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Venerdì, 26 Gennaio 2018 11:26
La sentenza

Buccinasco/Tillmanns: la Corte d’Appello condanna il Comune In evidenza

Approvata, ieri sera, una delibera che stanzia oltre 200mila euro fuori bilancio per far fronte alla sentenza di secondo grado, immediatamente esecutiva

La sede della Tillmanns, società di distribuzione di prodotti e specialità chimiche, in via delle Industrie a Buccinasco, e nel riquadro il sindaco Pruiti La sede della Tillmanns, società di distribuzione di prodotti e specialità chimiche, in via delle Industrie a Buccinasco, e nel riquadro il sindaco Pruiti

L’ufficiale giudiziario ha bussato alle porte del Comune e ha notificato la sentenza con la quale la quarta sezione civile della Corte di appello di Milano ha condannato l’amministrazione comunale a risarcire la Tillmanns, società di distribuzione di prodotti e specialità chimiche, con sede in via delle Industrie a Buccinasco, che le aveva fatto causa. Il provvedimento dei giudici è immediatamente esecutivo e prevede una provvisionale di circa 200mila euro. Per questo motivo, ieri sera, durante il Consiglio comunale, la giunta buccinaschina si è vista costretta ad approvare una delibera per inserire la cifra tra i debiti fuori bilancio.  Durante la discussione del punto, sono scoppiate scintille tra il sindaco Pruiti e Luigi Iocca di Forza Italia.

Doppio bando

La questione riguarda una vecchia vicenda. Ha origini nell’amministrazione Carbonera, che aveva deciso di alienare un terreno di proprietà pubblica e aveva bandito un’asta alla quale avevano partecipato due candidati.  Il prezzo base stabilito con una perizia di un consulente esterno, si aggirava attorno ai due milioni di euro. Con l’ascesa sulla poltrona di sindaco di Cereda, quel bando venne prima annullato, poi riproposto a un prezzo maggiorato di un altro milione di euro. Il lievitare della cifra era stato supportato con una nuova perizia, questa volta di un funzionario comunale. Le scintille tra Iocca e Pruiti sono scoppiate proprio sull’opportunità o meno di annullare il primo bando e indirne un secondo.

Rifiuti pericolosi

Secondo Iocca, l’annullamento si era reso necessario per permettere al Comune di incassare di più, secondo Pruiti il primo prezzo era quello più congruo. Peccato che al momento della vendita nessuno abbia informato l’acquirente del reale stato, amministrativo e ambientale, di quell’area. Su quel terreno, infatti, era stata installata una piattaforma ecologica finita al centro di una indagine svolta dalla procura milanese per la gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi fra i quali rifiuti contenenti amianto, bidoni con colle e resine solidificate, batterie esauste.  

La causa

Dopo aver acquistato l’area, la Tillmanns, ha fatto causa al Comune accusandolo di irregolarità relative alla “comunicazione del reale stato dell’area oggetto di compravendita”. In poche parole, la società ha accusato il Comune di non averla informata sia del contenzioso in corso che gravava sul terreno (a causa di un ricorso sul Pgt) sulla destinazione urbanistica, sia delle sue reali condizioni di salute. L’azienda aveva richiesto un risarcimento di circa un milione di euro. 

Primo e secondo grado

Il sindaco Maiorano aveva presentato ricorso contro le pretese della Tillmanns e, in primo grado, il Tribunale di Milano aveva dato ragione al Comune. Peccato che poi ci sia stato il ricorso in Corte di Appello. I giudici di secondo grado hanno riformato la sentenza di primo grado e accolto, in parte, le richieste dell’azienda chimica, condannando l’amministrazione al pagamento di circa 200mila euro. Non essendo prevista, per poter far fronte alla spesa è stato necessario approvare una specifica delibera e inserirla come debito fuori bilancio. In attesa dell’esito del ricorso in Cassazione annunciato ieri sera.

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