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Venerdì, 10 Maggio 2019 15:43
Elezioni & dintorni

Raimondo: “Dopo dieci anni di Musella, ad Assago è ora di cambiare”

Parla il candidato Pd alla carica di sindaco della lista “Cittadini per Assago”. Il suo programma: stop al consumo di suolo, una città per bambini, maggiore solidarietà per i meno abbienti

nella foto, Domenico Raimondo, Candidato sindaco per il Pd ad Assago nella foto, Domenico Raimondo, Candidato sindaco per il Pd ad Assago

di Antonio Casa

Commercialista, 61 anni, sposato e due figli e altrettanti nipoti, Mimmo Raimondo è stato già sindaco di Assago tra il 2004 e il 2008. Consigliere comunale uscente, oggi torna alla guida della lista “Cittadini per Assago” dov'è candidata anche la figlia Melania.

Cittadini per Assago è una lista civica che raccoglie candidati appartenenti all'area di centro sinistra?
“Non soltanto. In lista vi sono cittadini che non hanno appartenenza partitica, anzi coloro che hanno un passato in politica sono appena un terzo del totale. Mi pregio di essere riuscito a trovare delle persone nella comunità civile, soprattutto tanti giovani.”

Nel 2008, lei si è dimesso quattro mesi prima della scadenza naturale del mandato quale primo cittadino. Dal centrodestra, oggi, qualcuno ricorda malignamente questo episodio, come mai?
“Io mi sono dimesso per una questione di dignità. Noi avevamo lavorato per tre anni sul Piano di governo del territorio (Pgt), che aveva il pregio di mettere alcuni paletti importanti come il “consumo di suolo zero” e per risolvere il problema della viabilità. Misteriosamente il mio vice sindaco di allora, che proveniva dalle file del centrodestra, si dimise, provocando la crisi della mia amministrazione, ma non solo. Dopo, la stessa persona è stata eletta con Musella e per dieci anni è stato assessore della sua amministrazione. Oggi Francesco Pagliuca è ricandidato in quella lista. Quindi i motivi sono abbastanza evidenti. Dinnanzi al tradimento del mio ex vice sindaco, pur non essendo obbligato a dimettermi in quanto avevo ancora una maggioranza in grado di votare il bilancio, ho ritenuto che quell'esperienza fosse finita.”

Com'è sfidare il centrodestra qui ad Assago, dopo dieci anni di governo Musella?
“Non è una questione di centrodestra o centrosinistra, ma di persona. Musella è molto radicato e non potendosi ricandidare ha messo al suo posto una della sua famiglia allargata, allo scopo di continuare a governare. Tra l'altro, mi dicono che lo stesso Musella sarà proposto come presidente del Consiglio comunale. Se la sua parte politica vincerà, sarà ancora lui a tessere le fila. Ma penso che stavolta farà fatica a portare a casa la vittoria.”

Quali problemi ha Assago? Sembra tutto in ordine…
“Il maggiore problema è la qualità della vita che s'intende dare in prospettiva. Penso che bisogna fare cose diverse rispetto a quelle realizzate nel passato, ne cito un paio che poi sono il nostro cavallo di battaglia. Prima di tutto, in tanti anni di governo non è stato mai risolto il problema della viabilità. Via Matteotti, per esempio: è una strada centrale che non doveva conoscere traffico, oggi è un'arteria a scorrimento veloce. Questo perché se Musella non avesse smantellato il Pgt che avevamo predisposto, nel quale erano state preventivate due piccole tangenziali, tutto questo si sarebbe evitato. Addirittura, sarebbe bastato realizzarne una e il traffico sarebbe stato eliminato. L'altro grande problema è il consumo di suolo. Non ne è rimasto neanche un metro libero. Con la nostra iniziativa vogliamo bloccare qualsiasi pensiero che vada al di là della tangenziale, dove sì c'è il territorio vincolato del Parco Sud, ma Musella ci ha insegnato che in tanti anni è riuscito a ottenere quel che voleva in fatto di edificazioni.”

Addirittura…
“Dico di più. Musella è riuscito a far passare un piano di lottizzazione nell'area di via Volta, storicamente destinata a residenze per anziani e non autosufficienti. Devono solo chiudere i contratti, i bandi sono pronti. Quindi saranno costruite case all'interno della zona industriale, con tutti i problemi che ne deriveranno in termini di servizi.”

Certo, Assago è un comune piuttosto ricco.
“Ricordo che nel 2006 e 2007, fonte Il Sole 24 Ore, quando io ero sindaco Assago è stato rispettivamente il primo e il terzo comune italiano per indici strutturali. Nel suo patinato opuscolo di propaganda elettorale, Musella afferma che lui ha rispettato tutti i patti di legge. Non dice, però, che nel 2014 è stato condannato dalla Corte dei Conti per violazioni dei limiti di bilancio, lui e tutto il Consiglio comunale, me compreso che avevo fatto denuncia. Tuttavia i problemi non mancano. La Caritas eroga sessanta borse alla settimana alle persone bisognose. Sa quanto eroga ogni anno il Comune quale contributo alla Caritas?”

No. Dica lei.
“Duemilacinquecento euro. Poi si spendono decine di migliaia di euro per volantinaggio e comunicazioni estemporanee che potrebbero senz'altro essere evitate.”

In che cosa lei è diverso da Musella?
“Sulla visione politica. Se prendiamo i programmi dei quattro candidati a sindaco, essi sono sovrapponibili. Si parla delle stesse cose. Noi, però, abbiamo tre punti diversi sui quali puntiamo molto. Penso agli introiti per il Comune nel momento in cui non ci saranno più oneri di urbanizzazione e si dovranno mantenere gli stessi servizi che ci sono oggi. Tutti parlano di tassazione zero, ma ad introdurre l'abolizione dell'Ici, nel 2007 sono stato io, con la tecnica della detrazione dell'imposta per intero.”

Il suo programma in cosa si differenzia, allora?
“La città dei bambini, un po' sull'esempio di Genova. Non il “bosco in città” proposto dal centrodestra con dentro ristoranti e quant'altro, ma un'oasi naturalistica dove i bambini andranno a vedere le caratteristiche della pianura, le marcite, i percorsi sulla biodiversità a cura del Wwf, la fattoria didattica, la rsa per anziani. Poi un nuovo asilo nido, perché con l'espansione edilizia non si sono preoccupati di fornire un servizio alle coppie giovani con figli piccoli. All'opposto, occorrono posti nel cimitero. Sono rimasti 28 loculi e io non so di alcun progetto in merito. Non c'è traccia nel piano triennale delle opere pubbliche; invece c'è una caserma della Guardia di finanza da un milione e mezzo di euro a carico dei cittadini. Con tutto il rispetto per il Corpo, esso non fa vigilanza del territorio, ma combatte l'evasione tributaria. C'è già una caserma a Corsico, non vedo alcun vantaggio per i residenti di Assago. Per la sicurezza è sufficiente l'attuale caserma dei Carabinieri.”

Lei viene eletto sindaco e fa subito tre cose. Le elenca?
“In prima battuta, istituisco il tavolo della solidarietà con l'apporto di tutte le associazioni presenti nel territorio. E' assolutamente necessaria, perché in questa cittadina ci sono sacche di bisogno che non si vedono. Poi darò l'anima sul progetto della città dei bambini e mi dedicherò alla soluzione del problema sulla viabilità.”

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