Seguici su Fb - Rss

Mercoledì, 22 Novembre 2017 18:36
Le eccellenze del territorio

Rozzano, i medici del futuro nascono qui In evidenza

Il cuore pulsante dell’intero sistema di formazione è un laboratorio nel quale è possibile simulare ogni tipo di intervento, ogni tipo di situazione medica o chirurgica

Nella foto, da sinistra verso destra: Filippo Kers, Paolo de Sanctis, apprendisti chirurghi, Marco di Maio e Benedetta Lepore, anestetisti, nel Simulation Lab dell'Humanitas University Nella foto, da sinistra verso destra: Filippo Kers, Paolo de Sanctis, apprendisti chirurghi, Marco di Maio e Benedetta Lepore, anestetisti, nel Simulation Lab dell'Humanitas University

Un tuffo nel futuro della formazione di nuovo medici, nuovi infermieri, nuovi specialisti delle scienze della vita. È quello che si vive visitando il nuovo campus della Humanitas University di Rozzano. Il cuore pulsante (è il caso di dirlo, visto il luogo) dell’intero sistema di formazione è un laboratorio nel quale è possibile simulare ogni tipo di intervento, ogni tipo di situazione medica o chirurgica, il tutto a beneficio degli studenti che così possono apprendere le diverse tecniche operative senza combinare troppi guai su veri pazienti.

Simulation Lab

Suddiviso in tre macroaree (anatomy lab, full scale lab e skill lab), il laboratorio ha una sala di regia ad alta fedeltà in cui tutor e docenti ipotizzano emergenze diverse e una vera sala operatoria con attrezzature e sofisticate tecnologie, pazienti-robot distesi sul lettino e collegati ai monitor dei parametri vitali che pulsano come se fossero veri. L’intervento chirurgico è condotto da studenti di Medicina o di Infermieristica, che in questo modo si addestrano ad affrontare ogni tipo di situazione a rischio zero.

Misurare l’apprendimento

Secondo Marco Montorsi, rettore di Humanitas University, “la tecnologia è in continua evoluzione ed è in stretto collegamento con la formazione medica. Campus come quello di Rozzano sono luoghi in cui avviene l’interazione tra studenti e docenti, e dove i primi affinano, sotto la guida dei secondi, le abilità per lavorare in team”. Il Simulation Lab, proprio perché permette di ripetere una qualsiasi situazione medico-chirurgica, permette anche di misurare le capacità di apprendimento di un allievo.

Il più grande d’Italia

Il Simulation Lab di Rozzano è uno dei più grandi d’Europa ed è l’unico in Italia che permette di integrare sul serio l’ospedale con il campus universitario visto che tutti, studenti o docenti   possono formarsi o perfezionarsi con le sessioni frontali in aula alternati a simulazioni ed esercitazioni. È composto da tre sale di simulazione avanzata, che riproducono fedelmente le sale operatorie, le sale di terapia intensiva e di pronto soccorso.

L’anatomy lab

Non mancano tre sale di debriefing dove studenti e insegnanti riesaminano, grazie alle videoregistrazioni, gli scenari di simulazione eseguiti. Due laboratori informatici, quattro sale multifunzione, una sala di simulazione avanzata con telecamere e microfoni nella quale gli studenti imparano a raccogliere dati per l’anamnesi, cinque sale plenarie, un laboratorio di fisioterapia, due stanze per simulazioni a bassa e media fedeltà e un anatomy Lab, dove vengono effettuati corsi mediante l’utilizzo di pezzi anatomici accuratamente preparati.

Il corpo docenti

A Rozzano insegnano più di 70 tra docenti, clinici e ricercatori di livello internazionale come Alberto Mantovani, immunologo di fama mondiale e Elio Riboli, che dall’Imperial College di Londra è tornato in Italia. Poi ci sono anche 3 premi Nobel per la Medicina: Rolf Zinkernagel, immunologo svizzero, Nobel nel 1996 per le scoperte sulla specificità dell’immunità cellula-mediata; Jules Hoffmann, immunologo Nobel nel 2011 per le sue ricerche sul sistema immunitario e l’immunità innata, ed Erwin Neher, biofisico tedesco Nobel nel 1991 per la scoperta di una tecnica innovativa di patch clamp che consente di indagare le varie tipologie trasmissive tra le cellule nel sistema nervoso.

Vocazione internazionale

L’Humanitas ha una vocazione internazionale e proprio ieri, si è concluso un corso-esercitazione che ha simulato un grave attentato terroristico, al quale hanno partecipato tecnici di ospedali francesi (con esperienza Bataclan) e svedesi. Il pronto soccorso, diretto da Antonio Voza, ha vissuto una tre giorni full immersion nelle emergenze che un attentato dinamitardo, batteriologico o chimico, può provocare sulla popolazione. L’obiettivo è imparare a fare squadra con tutti gli altri attori il cui compito è salvare vite umane.

Seguici sulla nostra pagina Facebook

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Potrebbero interessarti

Articoli correlati (da tag)

Attualità
La polemica
Risarcimento danni da corruzione, scoppia la polemica

Risarcimento danni da corruzione, scoppia la polemica

La causa civile si è conclusa il 30 ottobre scorso con l’abbandono da parte del Comune del giudizio, in cambio del versamento immediato di una cifra che molti reputano troppo bassa

Attualità
Il presidio
Mamma dell’Ikea licenziata, chiesto il reintegro

Mamma dell’Ikea licenziata, chiesto il reintegro

Sindacalisti e politici al presidio organizzato davanti alla filiale  di Corsico in difesa del posto di lavoro di Marica Ricutti, madre di bimbo disabile e lasciata a casa dopo 17 anni

Attualità
Il ricorso
Largo Risorgimento, Trezzano chiede al Tribunale di sospendere la sentenza di condanna

Largo Risorgimento, Trezzano chiede al Tribunale di sospendere la sentenza di condanna

Il Comune ha presentato istanza, alla Corte d’Appello di Milano, e richiesto di sospenderne l’esecutività perché secondo i legali esporrebbe l’ente a un danno gravissimo