venerdì - 27 Gennaio 2023
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Abbandono scolastico? Arriva da Corsico una proposta per combatterlo

In Italia nel 2020 erano 543 mila i giovani che avevano lasciato la scuola: la Lombardia ha registrato una percentuale pari al 11,9%, minore della media nazionale, ma più alta della media europea

doposcuolaAbbandono e dispersione scolastica: un fenomeno che riguarda il 13% dei giovani. Qualcuno la chiama “povertà educativa” ma qualunque definizione le si dia ha un unico effetto: tagliare fuori il 10-13 per cento della popolazione da qualsiasi tipo di formazione. Un fenomeno che colpisce anche la Lombardia e, soprattutto, molte realtà della provincia di Milano, Cesano, Corsico e Rozzano comprese.

Una proposta arriva da Corsico: il fenomeno della dispersione scolastica si batte anche con il prolungamento dei doposcuola parrocchiali (da affiancare a quelli pubblici). Arriva dall’oratorio San Luigi, comunità pastorale Cenacolo delle Genti, dove una decina di adolescenti frequentano due pomeriggi a settimana. «Un gruppo di 7-8 volontari – racconta Laura Virtuani, coordinatrice dell’iniziativa, in un articolo pubblicato sul quotidiano Avvenire – hanno dato la disponibilità a occuparsi degli adolescenti, alcuni dei quali frequentano con continuità, altri in relazione a particolari esigenze o prove durante l’anno scolastico”.

“Durante lo stop causa lockdown, – continua Laura Virtuani – abbiamo accompagnato giorno per giorno alcuni adolescenti con problemi di studio da remoto, oggi lavoriamo in presenza. I volontari agiscono a seconda delle competenze per materia: il supporto è di tipo eminentemente didattico. I ragazzi delle superiori manifestano infatti bisogni specifici, che loro stessi traducono in motivazioni: sono orientati al risultato e ciò li rende partecipi. I risultati ci sono, soprattutto sul fronte del rafforzamento delle competenze. Sostegno fondamentale per scongiurare il rischio di debiti e bocciature, anticamera di dolorosi abbandoni».

In Italia nel 2020 erano 543 mila i giovani che avevano lasciato la scuola, in leggero calo rispetto all’anno precedente e in generale molto inferiore rispetto al passato (era il 15,0% nel 2014 e il 19,6% nel 2008). Tuttavia, nonostante gli evidenti progressi nel contrasto del fenomeno, la percentuale rimane più alta della media Ue, che per il 2020 si attesta al 9,9% (l’Italia è il quarto stato europeo per incidenza del fenomeno). la Lombardia nel 2020 ha registrato una percentuale pari al 11,9%, minore della media nazionale, ma più alta della media europea.

Significativo è notare le differenze di genere: in Italia la dispersione scolastica riguarda maggiormente soggetti maschi (15,6%) e in misura minore le femmine (10,4%). Regione Lombardia è in linea con il dato nazionale, registrando una quota del 14,4% tra i maschi e del 9,1% tra le femmine. In questo senso, particolare valore ricopre il miglioramento occorso negli anni, soprattutto per i soggetti maschi, che nel 2008 registravano una quota del 23,7% (una riduzione di quasi 10 punti percentuali nell’arco di 12 anni).

Contrastare l’abbandono scolastico, – conclude Avvenire – non è impossibile. Richiede organizzazione, fatica, competenze elevate di operatori e volontari. Ma assicura risultati tangibili, misurabili con le parole di alcuni dei beneficiari: «Senza di voi, non ce l’avremmo fatta». Una bella gratificazione, per chi dedica tempo e passione. Un risultato prezioso, per comunità che non hanno bisogno di vedere altri adolescenti adagiarsi su un triste divano da Neet.

Un’esperienza simile, è quella di Fausta Orgnani, coordinatrice del doposcuola a Niguarda che ad Avvenire racconta: «Noi selezioniamo chi ha davvero bisogno. L’aiuto nello studio per qualcuno si spinge sino alla maturità. Per questo i volontari devono far valere competenze solide. Abbiamo specialisti di varie materie, come in tutta la scuola italiana scarseggiano i matematici… I risultati sono positivi, i ragazzi, quando trovano una persona che fa al caso loro, tendono addirittura a “fagocitare” il volontario, interpellandolo di continuo.

“Ecco, – è la conclusione – se c’è un rischio da evitare è la “comodità”, cioè che i ragazzi approfittino troppo del supporto, a scapito della loro autonomia di studio. Come difficile, molto più che per i cicli scolastici precedenti, è avere un confronto con la scuola e gli insegnanti. Ma il doposcuola è un antidoto vero alla dispersione. Aiuta tanti a non perdersi». Probabilmente, anche nella vita.

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