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Martedì, 31 Ottobre 2017 07:34
Era in carcere per omicidio

Vent’anni fa uccise la madre, Mattarella gli concede la grazia In evidenza

Fabrizio Spreafico viveva a Trezzano. Oggi è gravemente ammalato, ma nel settembre del 1997 strangolò la donna al culmine dell’ennesima lite per motivi economici

Fabrizio Spreafico in una immagine di vent'anni fa Fabrizio Spreafico in una immagine di vent'anni fa

Nel 1997 uccise la madre. Dopo vent’anni, il presidente della Repubblica gli ha concesso la grazia. La storia di Fabrizio Spreafico è racchiusa in poche righe, quelle che ne hanno fatto nuovamente un uomo libero. Spreafico aveva solo 23 anni quando fu arrestato dai carabinieri di Trezzano sul naviglio allora agli ordini del maresciallo Candeloro. “L’ho uccisa, ma non volevo” confessò il giovane una mattina di settembre di venti anni fa.

Gravemento ammalato

Vent’anni dopo, e dopo aver scontato otto anni di carcere, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso la grazia. Fabrizio Spreafico è gravemente malato. Per questo dal 2005 per lui si sono aperte le porte del penitenziario in cui era rinchiuso.

Condannato a 18 anni

Spreafico era stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano a 18 anni e 4 mesi. Aveva ucciso la madra, Luisa Pidi, vedova e 51enne, dopo l’ennesimo litigio per i motivi economici. Secondo le indagini, la donna aveva ottenuto da una banca locale una notevole somma (circa 80 milioni di lire) affinchè il figlio che di professione faceva l’idraulico di aprire una propria attività. I soldi però erano finiti, senza che il lavoro avesse dato i frutti sperati. Da lì i litigi madre e figli, che erano diventati sempre più violenti. Sino all’epilogo.

La confessione

Un pomeriggio, alla’apice dell’ennesima lite il giovane uccise la madre. In un primo momento, negò ogni coinvolgimento, poi crollò e confessò al maresciallo Candeloro quel che aveva fatto. Ieri è arrivato il provvedimento di grazia del presidente della Repubblica controfirmato dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando. Spreafico non ha parenti, è stato accolto nella sede centrale di Roma della Congregazione dei Padri Rogazionisti che gli ha offerto un lavoro.

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