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Martedì, 29 Maggio 2018 12:29
La battaglia

I giudici indicano i limiti per la nascita di Città Nuova a Rozzano In evidenza

Per la colata di cemento da 1 milione di metri cubi e l’insediamento di altri 5.600 abitanti, il Tar della Lombardia ha  rigettato il ricorso presentato dalla società proprietari dell’area che chiedeva mano libera

La seconda sezione del Tribunale amministrativo della Lombardia ha, infatti, rigettato il ricorso presentato da Infrafin La seconda sezione del Tribunale amministrativo della Lombardia ha, infatti, rigettato il ricorso presentato da Infrafin

Una buona notizia, finalmente. Per Rozzano e l’ambiente. L’ha diffusa l’Associazione Parco sud e riguarda la lottizzazione chiamata “Città nuova”, una colata di oltre un milione di metri cubi di cemento contro cui si sono schierate le associazioni ambientaliste,  l’associazione culturale Rozzano Oggi e il gruppo web Piazzafoglia.  Tutti con l’indice puntato contro questo consumo abnorme di suolo. Il piano di attuazione era stato protocollato lo scorso maggio, pochi mesi prima che scadesse. La battaglia contro l’insediamento, o almeno contro un insediamento di quelle dimensioni, dura da anni.

L'ex Provincia vince la tappa

Nei giorni scorsi, si è conclusa una tappa del contenzioso che vede contrapposti da un lato la proprietà dei terreni che chiedeva mano libera, dall’altro enti locali e associazioni. La seconda sezione del Tribunale amministrativo della Lombardia ha, infatti, rigettato il ricorso presentato da Infrafin, la società proprietari dell’area che si estende da Ovest dall’autostrada dei Fiori, da Nord dalla tangenziale Ovest e a est è delimitata dal Naviglio (adiacente alla pista ciclabile) e la trafficata ex Statale dei Giovi. Con un provvedimento di merito, i giudici milanesi hanno accolto le controdeduzione presentate dall’ex Provincia (ora Città Metropolitana di Milano), riducendo le possibilità di edificare l’area.

L'area verde di Rozzano su cui dovrebbe sorgere la "Città nuova" con il suo milione di metri cubi di cemento

Scelte folli

Ha scritto l’Associazione Parco sud: “La Città Nuova è un progetto esteso anche su 551.700 mq di aree agricole che nel 1990, impropriamente, furono escluse dal Parco Sud, ma che al Parco sono adiacenti e che del Parco sarebbero una naturale estensione. Il PGT di Rozzano (Piano Governo Territorio, dicembre 2012) prevede l’edificabilità (consumo di suolo) di 378mila mq per una volumetria di quasi un milione di metri cubi”. Sulla questione, pocketnews.it aveva già pubblicato un articolo (leggi qui) che sottolineava i dubbi dei residenti. “È possibile che a Rozzano” era ed è la domanda “la città debba subire scelte folli fatte negli anni scorsi da amministrazioni che sono state squalificate dai cittadini?”

Rilevanza paesaggistica

Sull’area avrebbero dovuto trovare posto diversi edifici, anche terziari, e l’insediamento di circa 5.600 abitanti, che avrebbe ulteriormente congestionato il traffico stradale. Infrafin, nel suo ricorso aveva chiesto l’annullamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, che ha inserito l’area negli “Ambiti di rilevanza Paesitica” e cioè soggetti a importanti limitazioni nella realizzazione degli edifici, con particolare riguardo alla loro altezza che non può essere maggiore “a quella degli edifici presenti nel nucleo di antica formazione” (Rozzano Vecchia).

Il futuro di Cascina Nuova

L’ex Provincia aveva inserito nel suo Piano anche Cascina Nuova negli “insediamenti rurali di interesse storico” provocando la reazione di Infrafin. Anche in questo caso i giudici hanno dato ragione alla vecchia Provincia, sottolineando che “gli insediamenti rurali costituiscono elementi insostituibili della trama fondamentale del territorio agricolo”. Secondo i magistrati, gli estensori del Pgt “avrebbero dovuto tener conto delle istanze ambientali e paesaggistiche nei processi di trasformazione urbana e territoriale”, utilizzano il recupero delle aree degradate, “quali occasioni per una vasta riqualificazione del contesto paesistico”. 

C'è un giudice a … Roma

Come andrà a finire? Da Infrafin hanno fatto sapere che la proprietà farà ricorso al Consiglio di Stato. Residenti e ambientalisti di Rozzano sperano che anche a Roma, i giudici scelgano la tutela dell’ambiente, mettendo in secondo piano gli interessi privati. Nel lontano 1966 Adriano Celentano cantava: “Eh no / Non so, non so perché / Perché continuano / A costruire, le case / E non lasciano l'erba / Non lasciano l'erba / Non lasciano l'erba / Non lasciano l'erba / Eh no, Se andiamo avanti così/, chissà come si farà / chissà”. Già, chissà.

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