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Venerdì, 21 Aprile 2017 10:29
La norma

Trezzano, basta vigili in Consiglio

Sarà lo stesso presidente a richiedere o meno la presenza della polizia locale durante le sedute, in base alla “pericolosità” dei punti in discussione

Sarà il presidente del Consiglio a richiedere o meno la presenza della polizia locale durante le sedute Sarà il presidente del Consiglio a richiedere o meno la presenza della polizia locale durante le sedute

di Francesco Bagini

Quello di mercoledì sera sembrava poter essere un Consiglio comunale più che agevole per la maggioranza trezzanese. Ma per capire che anche questa sarebbe stata una seduta “calda”, è bastato il colpo d’occhio: una folta delegazione di dipendenti comunali sul piede di guerra ha “occupato” simbolicamente l’aula e ha  espresso il disagio per le  condizioni di lavoro all’interno del municipio trezzanese. Ghilardi (Lega Nord) ha colto la palla al balzo e, in merito, ha presentato un’ interrogazione. Interrogazione alla quale il sindaco Fabio Bottero ha risposto chiedendo tempo e fiducia, mentre la delegazione dei lavoratori, insoddisfatta delle risposte, ha abbandonato l’aula subito dopo il suo intervento (intanto l'agitazione è stata sospesa dopo l'incontro in prefettura avvenuto ieri pomeriggio, in attesa della riapertura delle trattative prevista entro dieci giorni).

Nuovo Consiglio comunale senza vigili

L’atmosfera della sala pareva tornare serena con all’ordine del giorno un paio di regolamenti da approvare. Il primo regola le sedute dello stesso Consiglio comunale. Al centro dell’attenzione si è trovata la carica del presidente: se da una parte, col nuovo regolamento, potrà venir sfiduciato, secondo un emendamento proposto dal sindaco durante il dibattito, lo stesso presidente potrà richiedere o meno la presenza della polizia locale durante le sedute, in base alla “pericolosità” dei punti in discussione. Secondo Bottero, questa scelta permetterebbe una migliore turnazione dei vigili, garantendo una maggiore presenza sul territorio.

I dubbi dell’opposizione

Ai prevedibili dubbi da parte dell’opposizione, con il leghista Ghilardi che ha posto l’accento sulla mancanza di sicurezza, si sono aggiunti, inaspettati, i distinguo tra le file della maggioranza. Longo, a capo della commissione consigliare, e Sessa hanno sottolineato come i politici siano una categoria a rischio anche a livello locale, bersaglio, a volte, delle tensioni sociali. “Non è possibile basarsi su un ordine del giorno o rimettere la sicurezza di chi siede in Consiglio nelle mani del solo presidente”, hanno detto.

Meglio di Salomone

Nino Russo ha tentato una mediazione, caldeggiando le eventuali convocazioni in orari che consentano la loro  presenza, “doverosa per motivi di rappresentanza istituzionale, ma che non pesi sul servizio ordinario”. È stata una fase un po’ caotica, che ha necessitato di un paio di minuti di pausa (per le opposizioni) e di riflessione (per la maggioranza)... Alla fine l’emendamento è passato, così come il regolamento in toto, nonostante alcune astensioni nella maggioranza, con una postilla: il presidente deciderà se convocare i vigili, non senza essersi confrontato prima con i capigruppo. Nemmeno Salomone avrebbe potuto fare di meglio.

Nuovo giro, altra interruzione…

Anche sul secondo regolamento, quello circa l’utilizzo degli impianti sportivi comunali, la maggioranza Pd è sembrata complicarsi la vita da sola. L’assessore Grassi ha ricordato come sia rimasto immutato dal 1981 e ora la giunta è pronta ad aggiornarlo, attraverso un percorso che ha coinvolto le società sportive. L’articolo controverso viene tirato in ballo da Nino Russo che chiede norme più precise nell’indicare responsabilità e oneri della manutenzione ordinaria e straordinaria tra comune e concessionario. La richiesta “in diretta” costringe presidente e segretario comunale agli straordinari, e la seduta si ferma di nuovo per alcuni minuti. Effettivamente la questione è delicata perché norma la gestione delle strutture comunali, aggiornandola dopo 35 anni, ma le opposizioni restano critiche: per Gervasoni (Trezzano Oltre) manca una linea politica sulla gestione del pubblico da parte di privati, mentre per Ghilardi non c’è stata separazione tra i grandi impianti sportivi e quelli minori, come le palestre.

La Lega vuole indietro i “suoi” soldi

C’è spazio infine per l’unico passaggio di sapore politico, con la mozione presentata dalla Lega Nord. Ghilardi invita l’amministrazione a richiedere il rimborso dei tagli effettuati dal Governo Monti, dichiarati incostituzionali dalla sentenza della Corte Costituzionale, operazione già messa in atto dalla giunta di Corsico. L’assessore Spendio ha consigliato un atteggiamento più prudente, considerando che l’Anci sta analizzando la sentenza e che la procedura che si vuole intraprendere con la mozione è giuridicamente inefficace. L’assessore ha promesso massimo impegno su questa vicenda, che potrebbe offrire vantaggi per tutti i trezzanesi. Ghilardi, con riserva, ha ritirato la mozione e la seduta, a questo punto si è chiusa definitivamente.

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