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Autismo, Sacra Famiglia in prima linea: a Cesano Boscone si combatte una sfida sempre più complessa:

Il 2 aprile la Giornata mondiale della consapevolezza: 550 giovani seguiti ogni anno. Crescono i casi con disturbi associati, serve un approccio sempre più personalizzato.

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Il 2 aprile si celebra la Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, un’occasione non solo per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche per fare il punto su una realtà in continua evoluzione. A partire dai servizi della Fondazione Sacra Famiglia, che proprio a Cesano Boscone rappresentano un punto di riferimento nazionale nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico. Ogni anno, vengono seguite circa 550 persone, per la maggior parte giovani sotto i 30 anni, grazie al lavoro di una cinquantina di operatori specializzati. Numeri importanti che raccontano una crescita costante, ma soprattutto un cambiamento nella natura dei bisogni.

Se in passato l’autismo veniva spesso considerato una condizione isolata, oggi il quadro è molto più articolato. Sempre più frequentemente, infatti, ai disturbi dello spettro autistico si affiancano altre condizioni neuropsichiatriche come ansia, ADHD, disturbo ossessivo compulsivo o disturbi della personalità. Una complessità che richiede percorsi terapeutici su misura e un approccio multidisciplinare. «La crescita dei casi e soprattutto delle comorbidità ci pone di fronte a situazioni sempre più complesse – spiega Monica Conti, direttrice dei Servizi innovativi per l’autismo –. È una sfida che riguarda le famiglie, le persone coinvolte e anche i professionisti». Una sfida che Sacra Famiglia affronta da oltre trent’anni, anche grazie al lavoro pionieristico del professor Lucio Moderato.

Tra i fenomeni emergenti c’è quello del cosiddetto “masking”, ovvero la tendenza di molte persone con autismo a mascherare le proprie difficoltà adattandosi ai comportamenti socialmente accettati. Un processo che, se da un lato facilita l’integrazione, dall’altro comporta un forte stress emotivo spesso invisibile. Riconoscerlo è il primo passo per costruire un percorso di supporto efficace. Altro elemento centrale del metodo adottato riguarda il cambio di prospettiva: quelle che vengono comunemente definite “fissazioni” possono trasformarsi in competenze e passioni. «Molti ragazzi sviluppano interessi molto specifici nei quali diventano estremamente competenti – prosegue Conti –. Valorizzarli significa rafforzare l’autostima e favorire l’inclusione».

A Cesano Boscone, in particolare, hanno sede due centri diurni che accolgono circa 70 persone, mentre il servizio di counseling – attivo in quattro sedi lombarde – segue complessivamente 460 giovani. Un sistema articolato che mette al centro la persona e punta non solo all’integrazione sociale, ma al benessere autentico. In questa Giornata mondiale, il messaggio che arriva da Sacra Famiglia è chiaro: per comprendere davvero l’autismo oggi non basta l’empatia, serve un cambio di sguardo. Un impegno quotidiano che passa dall’ascolto, dalla personalizzazione dei percorsi e dalla capacità di vedere, in ogni diversità, una risorsa possibile.

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