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Martedì, 11 Aprile 2017 11:30
L'escamotage

Fallimento Api, dal cilindro una mossa a sorpresa In evidenza

Dopo il no delle banche al salvataggio, si prova con un ultimo e disperato tentativo: rendere nulli i contratti con i quali è stato finanziato il teleriscaldamento

Barbara  Agogliati, assessore alle partecipate, prima che diventasse sindaco di Rozzano Barbara Agogliati, assessore alle partecipate, prima che diventasse sindaco di Rozzano

Fallimento sì, fallimento no! Rozzano vive giornate convulse, sotto il profilo politico-amministrativo.  Al centro del villaggio sempre la questione Api e la voragine di debiti che l’ha affossata. L’ultimo colpo di scena è di ieri sera. È stata convocata d’urgenza la “commissione Consiliare Permanente Funzione Preparatoria Risorse dell’Ente” un nome pomposo che chissà cosa significa. All’ordine del giorno, come detto, questioni riguardanti Api e relative operazioni architettate all’ultimo momento per tentare un salvataggio che appare impossibile.

Montepaschi ha detto no!

Due i dati da cui non si può sfuggire. Il primo riguarda il voto negativo espresso da Montepaschi di Siena al concordato preventivo. La banca toscana vanta crediti chirografi accertati per circa 17 milioni di euro. È la principale creditrice di Api.  Non avendo il comune, tramite l’Ama, fornito garanzie sufficienti al rientro del debito, ha ritenuto di pronunciare un no che significa fallimento certo. Il secondo elemento è che Renato Colavolpe, quarto liquidatore dell’Api in ordine di tempo, si è dimesso lo scorso 3 aprile, accennando a presunte pressioni che avrebbe subito da parte degli amministratori pubblici, durante il suo mandato.

In questa situazione che definire caotica è davvero un eufemismo, dopo polemiche a non finire, si è ipotizzato “di intraprendere un percorso alternativo al possibile scenario fallimentare”.  Che cosa significa? Intanto si scarica sul liquidatore “il mancato adempimento e la non integrale ottemperanza delle direttive impartite” perché i dossier presentati al Tribunale fallimentare di Milano sarebbero privi della necessaria documentazione di supporto. Poi si chiede la verifica e l’avvio di indagini sulla possibile “nullità del contratto di finanziamento stipulato nel 2010 per l’adeguamento degli impianti di teleriscaldamento” stipulato con Montepaschi, e sulla possibile nullità dei contratti swap”. Non solo. Si chiede anche l’accertamento di “eventuali responsabilità degli amministratori e degli organi di controllo precedentemente in carica e destinatari degli atti di diffida.”

Chi inpegna chi

Il bello è che l’assessore alle partecipate, prima che diventasse sindaco, era la stessa Agugliati, la persona adesso incaricata, anzi impegnata, a rendere nulli i contratti con Mps. Si discute anche della possibilità che l’amministrazione “inviti” i dipendenti Api a ritirare l’istanza di fallimento per concedere al comune un po’ di tempo per tentare questo ultimo e, almeno all’apparenza disperato, tentativo di evitare il naufragio.

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