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Martedì, 30 Giugno 2020 15:12
Più sicurezza

Aggressioni a medici e infermieri, approvata in Lombardia la legge che tutela il personale sanitario

Punta a garantire la sicurezza di tutti gli operatori degli ospedali, degli ambulatori, delle guardie mediche, dalle numerose aggressioni che periodicamente si verificano

È  stato approvato oggi all’unanimità in Consiglio regionale della Lombardia, il progetto di legge “Sicurezza del personale sanitario e socio sanitario”, che punta a garantire la sicurezza negli ospedali, negli ambulatori, nelle guardie mediche, di tutto il personale sanitario dalle numerose aggressioni che periodicamente si verificano.

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A presentare il documento è stato il gruppo di lavoro coordinato da Franco Lucente (FdI) e Carmela Rozza (Pd). Prima di arrivare in aula, il provvedimento ha seguito un iter lungo ma condiviso anche dalle forze di opposizione. “E questo mi rende ancora più convinto di aver fatto un buon lavoro” è stato il commento di Lucente subito dopo la sua approvazione.

Per l'esponente di Fratelli d'Italia, "gli episodi di violenza oltre a mettere a rischio l'incolumità fisica e psichica degli operatori, creano un clima di insicurezza che si ripercuote anche sull'erogazione delle prestazioni sanitarie, per questo è importante intervenire per monitorare gli episodi di violenza commessi ai danni del personale sanitario e individuare misure di prevenzione e contrasto".  

Il provvedimento prevede quindi maggiori controlli e sicurezza negli ospedali e nelle strutture socio sanitarie pubbliche e private. Vedrà l'istituzione di un tavolo tecnico che lavori a linee guida comuni, tra cui anche "l'installazione di telecamere, formazione del personale e interventi nei varchi d'accesso, la promozione di protocolli d'intesa con le forze dell'ordine per garantire la presenza di presidi nei pronto soccorso e nei reparti più a rischio", ha detto Rozza.

Le linee guida, predisposte dalla direzione regionale competente, attraverso il supporto di un apposito tavolo tecnico, cui parteciperanno rappresentanti della Direzione regionale competente in materia di sanità, i direttori generali delle Asste delle Ats, di rappresenti delle organizzazioni sindacali del personale medico e del restante personale sanitario, nonché di un rappresentante dell’Agenzia di controllo del servizio sociosanitario lombardo.

Nelle strutture ritenute a più elevato rischio di violenza, oltre alla predisposizione di linee guida, la Regione promuoverà infine protocolli d’intesa con gli Uffici territoriali del Governo finalizzati a potenziare la presenza e la collaborazione con le Forze di Polizia.

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