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Mercoledì, 12 Aprile 2017 09:28
Piazza Foglia e dintorni

La giunta spera di far quadrare i conti con tributi e vendita di beni comunali

La città è il più grande insediamento d’Europa a livello di edilizia popolare, con 6.200 case popolari dell'Aler e aliquote Imu e Tasi tra le più alte del circondario

Il consiglio comunale di Rozzano ha approvato aliquote tributi e alienazione degli immobili Il consiglio comunale di Rozzano ha approvato aliquote tributi e alienazione degli immobili

di Francesco Bagini

Un comune a caccia di risorse per sopravvivere. Questo appare Rozzano a qualunque osservatore, interno ed esterno. Api e Ama sono i pozzi senza fondo che hanno o stanno depauperando il patrimonio pubblico della città, tributi e vendita di beni comunali il rimedio trovato dall’amministrazione. Due esempi?  Da qualche settimana sono state approvate due delibere. Una, abbinata al Bilancio di Previsione 2017, sulle aliquote comunali di Imu e Tasi. La seconda sulla vendita del patrimonio immobiliare durante il triennio 2017-2019. Bisogna far quadrare i conti, almeno sulla carta perché, stante la situazione economica, se nessuno compra, gli stessi conti saltano. pocketnews.it  ha interpellato Guido De Vecchi, consigliere di minoranza della “lista civica 6 Rozzano - Sinistra Ecologia e Libertà”.

6.200 case popolari

De Vecchi ha tenuto subito a precisare che quello di Rozzano è il più grande insediamento d’Europa a livello di edilizia popolare, con 6.200 case popolari Aler. E a Rozzano sono in affitto circa due terzi degli immobili: sono poche le case di proprietà. Le aliquote applicate sono le più alte possibili e sono già in vigore da diversi anni. Anche le aliquote per le seconde case e per gli immobili produttivi con esclusione di quelli appartenenti alla categoria D/10, quelle in comodato d'uso a parenti entro il primo grado, rimangono al massimo livello consentito dalla legge, cioè 10,6 per mille.

Il baratto amministrativo

“Queste scelte" conferma De Vecchi (nella foto qui sopra) “sono un chiaro segno delle difficoltà dell’Amministrazione nel cercare di coprire i costi di funzionamento della macchina comunale”. Ma al di là delle aliquote e delle entrate risicate il consigliere esorta la giunta, se davvero vuole sanare una situazione pericolosa, a puntare su progetti di sviluppo o scelte innovative. “A questo proposito” ricorda De Vecchi “6 Rozzano - SEL ha appoggiato in Consiglio il “baratto amministrativo”, apprezzato non solo per l’utilità, ma anche per il valore culturale che riveste. In quanto lista civica di sinistra, noi non possiamo non riconoscere l’importanza di strumenti che puntino ad accrescere la partecipazione della cittadinanza alla vita pubblica». Infatti mediante il “baratto amministrativo” i cittadini in difficoltà economica potranno pagare i tributi sotto forma di lavori di pubblica utilità.

Più differenziata, meno tributi

Andando nello specifico, De Vecchi sottolinea come circa la Tari bisognerebbe sviluppare la politica regionale che punta sul riciclo: “E’ una sfida importante, che passa, come tutte le sfide ambiziose, dall’educazione dei cittadini, anche più giovani”. In quest’ambito, un banco di prova è il progetto intercomunale tra i Comuni di Locate Triulzi, Basilio e Rozzano circa le piattaforme ecologiche. L’obiettivo che accomuna i tre enti è: migliorare la gestione degli ecocentri e diminuirne il costo procapite. La strada per una minore tassazione passerebbe quindi attraverso una maggiore raccolta differenziata.

Vendere per investire

Passando alla delibera sulla vendita dei beni comunali, De Vecchi sottolinea: «Alienare, a patto che si riesca, non è di per sé un male. Dipende di nuovo dai progetti che si hanno in mente. Noi dobbiamo mirare a politiche accoglienti per gli investimenti del terzo settore o di privati o favorire gli investimenti degli imprenditori. Da qui poi si possono sviluppare servizi. Ma per fare tutto questo non va dimenticato il controllo della micro criminalità che fa perdere la voglia di investire. Si tratta, insomma, di un circolo virtuoso.

Asta deserta

Quali sono le aree e gli immobili in vendita. Uno, per esempio, si trova in via Guido Rossa ed è destinato ad attività commerciali. La prima asta è andata deserta per questo motivo si sta pensando di darlo in locazione con patto di futura vendita. Un’altra area di via Stromboli sarebbe stata già richiesta da una società. Il problema è capire se, stante la crisi del mercato immobiliare, qualcuno vorrà investire a Rozzano. I prezzi, per quanto riguarda eventuali aree comunali cedibili per edilizia residenziale o per edilizia commerciale e terziaria, sono stati riconfermati. «Se ci sarà mercato, e ce lo auguriamo”  conclude De Vecchi “le alienazioni potrebbero coprire i buchi di bilancio e favorire  nuovi investimenti. L’importante, però, è che queste entrate vengano immesse in progetti che coinvolgano sia le commissioni consiliari, sia i residenti”.

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