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Mercoledì, 11 Aprile 2018 13:27
Il convegno

“Occhio alla Truffa”, c’è qualcuno che insegna come evitarle In evidenza

L’appuntamento con Marco Luciani, commissario della polizia locale di Milano è in programma venerdì 20 aprile alle 21 al Centro Socio Culturale di via Manzoni a Trezzano

Polizia di Stato, Ministero dell’Interno hanno messo a punto e distribuito un vademecum che, in merito alle truffe agli anziani, può essere un valido supporto per la loro prevenzione Polizia di Stato, Ministero dell’Interno hanno messo a punto e distribuito un vademecum che, in merito alle truffe agli anziani, può essere un valido supporto per la loro prevenzione

Dopo i finti tecnici del gas, i presunti carabinieri, ora c’è anche chi finge di essere un vigile del fuoco. Truffe di ogni tipo e colore, messe in atto da personaggi senza scrupoli che scelgono le proprie vittime tra gli anziani e, negli ultimi tempi, anche tra altre fasce sociali. Quelle contro gli anziani sono le più odiose perché colpiscono l’anello debole della popolazione e contro le quali i carabinieri lavorano quotidianamente. Anche e soprattutto sul fronte della prevenzione e della sensibilizzazione delle potenziali vittime.

L'appuntamento

Se ne parla a Trezzano, durante un incontro, organizzato dal Comune in collaborazione con il comitato Azalee e l’associazione Foxpol, dal titolo “Occhio alla truffa”. L’appuntamento è in programma venerdì 20 aprile alle ore 21 al Centro Socio Culturale di via Manzoni. Durante la serata, Marco Luciani, commissario della polizia locale di Milano, traccerà l’identikit del truffatore, di truffe in casa, telefoniche e stradali e darà consigli per riconoscerle e difendersi. Polizia di Stato, Ministero dell’Interno hanno messo a punto e distribuito un vademecum (scaricalo da qui) che, in merito alle truffe agli anziani, può essere un valido supporto per la loro prevenzione.

Non solo anziani

Ma non sono solo gli anziani le vittime dei truffatori. Nel mirino sono finiti anche i giovani che subiscono sempre più frequentemente dei veri e propri agguati al telefono. Gli smartphone e   gli apparecchi fissi sono diventati una specie di porta di accesso per i tanti malviventi nazionali e  internazionali. Gli attacchi arrivano da più fronti.

Soldi che volano via

Ci sono i Ping calls (gli squillini per svuotare il credito telefonico), i Call-ID-Spoofing (numerazioni finte che sembrano amiche), gli sms di allarme per ottenere i dati delle nostre carte di credito, fino alle chiamate di finti call center bancari. Tutto parte da una telefonata ricevuta da un numero sconosciuto. Chi abbocca si ritrova con parecchi soldi in meno. Nell’ipotesi peggiore, i moderni truffatori riescono ad arrivare al nostro conto corrente o ai dati della  carta di credito.

LE 5 TRUFFE PIU’ COMUNI  (da La Stampa)

La truffa «delle banconote» 
I truffatori entrano in azione quando l’anziano va alla posta o in banca a ritirare del denaro o la pensione. Appena esce lo intercettano, presentandosi come dipendenti dell’agenzia incaricati di controllare il numero di serie delle banconote appena prelevate. Il falso dipendente finge di controllare i numeri di serie in cerca di un errore inesistente e scambia le banconote vere con quelle false.

La truffa del “pacco” 
In questo caso i truffatori si presentano a casa della vittima, e dicono di dover consegnare un pacco, con della merce ordinata da figli o parenti. Per ritirare il pacco, però, agli anziani viene chiesto di pagare una somma, che ovviamente finisce nelle tasche dei delinquenti.

La truffa “della lotteria” 
La truffa arriva via posta: la vittima riceve una lettera che annuncia la vincita di un premio ad una lotteria. Per riceverlo, però, l’anziano deve inviare dei soldi con un vaglia postale, per sostenere le spese necessarie alla spedizione e al ritiro.

Finte donazioni o eredità
In questo caso i truffatori agiscono in coppia e spiegano all’anziano che, per entrare in possesso della donazione o dell’eredità ricevuta da qualche fantomatico benefattore, è necessario perfezionare l’atto di trasferimento presso un notaio. Il notaio, ovviamente, esigerà il pagamento di una parcella e i delinquenti accompagnano la vittima a ritirare i soldi e poi fingono di portarla in auto dal notaio. Poi, con un pretesto, l’anziano viene fatto scendere dall’auto e i truffatori fuggono col denaro.

Falsi dipendenti Inps, Enel, Telecom
Ma anche falsi elettricisti, poliziotti o idraulici. Quando individuano un anziano che vive solo, i truffatori cercano di introdursi nella sua casa presentandosi con finte qualifiche professionali. Il passo successivo è sottrargli del denaro per finti contratti o inesistenti prestazioni a domicilio. 

I 10 CONSIGLI «ANTITRUFFA» PER GLI ANZIANI

Le forze dell’ordine  
Polizia, carabinieri e guardia di finanza operano di norma in coppia e con la divisa d’ordinanza. Prima di aprire la porta, è bene controllare il tesserino e verificare che in strada sia parcheggiata l’auto di servizio.
Non bisogna aprire la porta a sedicenti agenti in borghese, che spesso chiedono di entrare con la scusa di dover controllare l’appartamento perchè quelli vicini sono stati svaligiati dai ladri.
 
I truffatori in borghese  
I truffatori normalmente vestono in borghese e si presentano vestiti in modo elegante. Di norma «lavorano» in coppia, usano modi gentili ma molto decisi e cercano di disorientare la vittima con le chiacchiere. Spesso conoscono il suo nome e fingono di conoscere anche i figli o altri parenti. Attenzione quindi: non aprire la porta a nessuno, senza prima aver controllato il tesserino di riconoscimento.
 
I funzionari degli enti  
Enti come Inps, Inail e Asl non hanno personale che faccia visite a domicilio, quindi non bisogna aprire la porta a chi si presenta come ispettore per accertamenti sul ticket sanitario, controllo documenti o annuncio di rimborsi. Aziende di servizi come gas, acqua e telefono non arrivano mai senza prima annunciarlo telefonicamente, specificando all’utente l’ora e il giorno della visita e le ragioni dell’intervento.
 
I volontari parrocchiali  
Spesso i malintenzionati si presentano come volontari della parrocchia o di associazioni di beneficenza. È bene ricordare, però, che questi enti non inviano volontari porta a porta, ma di solito lasciano opuscoli nella cassetta della posta o avvisi negli androni del palazzo.
 
Quando si preleva la pensione  
Quando ci si reca a prelevare la pensione o a ritirare dei soldi al bancomat è opportuno evitare di andare durante l’orario di punta. Dopo il ritiro, attenzione a non farsi distrarre da sconosciuti mentre si maneggia il denaro. Fuori dagli uffici postali, non farsi convincere a dare le banconote a sedicenti dipendenti che dicono di voler controllare se siano false o se l’importo consegnato è corretto.
 
Al bancomat  
Quando si deve effettuare un prelievo, è bene evitare di parlarne a voce alta nelle vicinanze. Al momento del prelievo, bisogna stare attenti che nessuno sia in grado di vedere il codice personale e, appena prelevato il denaro, non farsi distrarre. In ogni caso, è bene non tenere il numero di bancomat scritto sulla scheda per non dimenticarlo e nemmeno all’interno del portafoglio.
 
In città  
Quando si esce di casa, è bene camminare sul lato del marciapiede più lontano dalla strada per evitare che la borsa possa essere scippata da auto o motorini. Attenzione, però: se succedesse di venire derubati in questo modo, bisogna lasciare subito la presa della borsa, per evitare di cadere a terra e venire trascinati rimanendo feriti. Se invece ci si sente seguiti, la prima cosa da fare è entrare nel negozio più vicino.
 
Come comportarsi  
I truffatori si comportano sempre in modo molto gentile e spesso le vittime cadono nella trappola perchè temono di risultare maleducate. La paura di offendere spesso per gli anziani diventa un fattore di rischio: in questi casi è opportuno rispondere con un deciso «non ricordo» e comunicare che a breve arriverà in visita un familiare.
 
Chiamare il 112, 113 o 117  
Se ci si sente minacciati, è importante chiamare subito aiuto, senza temere o vergognarsi. Meglio un falso allarme che una truffa subita.

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