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Lunedì, 28 Novembre 2016 07:12
Il mito di Aracne - Consigliato ai diabetici

Il lino: rimedio salutare fin da tempi remotissimi e fibra tessile eccellente

I semi si possono usare come alimento e si consigliano specialmente ai diabetici, per la scarsa percentuale di glucidi e per l’elevato contenuto di proteine

I semi di lino potrebbero essere efficaci contro i disturbi della menopausa: le vampate di calore, l’irritabilità, i disturbi del sonno I semi di lino potrebbero essere efficaci contro i disturbi della menopausa: le vampate di calore, l’irritabilità, i disturbi del sonno

Usitatissimum.  È  questo l’appellativo con cui Linneo definì il lino. Una pianta erbacea alta fino a un metro con foglie lanceolate, lisce con nervature ben visibili e fiori azzurro cielo con cinque petali. Spontanea nelle zone soleggiate a clima temperato, conosciuta da circa 5.000 anni dagli Egizi, che ne ricavavano una fibra tessile leggerissima, (ottenuta dal periciclo del gambo) particolarmente adatta al clima torrido del Sahara e delle sponde del Nilo.

Il mito di Aracne

E di lino erano le bende, intrise di unguenti, che avvolgevano i corpi dei faraoni durante la mummificazione. Famoso è il mito di Aracne che sfidò Pallade realizzando una magnifica tela intrecciando fibre di lino. La bellezza del manufatto irritò la dea che trasformò la poveretta in ragno. Già molti secoli prima di Cristo, il lino era conosciuto anche per le sue proprietà nutrizionali e medicinali. A scopo medicinale, infatti, si usano i semi, recidendo le piante in estate avanzata e facendo essiccare i rami legati in mazzi in un luogo aerato e ombroso. I rami essiccati si battono per far cadere i semi che si conservano in barattoli di vetro. Dai semi si ricava l’olio essenziale di lino, uno stimolatore dell’intero organismo, utile anche per rendere più brillanti i colori delle vernici.

Le indicazioni d’uso

È ampiamente riconosciuto l’utilizzo dei semi di lino per il trattamento della costipazione cronica, la sindrome del colon irritabile, l’infiammazione enterica causata dall’abuso di lassativi, la diverticolite e per alleviare l’irritazione delle mucose provocate da gastriti e enteriti. I cataplasmi di farina di semi di lino, detti popolarmente “polentine”, inoltre, si usano quando è necessario mantenere un calore costante per diverso tempo, favoriscono la circolazione sanguigna, leniscono i dolori. Quindi, in caso di dolori reumatici, gotta, bronchiti, coliche addominali, ascessi, foruncoli, esercitano un’azione risolutiva, antispasmodica, sedativa e antinfiammatoria.

Anti menopausa

I semi di lino potrebbero essere efficaci contro i disturbi della menopausa: le vampate di calore, l’irritabilità, i disturbi del sonno, l’aumento di peso e la prevenzione dell’osteoporosi, usati in alternativa agli isoflavoni della soia e ai fito-ormoni di nuova generazione. Infatti i lignani, contenuti soprattutto nei semi di lino, sono efficaci quanto una terapia ormonale. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato nel 1998. Volontarie in menopausa hanno mangiato in un periodo di tre mesi al posto del pane abituale quello contenente circa 40 g al giorno di semi di lino. In quel lasso di tempo, le vampate di calore sono diminuite in media del 41%. I lignani, inoltre, avrebbero una funzione protettiva contro il cancro al seno, farebbero abbassare il tasso di trigliceridi, la pressione arteriosa e i rischi cardiovascolari. Giocherebbero un ruolo importante nel trattamento delle malattie renali croniche.

Proprietà lassative

 I semi di lino sono ricchissimi di mucillagine e di pectina che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e lassative: lubrificano il tubo digerente, rendono le feci più morbide, rigenerano la flora intestinale e regolano i processi di putrefazione e fermentazione, stimolano la peristalsi ottenendo un effetto lassativo meccanico. L’alto contenuto di sali minerali (in particolare fosforo, rame, magnesio e manganese), di proteine (20%) e lipidi di grande valore biologico (acidi grassi essenziali insaturi (40%) di cui fa parte l’acido alfa-linolenico (ALA) della famiglia degli Omega 3, Omega 6 rendono i semi di lino delle vere e proprie perle di salute, un prezioso contributo per l’intero organismo e un valido aiuto per il corretto funzionamento del sistema immunitario.

Consigliati ai diabetici

I semi di lino si possono usare anche come alimento e si consigliano specialmente ai diabetici, per la scarsa percentuale di glucidi e per l’elevato contenuto di proteine e di lipidi; sono consigliati inoltre per chi soffre di denutrizione o per chi vuole ingrassare. Non se ne devono però mai assumere più di 60 g al giorno. Un tempo, per combattere le epidemie di afta epizootica che colpivano i bovini si utilizzavano beveroni a base di semi di lino per sopperire alle carenze nutrizionali, dovute alla malattia. Questo metodo rinforzava le difese immunitarie degli animali colpiti dal morbo. A scopo cautelativo, tuttavia, l’impiego del lino è sconsigliato in gravidanza, in allattamento e in caso di sindrome occlusiva. Può, infatti, ridurre l’assorbimento dei farmaci. Usare sempre semi freschi per evitare che l’olio che contengono irrancidisca.
Decotto: bollire 30 g di semi in 1 litro d’acqua per 5 minuti; assumerne 2-3 tazze al dì.
Macerazione: far riposare per 12 ore 1 cucchiaio da dessert di semi per ogni bicchiere d’acqua; prenderne 2-3 al dì.
Cataplasmi: aggiungere semi di lino tritati (farina di semi) all’acqua bollente fino ad ottenere un composto denso. Nell’applicare il cataplasma proteggere la pelle con un telo leggero per evitare scottature.

Letto 324 volte Ultima modifica il Venerdì, 02 Dicembre 2016 06:44

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