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Venerdì, 19 Maggio 2017 12:15
La polemica

Non ci sono soldi? Non ci sono soldi per chi? (parte seconda) In evidenza

L’articolo pubblicato da pocketnews.it che ha sollevato una questione di etica politica sui compensi e indennità varie da parte dei politici, ha provocato un dibattitto che ha assunto toni accesi

Il municipio di Trezzano sul Naviglio Il municipio di Trezzano sul Naviglio

74 interventi sul gruppo Sei di Trezzano se… decine di altri in tutti i gruppi che si occupano di Trezzano e, in un modo o nell’altro hanno a cuore le sorti della città. Politici, gente comune e… truppe cammellate, un panorama articolato di posizioni.  L’articolo pubblicato da pocketnews.it che ha sollevato una questione di etica politica sui compensi e indennità varie del vicesindaco Domenico Spendio, ha provocato un dibattitto che ha assunto toni accesi e dimensioni planetarie (un po’ eccessivo, vero?).

Questione su cui riflettere

Ironia a parte, c’è chi è andato subito al nocciolo della questione come Luciano Chiodo e Cristina d’Alessandro. Chi, giustamente, ha preso le difese del proprio collega di giunta con argomenti più che legittimi come il sindaco Fabio Bottero e Claudio Albini. E chi non avendo argomenti intellettuali da proporre si è lascato andare a giudizi che nulla avevano a che fare con l’argomento in discussione (le classiche truppe cammellate, ritenute dai loro generali carne da macello senza cervello). Il nostro giornale, ritenendola questione su cui riflettere, aveva rilanciato un post di Giorgio Villani, presidente dell’Unione comitati di quartiere, con il quale si rimproverava a sindaco e vicesindaco di Trezzano comportamenti non in linea con i valori né di sinistra, né cattolici.

Il vero oggetto del contendere

Apriti cielo. Il primo a intervenire, Leo Benozzi, cui vogliamo troppo bene per rimproverargli qualcosa, ha difeso Spendio da quello che riteneva un attacco strumentale. Peccato non abbia compreso che non era Spendio l’oggetto del contendere, ma un certo modo di fare politica. E cioè: è giusto godere di ogni appiglio, di ogni privilegio, di ogni opportunità che la legge concede in ambito di rimborsi spese, indennità e quant’altro, in una situazione che da anni si dichiara “al limite del collasso?

Spirito di sacrificio

Dopo di lui si è scatenato il diluvio.  Cristina D'Alessandro ha sottolineato che “il senso dell’articolo sia più che altro una considerazione sul fatto che abbiamo un bilancio dalla coperta troppo corta e, come si chiedono sacrifici ai trezzanesi ai quali costantemente viene risposto che mancano fondi per le strade, per le luci, per la sicurezza, per le telecamere ect ect, sarebbe lecito aspettarsi altrettanto spirito di sacrificio da chi ci amministra .. ma forse io ho ancora una visione volontaristica della politica locale”.

Sciacallo a chi?

Sono stati molti ad esprimere la propria solidarietà a Spendio, compresi Bottero e Albini. Qualcuno, però, ha accusato non si è capito bene chi, se Villani o il giornale “di sciacallaggio in rete”.
E questo nonostante il direttore di pocketnews.it , Cosimo De Leo, abbia lanciato l’allerta: “Ragazzi, credo che qui si stia esagerando. Non tocca a me fare l'avvocato difensore, ma Giorgio Villani, in qualità di presidente dell'unione dei comitati di quartiere di Trezzano, ha sollevato una questione di etica politica. Luciano Chiodo lo ha compreso e lo ha scritto, in un altro gruppo. La domanda è questa: è giusto che in una situazione in cui mancano risorse, quelle poche che ci sono coprono le esigenze del singolo e non quello della collettività? E' una domanda semplice. Uno spunto di riflessione. Al quale ognuno può rispondere o meno. Buona giornata, e buona riflessione”.

Le truppe cammellate

L’invito è stato accolto da molti, ma non da tutti. Le truppe cammellate infatti hanno cominciato a menare fendenti a destra e a manca. I primi hanno continuato a dissertare su che cosa è l’etica politica, su come si erano comportati alcuni vecchi amministratori di Trezzano che sin dal momento del loro insediamento avevano rinunciato a qualsiasi indennità, i secondi (tal Fabio Romanò [speriamo non sia il figlio di Maurizio] o tal Flamia Caimi Costa e simili, si sono scatenati rovesciando fiumi di improperi su chi il dibattito ha provocato. Il classico atteggiamento di chi non ha nulla da dire.

La sintesi di Chiodo e Albini

Così se da un lato Luciano Chiodo ha continuato a ribadire: “Cerchiamo di capirci, io credo che etica pubblica significa che se adesso guadagno 100, facendo politica non devo guadagnare 101”. Dall’altro canto si è continuato a menare il can per l’aia. La chiusa è arrivata da Claudio Albini che ha scritto:” Grazie comunque per il ricco confronto. E' evidente che le idee siano differenti e la sintesi improbabile. Andiamo avanti a lavorare, rinnovo i miei ringraziamenti a Mimmo per il lavoro svolto e la chiudo qui. Sono certo che a fine mandato lasceremo Trezzano meglio di come l'abbiamo trovata e pronta ad un meritato rilancio”.
Anche la redazione di pocketnews.it la chiude qui. Ricordando che da sempre propone fatti, argomenti, su cui si può essere d’accordo o meno. Se ne può discutere con intelligenza e impegno, mai con maleducazione. Quella la lasciamo ai cammelli che spesso sputano in faccia anche a chi gli dà da bere.

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