Come programmato, è cominciato questa mattina il taglio degli alberi del bosco di via Morandi, a Buccinasco, un bosco che rischia di sparire. Dall’alba, tecnici dell’Ersaf, l’ente di tutela del patrimonio boschivo e forestale della Regione Lombardia sono al lavoro per abbattere centinaia di piante. Il motivo? Sono state attaccate massivamente dal tarlo asiatico.
Sul posto, due consigliere comunali, Caterina Romanello e Maria Grazia Barbisan, che in questi due giorni, dall’annuncio dell’abbattimento a ieri, hanno tentato di capirne di più su un’iniziativa che sembra caduta dal cielo, assieme alle piogge di questi giorni. Non c’è stato nulla da fare. I tentativi di posticipare o rimandare il taglio, per capirne di più, sono tutti falliti.
L’ordinanza è stata emessa alla fine di un monitoraggio che il Servizio Fitosanitario Regionale effettua ogni anno sulle piante presenti nei comuni della regione. L’obiettivo è contenere la diffusione del tarlo asiatico, un coleottero estremamente nocivo per molte specie di alberi. Quando le larve di questo parassita fuoriescono dalle uova, scavano gallerie nel legno svuotando letteralmente la pianta, facendola seccare.
Quest’anno il monitoraggio ha messo nel mirino il comune di Buccinasco. Sotto la lente è finito il bosco di via Morandi, un’area di 19 ettari dove ci sarebbero centinaia di piante infestate dal tarlo. La zona è ricca di essenza autoctone pregiate: aceri campestri, ontani, carpini bianchi, noccioli, biancospini, meli selvatici, salici bianchi e olmi campestri.
La Regione Lombardia è obbligata ad osservare la legge sul tarlo asiatico per cui quando abbatte dove trova qualche pianta infestata, deve abbattere tutte le piante limitrofe e tutte quelle della zona che sono soggette al tarlo. L’Ersaf, non si sa quando, provvederà alla piantumazione di nuove specie immuni dall’attacco del parassita. La manutenzione delle nuove essenze sarà a carico del Comune di Buccinasco.
“Se in municipio non programmeranno le dovute innaffiature, – ha sottolineato Caterina Romanello – le faranno morire tutte, come è già successo con quelle piantumate nel giugno scorso nell’area esterna all’anello di forestazione del parco Morandi. Lì erano state tagliate un’ottantina di piante adulte ed erano state sostituite con arbusti di querce ed altre essenze pregiate: sono tutte morte di sete perché le innaffiature sono state insufficienti”.
