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Lunedì, 26 Febbraio 2018 16:47
Il caso del giorno

Bricoman e box di largo Risorgimento: rischio fallimento per le casse del comune In evidenza

É il succo di una lettera che Giorgio Villani, presidente dell’Unione dei comitati di quartiere, ha scritto al prefetto di Milano, Luciana Lamorgese

La Bricoman, dopo aver speso 160mila euro per l’acquisto dell’area e chissà quanti altri soldi per la progettazione del centro, è rimasta con il cerino acceso in mano La Bricoman, dopo aver speso 160mila euro per l’acquisto dell’area e chissà quanti altri soldi per la progettazione del centro, è rimasta con il cerino acceso in mano

La notizia pubblicata in esclusiva da pocketnews.it (leggi qui) sul ricorso depositato al Tribunale amministrativo regionale, con il quale la Bricoman ha chiesto al comune di Trezzano danni per circa 2 milioni e 800mila euro ha suscitato notevole scalpore in città. L’azienda specializzata nel “fai da te” doveva costruire un centro commerciale sull’area della Cascina Antonietta. Il progetto inserito nel Pgt è stato poi cancellato dall’intervento della Regione Lombardia.

Residenti da tutelare

La Bricoman, dopo aver speso 160mila euro per l’acquisto dell’area e chissà quanti altri soldi per la progettazione del centro, è rimasta con il cerino acceso in mano e rischia di bruciarsi le dita. Perciò si è rivolta ai giudici del Tar, perché le riconoscano i danni patrimoniali subiti, almeno a suo dire. Il ricorso, come altre vicende trezzanesi, non fa dormire sonni tranquilli a molti. Amministratori e non. Che le casse comunali non godano di buona salute, è risaputo, ma se dovessero essere gravate da nuove sentenze di condanna si correrrebbe il rischio di fallimento che sarebbe scaricato sulle spalle dei residenti. Che perciò vanno tutelati.

Caro Prefetto ti scrivo…

É questo il succo di una lettera che Giorgio Villani, presidente dell’Unione dei comitati di quartiere ha scritto al prefetto di Milano dottoressa Luciana Lamorgese. In apertura, Villani riassume la vicenda Bricoman e - sottolinea con un pizzico di malizia - “ci si domanda cosa possa essere successo per indurre una società di importanza internazionale a compiere consistenti spese prima ancora della deliberazione del consiglio comunale e ad assumere poi una iniziativa di così elevato tenore economico nei confronti del comune”.

Gli arresti del passato…

Poi Villani si dilunga nella cronistoria degli ultimi episodi che hanno “funestato” la vita politico-amministrativa della citta, con decine di arresti per corruzione e concussione e ribadisce : “non vorremmo che ancora una volta siano i 19.000 abitanti a pagare responsabilità che magari non sono neppure da addebitare al comune”. “Ci si domanda - scrive il presidente dell’Unione dei comitati di quartiere - quali sono i veri motivi che hanno spinto la Bricoman Italia srl a presentare un ricorso al Tar tanto oneroso per il comune di Trezzano sul Naviglio”.

Bricoman + box di Piazza Risorgimento

Non solo. Villani ricorda anche la sentenza con la quale il comune, lo scorso mese di Agosto, è stato condannato in primo grado, (ricorso presentato da 52 famiglie che hanno i box in piazza Risorgimento/via Indipendenza: nei prossimi giorni se ne discuterà in Appello) al pagamento di molte centinaia di migliaia di euro che ricadrebbero sul bilancio comunale e sui cittadini in caso di conferma del provvedimento dei giudici”.

Situazione preoccupante

“Se questi due eventi si concludessero in modo negativo – conclude la lettera - l’Ente si troverebbe di fronte ad un dissesto economico senza precedenti; dissesto economico che ricadrebbe interamente su tutti i cittadini. Le chiediamo pertanto di farsi interprete della preoccupante situazione venutasi a creare nel nostro comune effettuando tutte le necessarie verifiche alfine di accertare i fatti e se necessario assumere gli opportuni provvedimenti per tutelare la collettività trezzanese”.

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