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Martedì, 22 Maggio 2018 17:45
Il processo

Molestie sessuali a minore, don Galli si difende: “Non l’ho toccato”

Il prete ha risposto alle domande di giudici della V Sezione Penale del Tribunale di Milano, dove si celebra il processo a suo carico

L'ex parroco di Rozzano a processo a Milano con l'accusa di avere abusato sessualmente nel dicembre 2011 di un ragazzino che all'epoca aveva 15 anni L'ex parroco di Rozzano a processo a Milano con l'accusa di avere abusato sessualmente nel dicembre 2011 di un ragazzino che all'epoca aveva 15 anni

“Non l'ho abbracciato, non l'ho toccato e non ho mai compiuto atti sessuali con lui". Si è difeso così questo pomeriggio in aula, durante il suo interrogatorio, don Mauro Galli, l'ex parroco di Rozzano a processo a Milano con l'accusa di avere abusato sessualmente nel dicembre 2011 di un ragazzino che all'epoca aveva 15 anni.

Solo opinioni

Davanti ai giudici della quinta sezione penale, don Galli ha ammesso di avere dormito nel letto matrimoniale della sua camera insieme al 15enne la sera del 19 dicembre 2011, nonostante ci fossero altri letti a disposizione, ma ha negato di avere compiuto la violenza contestatagli dal pm Lucia Minutella. "Quella notte - ha affermato - mi sono svegliato due volte: la prima per il forte russare del ragazzo e la seconda dopo averlo sentito gridare. L'ho trovato con una gamba e un braccio fuori dal letto e cosi' l'ho afferrato per metterlo in sicurezza". Secondo don Galli, il ragazzo lo avrebbe accusato "perché avrebbe fatto sue opinioni sentite da altri su quello che era accaduto”.

Il permesso dei genitori

"Sabato 17 dicembre la mamma mi chiama e mi confida che aveva deciso di ascoltare un mio consiglio: non ritirare il figlio da scuola per non lasciarlo impreparato" ha spiegato don Galli. Che ha poi aggiunto: "quando il ragazzo torna a casa, è molto arrabbiato e accusa la mamma di averlo tradito. Viene mandato da me e ripete le medesime accuse confidandomi di non volere più ritornare dai suoi”. Secondo il prete, dopo avergli domandato dove volesse andare, il ragazzo avrebbe risposto di volere restare a dormire in oratorio, nell’appartamento del don. “A quel punto gli spiego che non è possibile e che comunque va chiesto il permesso ai genitori". Permesso che sarebbe stato successivamente accordato.

Il pigiama

Genitori e prete avrebbero deciso che il giovane poteva restare. I primi avrebbero pregato il secondo di aiutarli nella gestione del figlio. Così, la sera del 19, il ragazzo resta a casa del prete. "Ci siamo seduti sul divano - spiega don Galli in aula - e abbiamo chiacchierato un po' della sua situazione e del fatto che vedesse tutto in negativo. Poi lui ha tirato fuori il pigiama (preso per l'occasione, spiegherà il giovane) e lo spazzolino ed è andato in bagno a prepararsi. Poi ci sono andato io".

Un grido nella notte

Benché la casa fosse dotata di un'altra stanza con dei letti, i due si coricano nel letto matrimoniale di don Galli. E, sempre secondo il prete, si sarebbero addormentati. "Nella notte vengo svegliato da un grido: accendo la luce e lo vedo con un braccio e una gamba fuori dal perimetro del letto e la testa pericolosamente vicina allo spigolo del comodino. Il mio primo obiettivo è stato quello di mettergli in sicurezza la testa e l'ho trascinato sul letto perché non cadesse. Lui non si è accorto di nulla. Ha solo mugugnato. Poi abbiamo dormito tutta la notte".

L'allarme

“Il giorno dopo - ha raccontato ancora don Galli - ricevo un sms da parte della mamma che mi chiede se nella notte fosse successo qualcosa dal momento che il ragazzo si era sentito male a scuola.  Rispondo che no. Nulla di particolare. Ma il giorno successivo don Alberto Rivolta mi convoca e mi chiede conto di cosa fosse successo il lunedì sera. Io glielo racconto e lui si arrabbia moltissimo".  "Soltanto in quel momento – ha concluso - mi sono reso conto che avevo sbagliato. Che dormire con un minore non era una cosa giusta da fare".  Da quel momento il prete non vede più il giovane né la sua famiglia. È don Mario Delpini, che poi diventerà arcivescovo di Milano, a comunicargli la nuova destinazione, Legnano, dove si trasferisce il 21 gennaio del 2012 e dove si occupa ancora di giovani.

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