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Lunedì, 19 Febbraio 2018 16:56
La ricerca

Infarto grave: da Rozzano una nuova terapia In evidenza

Un farmaco di nuova generazione potrebbe essere la soluzione per prevenire il rischio di ictus, embolie o nuovo infarto

La ricerca, diretta da Giulio Stefanini, e stata condotta in  collaborazione con il San Raffaele e il Duke Clinical Research Institute (USA) La ricerca, diretta da Giulio Stefanini, e stata condotta in collaborazione con il San Raffaele e il Duke Clinical Research Institute (USA)

A dirlo sono i dati di una ricerca realizzata da Humanitas University che apre nuovi e importanti scenari nel trattamento dell’infarto. Lo studio ha messo in luce che aggiungere un farmaco anticoagulante di nuova generazione (Doac), potrebbe essere la soluzione per prevenire, anche nei pazienti con infarto grave, il rischio di nuovi infarti, ictus o embolie. La ricerca, diretta da Giulio Stefanini, e condotta in  collaborazione con il San Raffaele e il Duke Clinical Research Institute (USA), pubblicata su Jama Cardiology, ha analizzato i risultati di  29.667  pazienti con infarto di varia gravità.

La strategia farmacologica

“Dall’arrivo sul mercato dei farmaci Doac già usati nella Fibrillazione Atriale – ha spiegato il prof. Giulio Stefanini, cardiologo di Humanitas  - si è cercato di valutarne l’uso anche nella prevenzione di eventi ischemici dopo infarto”. Negli studi fino ad oggi disponibili risultavano poco incoraggianti i dati sull’efficacia di una strategia farmacologica anti-trombotica più intensa, che preveda l’aggiunta, indiscriminatamente,di Doac in tutti i pazienti con infarto miocardico. Il rischio emorragico era così alto che i Doac non sono utilizzati nella pratica clinica dopo un infarto.

La giusta efficacia

«Partendo dall’ipotesi che proprio la somministrazione indiscriminata post infarto a tutti i pazienti fosse la causa degli scarsi risultati – prosegue Stefanini –, abbiamo analizzato tutti i dati ad oggi disponibili per verificare se l’efficacia dei nuovi farmaci anticoagulanti cambiasse in base al profilo di rischio dei pazienti. Si è così scoperto che l’efficacia del trattamento cambia in base alla gravità dell’infarto.

Benefici vs rischi

Per la prima volta, si è riscontrato un beneficio anti-trombotico molto evidente di questa classe di farmaci, ma solo nei pazienti con la tipologia di infarto più grave e, quindi, con rischio trombotico più elevato. In questa tipologia di pazienti, i benefici superano di molto il rischio di complicanze emorragiche, mentre nei pazienti con infarto meno grave l’uso dei Doac non è giustificato  perché il rischio di emorragie va ad annullare il beneficio anti-trombotico.

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