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Mercoledì, 17 Maggio 2017 10:52
La polemica

Non ci sono soldi? Non ci sono soldi per chi? In evidenza

Nei tre anni trascorsi dalla sua elezione, il vicesindaco di Trezzano è costato ai cittadini circa 80.000 euro di cui 54.000 per i permessi e 27.000 euro di stipendio da vicesindaco. Prende due e fa uno: due entrate per lo stesso lavoro

Domenico Spendio, vicesindaco di Trezzano sul Naviglio Domenico Spendio, vicesindaco di Trezzano sul Naviglio

Si scatena la polemica a Trezzano e sui social tra Giorgio Villani, presidente dell’Unione comitati di quartiere, amministratori comunali, e profili social che sembrano essere fake, ma che in realtà nascondono importanti politici della zona. La scintilla che ha fatto deflagrare lo scontro è un post che l’Unione ha pubblicato nei giorni scorsi con il quale si rimproverava a sindaco e vicesindaco di Trezzano comportamenti non in linea con i valori né di sinistra, né cattolici.

Il ritornello

Qual è l’accusa? Che il ritornello “non ci sono soldi” per fare qualunque cosa (neppure per comprare due cartelli che renderebbero più vivibile il centro storico), cantato a squarciagola dagli amministratori pubblici sia un falso storico e contabile. Perché quando i soldi servono soprattutto per pagare le proprie retribuzioni o per adattarle al meglio ai propri interessi, i soldi si trovano, eccome.

Spendio? No, dispendio

Il post faceva un po’ i conti in tasca a Fabio Bottero, sia al suo vice Domenico Spendio. Il secondo costa ai cittadini di Trezzano 30.000 (trentamila) euro l’anno suddivisi tra stipendio e “uscite dal posto di lavoro”. Non solo. Lo stesso Spendio, non avendo chiesto l’aspettativa alla sua azienda, riceve per intero anche lo stipendio da parte del suo datore di lavoro. Tutto regolare e tutto legale. Dal punto di vista etico, però… Più che Spendio… sembra un dispendio, dispendio di risorse pubbliche.

Doppio stipendio

Bottero, dal canto suo, costa alla collettività 33.456 euro all’anno, una manciata di euro in più del suo vice. I due, più o meno, hanno lo stesso costo, solo che il primo lavora a tempo pieno nel comune mentre il secondo no. Il sindaco, inoltre, ha come unica entrata lo stipendio percepito dal comune, il secondo oltre a quello del comune riceve anche una lauta retribuzione dall’istituto di credito per cui lavora.

Uscite lavoro

Il giochino è scoperto: per poter incassare e quindi addebitare le “uscite lavoro” sulle casse comunali si convocano riunioni di giunta, assemblee e quant’altro, proprio durante l’orario di lavoro. Il post poneva due semplici domande: “È così difficile fare le riunioni di giunta alle 17 o alle 21? Quale medico ha ordinato, da una parte, di far pagare ai cittadini migliaia di euro per gli amministratori pubblici e, dall’altra, di dire agli stessi cittadini, ai dipendenti del comune, ai comitati di quartiere e alle associazioni che “non ci sono soldi”. Spendio, nei tre anni trascorsi dalla sua elezione, è costato ai trezzanesi circa 80.000 euro di cui 54.000 circa per i permessi e 27.000 euro di stipendio da vicesindaco. Prende due e fa uno: due entrate per lo stesso lavoro.

Và Ginés và

A questa esposizione certosina di numeri e situazioni ha risposto con un commento tal Ginés de Pasamonte, un falso profilo dietro il quale si nasconderebbe il sindaco di Cesano Boscone Simone Negri, che ha scritto: “Che distillato di populismo... manco i 5 stelle arriverebbero a produrre tanto”.

Chi paga il conto

La risposta del presidente dell’Unione dei comitati Trezzanesi non si è fatta attendere. “La nostra – ha replicato Villani -  era una considerazione sui sacrifici chiesti ai cittadini e le spese esposte da chi questi sacrifici li chiede. Oltre alle risposte positive e ai mi piace c’è stata anche quella di un signore che si è firmato con uno pseudonimo. Se costui è un semplice cittadino ci limitiamo a rispondere che il senso del comunicato era questo: prima di imporre sacrifici ai figli devono essere i genitori a dare l’esempio altrimenti sarebbero padri e madri sprovvisti di principi educativi e morali. Se invece ci si trova di fronte ad un politico per di più sindaco del comune di Cesano Boscone allora cambia tutto perché replicando all’Unione “Che distillato di populismo... manco i 5 stelle arriverebbero a produrre tanto” questo signore dimostra di non aver ancora capito perché sono nati populismo e cinque stelle.”  
Probabilmente lo capirà a sue spese. Intanto il conto lo pagano i cittadini.

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