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Venerdì, 21 Febbraio 2020 18:29
La proposta

Parco Sud: “Città metropolitana ha fallito, è ora di cambiare”

Presentata ieri mattina una proposta per modificare la legge regionale che detta le regole per la sua gestione

Parco Sud, tutto da rifare o quasi! Si è tenuta ieri mattina al Pirellone, una conferenza stampa per la presentazione di un progetto di legge che modifichi il “Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi”. Promotore dell’iniziativa Franco Lucente, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale.

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Che cosa è il Parco Agricolo sud Milano? Un territorio straordinario esteso circa 47mila ettari che coinvolge 61 comuni dei 134 della provincia di Milano, compresi Corsico, Cesano, Buccinasco, Cusago, Assago, Trezzano e Rozzano. È uno dei parchi agricoli più vasti d’Europa. Dentro i suoi confini ci sono 1400 aziende agricole, 400 allevamenti, 592 cascine e 33 aziende agrituristiche.

Chi lo gestisce? Attualmente Città metropolitana di Milano, un’ entità fantasma che brilla per la sua assenza in molti ambiti e, in merito al Parco sud, per la mancanza di piani di sviluppo (assenza confermata da agricoltori e amministratori locali presenti alla conferenza). La proposta di Lucente punta a creare un organismo consortile che ne prenda in mano le redini. “In linea con la pressoché uniforme scelta di affidamento della gestione di tutti i Parchi Regionali ad Enti di diritto pubblico” come recita la sua relazione.

Per Lucente si tratta di una necessità visto le difficoltà di Città metropolitana a svolgere il proprio compito e visti anche i cattivi rapporti esistenti tra la stessa Città metropolitana e alcuni enti locali. L’accusa più soft emersa dal dibattito è che si tratta di un “interlocutore sempre assente”.

Cosa fare quindi per migliorare la gestione di un polmone verde di queste dimensioni? Eliminare la vecchia gestione e sostituirla con un consiglio direttivo composto da quattro membri eletti dall’assemblea dei sindaci, uno dei quali su designazione della giunta regionale. Un modo per rendere la Regione parte attiva di un sistema da cui oggi è esclusa.

Dopo la presentazione è cominciato il dibattito dal quale è emersa la necessità di intervenire su una legislazione datata che non ha più riscontro con l’attualità. Secondo Ruggero Rognoni, assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata e Parco Sud del Comune di Binasco “Le scelte fatte trent’anni fa al momento dell’istituzione del parco non sono intoccabili e si possono modificare, confermando le salvaguardie per evitare qualsiasi speculazione edilizia”.

Altro aspetto messo in rilievo è il turn over degli impiegati e dirigenti attualmente assegnati alla gestione del Parco Sud: e frenetico. E secondo gli agricoltori e addetti ai lavori  troppo spesso si tratta di personale non qualificato o che non conosce nulla della realtà su cui dovrà operare.

Una questione di risorse? Anche, perché quelle messe a disposizione da Città metropolitana non sono sufficienti. “Da qui – ha detto Lucente – nasce l’esigenza  di cambiare e creare una struttura  capace di relazionarsi con il territorio e riqualificarlo”.

Sull’assenza di interlocutori credibili che siano in grado di dare risposte celeri hanno battuto gli agricoltori secondo i quali ci sono voluti tre anni (e risposte certe non sono ancora arrivate) per ottenere l’autorizzazione ad un “adeguamento zootecnico” di un’impresa di Lacchiarella. “Il problema fondamentale – ha detto appunto Giorgio Gabelli – è la mancanza di responsabilità da parte dell’ente gestore”. Una mancanza che la modifica richiesta da Lucente vorrebbe eliminare.

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