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Lunedì, 28 Novembre 2016 09:02
Proprietà "licenziose” - Azione Balsamica e afrodisiaca

Santoreggia, l'erba del satiro lussurioso

Ai monaci del Medioevo era fatto divieto di coltivarla nei luoghi della fede per le sue proprietà "licenziose” e i suoi aromi "peccaminosi"

Per le sue virtù depurative e diuretiche è consigliato l'uso della santoreggia anche agli obesi, agli artritici e a chi soffre di gotta. Per le sue virtù depurative e diuretiche è consigliato l'uso della santoreggia anche agli obesi, agli artritici e a chi soffre di gotta.

Di ritorno dalla Provenza sicuramente avrete portato come souvenir il pot-pourri di erbe aromatiche tipiche della zona di cui la santoreggia, erba profumatissima perenne, è uno degli ingredienti. Etimologicamente il nome santoreggia potrebbe derivare o dal latino satura, a indicare il suo uso come condimento, o da satirus per le riconosciute proprietà afrodisiache della specie. Nella mitologia greco-romana i satiri, spiriti dei boschi, dalle sembianze metà umane metà caprine, rappresentavano gli istinti umani incontrollabili e partecipavano ai riti orgiastici di Dioniso/Bacco, il più godereccio dio dell'Olimpo.

Afrodisiaca

La fama di afrodisiaco della santoreggia non è leggenda ma riscontrata e la sua efficacia sarà più rimarcata se associata con altre piante quali la damiana, il sesamo o la cipolla.
Al di là delle sue seducenti virtù, la santoreggia selvatica (più profumata di quella orticola) insaporisce e rende appetitosi i cibi cui si aggiunge fresca o essiccata. Di questa pianta aromatica delle labiate, alta dai 20 ai 30 cm, conosciuta anche con i nomi di erba spezie ed erba acciuga, si utilizzano i giovani rametti, le foglie e i fiori. I fusti rossicci sono ramificati, le foglie piccole, strette e lanceolate, un po' pelosette nella pagina inferiore, ricca di ghiandole oleifere; i fiori dal bianco al rosato, riuniti in gruppetti nei punti di congiunzione delle foglie ai rami, fioriscono da luglio a ottobre, i frutti costituiti da quattro semi sono ricoperti da un guscio marrone.

Il caratteristico aroma gradevole

Allo stato selvatico sarà capitato di calpestare qualche piccolo cespuglio avvertendo immediatamente lo sprigionarsi del suo caratteristico aroma gradevole. La pianta preferisce svilupparsi in terreni aridi e rocciosi, dal piano alla media montagna della fascia mediterranea. La santoreggia selvatica oltre a tannini e polifenoli contiene fino all'1% di olio essenziale ricco di carvacrolo e di cimolo che le conferisce un effetto stimolante, carminativo (antiflatulento), antispasmodico, vermifugo, diuretico e benefico per le vie respiratorie. Rilassa i muscoli dell'intestino e pertanto si consiglia in caso di gastrite, spasmi addominali e diarrea. Esercita una leggera azione tonificante sul sistema nervoso e se ne consiglia l'uso in caso di affaticamento cronico, debolezza, ipotensione, astenia.

La santoreggia domestica

Molte sono le varietà di santoreggia ma le proprietà sono simili. La più conosciuta, la santoreggia domestica (Santureja Hortensis L.) viene coltivata non solo per le sue proprietà medicamentose, per le foglie utilizzate come condimento ma anche per l'essenza che si ricava per distillazione dalle foglie. Il suo aroma penetrante, assai più marcato prima della fioritura, ricorda quello del timo. Essiccata la santoreggia conserva il suo profumo che si abbina perfettamente, ne basta un pizzico, con i salumi, i formaggi freschi, i ripieni, le olive in salamoia, i salmì. Se ne consiglia l'impiego soprattutto con i legumi così come avviene in Francia, Svizzera e Germania.

L'azione balsamica

Per le sue virtù depurative e diuretiche ne è consigliato l'uso anche agli obesi, agli artritici e a chi soffre di gotta. Per il suo contenuto di olii essenziali, sviluppa un'azione balsamica ed espettorante, è quindi efficace nelle bronchiti acute e croniche e nell'asma. Ma molteplici sono gli altri usi della santoreggia. Per facilitare la digestione bere una o due tazze di infuso fatto con 2 g di foglie e un dl di acqua. Lo stesso infuso frizionato sul cuoio capelluto apporta benefici alla chioma. Un pediluvio con una manciata di foglie purifica, deodora, elimina il senso di stanchezza. Piccoli sacchetti di foglie secche riposti negli armadi allontanano le tarme.

Letto 409 volte Ultima modifica il Venerdì, 02 Dicembre 2016 06:53

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