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Mercoledì, 10 Aprile 2019 12:27
Ambiente & Territorio

Assago, discariche abusive crescono (e non se ne vanno)

Fanno bella mostra di sé elettrodomestici, contenitori di plastica, materiali inerti e tutto l’armamentario di rifiuti che si vede in questi casi

Nella foto una discarica abusiva ai confini tra Assago e Milano alle spalle del quartiere Bazzana Nella foto una discarica abusiva ai confini tra Assago e Milano alle spalle del quartiere Bazzana

La storia si ripete, sistematicamente. Il territorio si costella di discariche abusive e sperare che vengano bonificate è un esercizio di pura fede. L’ultima in ordine di tempo è quella indicata da Davide Gelmini e si trova giusto alle spalle del quartiere Bazzana.

Cumuli di macerie

Fanno bella mostra di sé elettrodomestici, contenitori di plastica, materiali inerti e tutto l’armamentario che si vede in questi casi. La presenza della discarica è stata segnalata una prima volta nel settembre del 2018. L’area si trova proprio al confine con il comune di Milano, per cui la comunicazione inviata ad Assago è stata girata per “competenza” ai colleghi milanesi.

Il sopralluogo

Lo scorso 24 gennaio è stato effettuato un sopralluogo. Hanno partecipato tecnici dell’Amsa, polizie locali di Milano e Assago, tecnici dell’area Ambiente del capoluogo.  Come è giusto che sia, trattandosi di discarica abusiva, è stato rilevato che il terreno è stato occupato abusivamente (se no sarebbe stata discarica autorizzata?).

Tre mesi di silenzio

Ironia a parte, è stato richiesto “ai settori competenti” del comune di Milano di effettuare ulteriori verifiche e procedere con lo sgombero. Il problema è che da gennaio a oggi sono trascorsi circa tre mesi e dello sgombero nemmeno l’ombra.  Nel frattempo, però, molti rifiuti sono stati bruciati, compreso la carcassa di un’auto poi rimossa (solo quella).

Fieno da inquinare?

Se non bastasse, vicino ai cumuli di rifiuti sono state collocate decine di balle di fieno. Non è il massimo per tutelare l’alimentazione delle vacche, che magari producono latte. Ma così è, se vi pare (e che Pirandello ci perdoni).

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