cento non ne parla con nessuno. Questi numeri della paura hanno provocato sgomento tra il pubblico intervenuto al convegno. Un vero brivido ha percorso la platea.

Come si combatte?

È il silenzio il miglior alleato dello stalker. Se lo conosci lo eviti, se lo conosci lo combatti. La stragrande maggioranza dello stalking parte da una relazione già esistente all’interno di mura domestiche o sui luoghi di lavoro. Si verifica in presenza di cinque elementi: il rapporto anche di semplice conoscenza tra due persone, in presenza di comportamenti reiterati, in presenza di molestie, quando provoca stati d’ansia e di timore, quando modifica abitudini di vita.  Si radica in presenza di fragilità fisiche, emotive, affettive sociali, economiche e culturali.

Profilo da stalker

Chi è lo stalker. Nella vita è stato rifiutato, è un corteggiatore incompetente alla ricerca di intimità. Esiste anche il profilo “risentito” che è il più pericoloso e quello da “predatore” che soffre di disturbi sessuali, abusa di alcool e droga e il suo obiettivo è la violenza o il sesso. Ogni tipologia di stalker esercita la sua follia nei confronti di un ex intimo o tra i conoscenti occasionali, sui luoghi di lavoro. Ne esiste anche una tipologia che agisce nei confronti degli estranei e delle persone famose.

Informazione e formazione

Come si previene uno stalker? È difficile. Riconoscerlo presenta enormi difficoltà perché i suoi comportamenti, all’inizio, sono considerati legittimi.  E allora? Secondo Licata, è necessario mettere a punto un sistema  che coniughi l’informazione con la formazione, parlarne, condividere e confrontarsi. Un primo step è l’aiuto che bisogna dare alle sue vittime in tema di sviluppo dell’autostima.

Stalker a Buccinasco

Cominciato il dibattito, è emerso che nella stessa Buccinasco ci sono storie che mettono i brividi. Storie raccontate da vicini di casa che si sentono impotenti di fronte a vicende più grandi di loro, figli che molestano madri che per anni sono state molestate dai mariti, figli che di fronte al comportamento violento dei loro padri, chiedono alle madri di non denunciarli perché altrimenti si “suiciderebbero”. Un episodio è accaduto nello stesso Comune, dove, una decina di anni fa, il capo settore della biblioteca ha molestato sessualmente una sua sottoposto.

Un'ancora di salvataggio

A chi rivolgersi per porre un rimedio? Nell’intero Sud Ovest ci sono istituzioni e sportelli che potrebbero dare una mano. Dagli assistenti sociali dei comuni, alle associazioni antiviolenza, sino alle insegnanti. Nessuno, però, può entrare in azione se l’oppresso non decide di liberarsi del suo oppressore. Una specie di peccato originale da cui pochi riescono ad affrancarsi.

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